Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

Istigazione alla corruzione nel Cilento, sotto i riflettori Agropoli Coppola e Alfieri

Più informazioni su

VALLO DELLA LUCANIA – Operazione all’alba di ieri dei carabinieri della Compagnia di Vallo della Lucania che hanno eseguito quattro misure cautelari. Gli uomini, agli ordini del comandante Mennato Malgieri, hanno tratto in arresto tre funzionari comunali e un imprenditore.

L’attività investigativa ha interessato i comuni di Torchiara, Castellabate, Cannalonga e Santa Marina. L’accusa sarebbe di istigazione alla corruzione nell’ambito di una gara d’appalto.

La vicenda processuale muove dalla denuncia del responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Pollica che ha dichiarato di essere stato contattato da un imprenditore locale il quale richiedeva, previa corresponsione di un’utilità, l’aggiudicazione a suo favore della gara per il rifacimento della rete fognaria del comune di Pollica; lo stesso indagato suggeriva, per facilitare l’aggiudicazione della gara, la scelta di confacenti commissari di gara, dallo stesso successivamente indicati; i tre, mostratisi pienamente consapevoli della proposta corruttiva dell’imprenditore, rivestono il ruolo di funzionari pubblici nell’ambito di uffici tecnici dei comuni di Cannalonga, Castellabate, Santa Marina e Torchiara.

Per la nomina dei suddetti commissari al responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Pollica veniva promesso un compenso di 10mila euro in contanti da corrispondere proprio al momento della nomina della commissione composta dai compiacenti funzionari, a garanzia del buon esito della gara.

Sarebbero alcune intercettazioni ambientali a trascinare nell’inchiesta sul voto di scambio ad Agropoli il sindaco Adamo Coppola, riporta Petronilla Carillo su Il Mattino . Lo stesso che a luglio scorso si recò negli uffici della caserma locale dei carabinieri a denunciare per violenza e intimidazioni i Marotta-Cerasulo. Nei documenti e nei supporti informatici sequestrati l’altro giorno dagli uomini della Dia, agli ordini del colonnello Giulio Pini, si cercano ora proprio delle conferme a quelle che sono le ipotesi investigative del sostituto procuratore dell’Antimafia Vincenzo Montemurro. Ci potrebbero essere promesse non mantenute, dunque, all’origine delle violenze messe in atto dal gruppo degli «zingari», come viene chiamato il cartello criminale in virtù delle proprie origini rom, e che hanno trasformato il primo cittadino di Agropoli da vittima ad indagato.
LA SENTENZA CONTABILE
Diversa la posizione di Alfieri le cui intercettazioni sono confluite già in un’altra inchiesta, la Faro, dalle quali emerge che l’attuale consigliere del governatore De Luca, all’epoca sindaco, intratteneva comunque colloqui con esponenti dei Marotta, anche con quelli ai domiciliari. Del resto, a carico di Alfieri, c’è anche una condanna della Corte dei Conti per non aver mai utilizzato i beni confiscati ai Marotta, in particolare le loro ville. I beni, già destinati al Comune dal 2003 ma abusivamente occupati, erano stati consegnati, con apposito verbale, dall’Agenzia del Demanio al Comune di Agropoli nel dicembre 2008, dopo che con l’intervento dei carabinieri si era provveduto a sgomberare da persone e cose gli immobili, e l’Ente da quella data veniva definitivamente immesso nel possesso dei medesimi, che avrebbero dovuto essere trascritti al proprio patrimonio indisponibile e quindi destinati a finalità sociali o a sede di uffici e servizi municipali. Tuttavia gli immobili venivano riportati nell’inventario dei beni immobili ad uso pubblico per destinazione solo nell’ottobre 2012, a seguito dell’intervento della polizia tributaria e dopo che a settembre 2012, si era accertato che gli stessi immobili, nonostante la materiale consegna al Comune, erano ancora occupati dagli stessi soggetti destinatari dei provvedimenti di confisca.
L’INTERCETTAZIONE
Sempre nelle carte dell’inchiesta Faro viene riportata anche un’altra conversazione a tre sullo stesso argomento: «ma mica è compito del sindaco di controllare la casa popolare o la casa confiscata di chi ci sta dentro», dice un uomo ad Alfieri. «Se toccava a me avrei fatto gli atti per acquisire», dice un altro uomo. «Ma poi io avrei fatto tutto questo per i voti», risponde l’allora sindaco. «Sindaco con il novanta per cento», aggiunge. «Numerose comunità rom – dice ancora – no ma quelli forse non vanno proprio a votare … quelli non vanno neanche a votare». «Sono interdetti pure.. non possono neanche votare».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.