Napoli Whirpool EMEA cede azienda a rischio 450 famiglie

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Napoli Whirpool EMEA cede azienda a rischio 450 famiglie hirlpool EMEA intende procedere con la riconversione del sito di Napoli e la cessione del ramo d’azienda a una società terza «in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento e massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano». È quanto ha annunciato l’azienda durante un incontro oggi a Roma tra vertici e rappresentanti dei sindacati per un aggiornamento sul Piano industriale Italia 2019-2021. Immediata la proclamazione di uno sciopero dei lavoratori in tutti i siti italiani del gruppo.

«Whirpool lo definisce fitto del ramo d’azienda, ma è solo una scusa che cela la volontà di chiudere lo stabilimento di Napoli, viola gli accordi presi con sindacato e governo e segna volontà di disimpegno dall’Italia». È su tutte le furie Antonio Accurso segretario generale della Uilm Campania che a Roma ha preso parte al tavolo con l’azienda per gli aggiornamenti sul piano industriale. «La riunione – racconta Accurso – è stata interrotta dopo l’annuncio su Napoli dalle urla dei delegati presenti al coordinamento». Intanto la notizia rapidamente si è diffusa tra le maestranze dello stabilimento di via Argine e qui in attesa dell’arrivo dei rappresentanti dei sindacati nel tardo pomeriggio, per il momento regna soprattutto lo sconforto. «Whirlpool ha provato a imbellettare la sua decisione – attacca Accurso – parlando di ‘vendita della fabbrica’, ma si tratta di eufemismi che suonano come una presa in giro e che rischiano di esacerbare ancora di più gli animi in una terra con enormi problemi sociali». E qualche operaio uscendo dallo stabilimento di Napoli grida: «Hanno rovinato 450 famiglie, per noi è un incubo, un vero e proprio dramma». C’è attesa per le mosse del Mise, ma già in giornata è stato proclamato uno sciopero non solo per i lavoratori del sito di Napoli, ma anche di tutti gli altri stabilimenti italiani di Whirpool, a partire dall’altro situato in Campania, a Carinaro in provincia di Caserta. «Noi pensiamo che il governo debba farsi garante per non mettere in discussione il piano già firmato a ottobre» dice la segretaria nazionale Fiom Barbara Tibaldi aggiungendo che l’accordo «non può essere toccato in nessuna forma, tanto meno con una cessione, se lo si tocca si mette in discussione l’insediamento e la tenuta dell’impresa nell’intero paese. Non a caso la prima reazione oggi è partita da Varese». «Il Mezzogiorno non può assistere a questo ennesimo scippo. La decisione di Whirlpool disattende precisi impegni assunti pochi mesi fa» aggiunge il segretario generale della Cgil di Napoli Walter Schiavella, ricordando anche la «complessa partita della fusione Fca-Renault» nella necessità di «garantire il futuro industriale del Mezzogiorno». Lunedì assemblee a Napoli e Caserta.

La nota dell’azienda
Intanto il gruppo diffonde una nota, che non calma le acque. «Nei prossimi giorni, Whirlpool lavorerà con le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali e nazionali per definire tutti i dettagli e le tempistiche della riconversione, che saranno resi noti non appena possibile» scrive l’azienda relativamente al sito di Napoli. «Whirlpool – si legge nel comunicato- ha ribadito la strategicità dell’Italia all’interno della regione EMEA da un punto di vista industriale e commerciale e ha confermato le direttrici strategiche del Piano Industriale firmato lo scorso 25 ottobre presso il MISE». Ma i sindacati sono già sul piede di guerra e non sembrerebbero voler scendere a patti con la multinazionale. In dettaglio, sullo stabilimento di Napoli si «intende procedere con la riconversione del sito e la cessione del ramo d’azienda a una società terza in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento e massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano». Così si legge nella nota che pure conferma «investimenti pari a 250 milioni di euro per il triennio 2019-2021 in attività di innovazione, prodotto, processo e ricerca e sviluppo nei suoi siti industriali in Italia» e «nei primi mesi del 2019 sono già stati allocati oltre 80 milioni di euro».

L’accordo di ottobre
Rinnovo della piattaforma Omnia per la produzione di lavatrici di alta gamma nel sito di Napoli con «significativi investimenti» e il trasferimento della produzione lavatrici del sito di Comunanza. È quanto prevedeva l’accordo di ottobre per il futuro del sito di Napoli dove nel triennio 2019-2021 la Whirlpool si impegnava investire 17 milioni.

Di Maio: «Verificheremo uso ammortizzatori sociali»
«Stracciando l’accordo del 25 ottobre i nuovi vertici di Whirlpool hanno mancato di rispetto ai lavoratori, ancor prima che al ministero dello Sviluppo Economico e al governo stesso». Così il ministro dello sviluppo economico Luigi di Maio su Facebook: «Pretendo che venga puntualmente fatta chiarezza» aggiunge sottolineando di essere pronto a «rimettere in discussione l’intero piano industriale e a verificare l’utilizzo che è stato fatto degli ammortizzatori sociali fino ad oggi… Solo dopo la firma di quell’accordo e l’impegno concreto della multinazionale il ministero del Lavoro concesse gli ammortizzatori sociali a sostegno delle donne e degli uomini che lavoravano per la Whirlpool. Aiuti meritati, visto l’impegno da loro profuso e poiché vittime incolpevoli di fallimenti che nulla avevano a che fare con la loro attività. Pretendo che venga puntualmente fatta chiarezza prima di tutto per i 430 lavoratori e le loro famiglie, che sono e restano la priorità assoluta per il sottoscritto e tutto il Mise pronto – ripete – a rimettere in discussione l’intero piano industriale e a verificare l’utilizzo che è stato fatto degli ammortizzatori sociali fino ad oggi».

Il sindaco: il Mise apra le porte a questa dolorosa vertenza
«Napoli non può permettersi la perdita di 430 posti di lavoro, non può farlo dopo che l’azienda Whirlpool ha sottoscritto, solo sei mesi fa, un piano industriale che prevedeva investimenti fino al 2021 e l’aumento di ore di lavoro nello stabilimento napoletano come in quello di Carinaro; la vertenza riguarda inoltre anche 140 lavoratori dell’indotto nell’Avellinese». È quanto sostengono in una nota congiunta il sindaco Luigi de Magistris e l’assessore al Lavoro Monica Buonanno. «È urgente e necessario che il Mise apra le porte a questa dolorosa vertenza e che riconosca la necessità del lavoro come una priorità del Mezzogiorno»

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