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Ravello: A Villa Rufolo “Conoscere per Deliberare”

Attesa l’importanza dell’articolo che ci svela in anteprima alcune risultanze del nuovo lavoro scientifico condotto su Villa Rufolo, abbiamo preferito far passare la bagarre di notizie elettorali prima di pubblicare l’articolo.

Come si può deliberare senza conoscere? L’interrogativo Einaudiano ricorre spesso nella nostra testa, attesa l’improvvisazione dilagante che attanaglia sempre più persone che occupano posti di decisione. Lo stesso titolo dell’opera dell’illuminato statista non ci tranquillizza, anzi: “Prediche inutili”. Se si tratta poi di delibere che riguardano la Tutela e la Valorizzazione dei Beni Culturali, la nostra preoccupazione cresce a dismisura; nello scenario italiano probabilmente la materia è seconda solo a tutto quello che riguarda il Calcio, il mondo calciofilo infatti sembra costituito da tutti esperti e fini conoscitori, tranne gli Allenatori e i Presidenti.

Il pistolotto di apertura mi serviva per far comprendere meglio quanta e quale preoccupazione ha caratterizzato i miei anni di direzione di Villa Rufolo; il massimo monumento della pur ricca Ravello non poteva essere vittima di improvvisazione e superficialità. Da qui è nata da subito in me la necessità di conoscere sempre meglio questo capolavoro; conoscerlo per decidere, conoscerlo per tutelarlo, conoscerlo per valorizzarlo.

Il passare del tempo e lo studio continuo dal 2007 ad oggi, hanno fatto aumentare e non diminuire la mia preoccupazione; ogni scoperta, ogni dettaglio messo in luce, non hanno fatto altro che farmi comprendere sempre più che, in mille anni, Palazzo Rufolo ne ha viste di cotte e di crude; periodi aurei e sfarzosi si sono alternati a periodi di abbandono e degrado; investimenti e scelte illuminate hanno ceduto il passo a saccheggio e abusi. Credo però che la strada intrapresa e che abbiamo descritto con l’amico Salvatore Barba nel volume “Villa Rufolo – una scoperta che dura da mille anni”, sia un ottimo viatico per il futuro; l’aver avviato un vero e proprio processo conoscitivo sistematico e metodico, in netta controtendenza all’ultimo periodo buio del monumento, ci conforta nelle scelte che quotidianamente ci ritroviamo a fare, e ci supporta nella progettualità che andiamo a disegnare con contorni sempre più nitidi e definiti.

L’ultima parentesi in ordine di tempo, che ha visto il gruppo di studio del corso di Rilevo dell’Architettura di UNISA eseguire rilievi a Villa Rufolo, è un tassello importante che si collega direttamente al lavoro precedente. Gran parte dei giardini e degli ambienti esterni erano stati rilevati con il laser scanner, ed alcune aree erano state scandagliate con il georadar; nel corso dell’ultimo “Laboratorio a cielo aperto” sono stati eseguiti i rilievi degli ambienti interni con un laser scanner di ultimissima generazione non fisso ma portatile (vedi foto dell’operatrice all’opera). Una tecnologia quest’ultima che a parte la velocità di esecuzione e la precisione, risulta essere molto più duttile ed adattabile per gli ambienti chiusi. Nei prossimi giorni continuerà l’opera di restituzione dei rilievi, che oggi vi presentiamo in anteprima, ma molto parziali e “rozzi”, per poi proseguire con la fase di studio e di analisi. L’obiettivo è quello di avere una documentazione non a 360°, ma addirittura a tutto volume come si può rilevare dal filmato allegato, vero e proprio embrione di quella che sarà la restituzione finale del lavoro svolto. E’ facile vedere la similitudine degli elaborati allegati con quelli che sono i risultati delle nuove tecnologie mediche applicate al corpo umano: risonanze, tac, ecografie, etc. I principi fisici alla base degli apparecchi utilizzati sono più o meno gli stessi, ma soprattutto è identica la capacità degli hardware e software di elaborare milioni di numeri e di calcoli. In buona sostanza il rilievo con il laser scanner consente di assegnare a ciascun punto le coordinate spaziali che lo caratterizzano e individuano, vuoi che sia lo spigolo di un mobile, vuoi che sia l’angolo di una stanza; miliardi di punti rilevati e collegati fra loro per definire gli spazi con precisione millimetrica. Poter lavorare su rilievi volumetrici tridimensionali e non bidimensionali, ci permette di definire i rapporti fra elementi posti a piani diversi, ma riconducibili alla stessa fase costruttiva, potendo orientare sezioni e prospetti all’infinito. La potenza degli apparati di rilievo, unita alla potenza dei software gestionali, supportati dalla capacità di calcolo dei moderni computer, consente una lettura degli immobili davvero straordinaria.

Il lavoro in corso mira ad integrare i risultati dei rilievi diretti, con le risultanze dei rilievi indiretti; nel corso degli ultimi anni sono stati eseguiti rilievi con il georadar e scavi che hanno permesso di impattare strutture non visibili. Orbene, una volta completato il mosaico, apparirà quasi come per magia un nuovo quadro di Palazzo Rufolo. Il lavoro proseguirà poi con il completamento della raccolta di dipinti d’epoca e con la loro analisi, in specie quelli che grandi architetti viaggiatori hanno realizzato a Ravello e su Palazzo Rufolo in particolare. Una delle ultime raffigurazioni che abbiamo impattato è un acquerello a firma E. V. Leduc1836. Viollet Le Duc, architetto francese, era un grande esponente del neo-gotico, sua era la flèche che è crollata spezzandosi in modo rovinoso nell’incendio di Notre Dame, come suo era il lifting organizzato negli anni ’40 del XIX secolo per restaurare, in modo creativo, la chiesa. ViolletLeDuc era il più famoso restauratore ed architetto di edifici medievali del mondo. Il suo interessante acquerello è stato di recente acquistato da un architetto che opera in Francia, e che con grande sensibilità ci ha notiziato dell’acquisto facendoci omaggio della foto dell’opera che volentieri pubblichiamo. Da un primo esame dell’acquerello che ritrae la torre e il viale d’ingresso di Villa Rufolo, con la torre e il chiostro sullo sfondo, si rileva uno stato dei luoghi molto diverso da quello attuale; la conclusione potrebbe essere quella di attribuire a Reid la costruzione del muro di confine con la via Dell’Annunziata. Un piccolo esempio dell’importanza dello studio, in specie se il “pittore” di turno era un architetto e, quindi, molto più incline a riprendere i luoghi nel rispetto della realtà e delle proporzioni, quasi a volerli “fotografare”.

Ci piace scrivere queste cose nel giorno anniversario della venuta a Villa Rufolo di R.Wagner (26.05.1880), un modo per sfatare il mito che egregiamente Longanesi sintetizzò: “Gli Italiani preferiscono l’inaugurazione alla manutenzione”. Noi riteniamo che il passato e la storia devono guidare il presente e il futuro; riteniamo che il modo migliore per ricordare ed onorare quanti a questo paese hanno dato, è innanzitutto approfondire la loro conoscenza e la conoscenza delle opere meravigliose realizzate, per poi fondare su quella conoscenza le nostre decisioni ed i nostri progetti.

Ravello 26 maggio 2019

Secondo Amalfitano

Docente in fase di rilievo del Chiostro con il laser scanner portatile

Ravello: A Villa Rufolo

Una vista 3D del terzo piano di Palazzo Rufolo

Ravello: A Villa Rufolo

Una sezione del terzo piano di Palazzo Rufolo

Ravello: A Villa Rufolo

Acquerello di E. V. Leduc – Torre di ingresso di Villa Rufolo con la torre grande sullo sfondo.

Ravello: A Villa Rufolo

Video montaggio grezzo di una piccola parte dei rilievi

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