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Folgore Massa un campionato da urlo , ecco che dice il “motore” Fabrizio Ruggiero

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Massa Lubrense  / Sorrento . Folgore Massa un campionato da urlo , ecco che dice il “motore” Fabrizio Ruggiero , noi di Positanonews lo conosciamo da anni, da quando abbiamo pure diretto il settimanale della Penisola sorrentina Agorà e anche in questo campo Fabrizio sempre “quadrato” nel seguire i suoi obiettivi, così come con la Folgore una delle più grandi realtà della Campania e del Sud Italia,  non senza concedersi momenti ludici come con tutta la squadra dal grande Mimmo De Gregorio Lo Stuzzichino a Sant’Agata nella foto, non si può che fargli i complimenti…

Un campionato da urlo, con la ShedirPharma Folgore Massa di coach Nicola Esposito sempre nei piani alti della classifica. 20 vittorie su 26, 59 punti, 65 set vinti e 29 concessi non sono bastati per centrare l’obiettivo play-off a causa del buffo incontro andato in scena al Palafiom tra Taranto e Ottaviano. Il grottesco epilogo non cancella però un’annata da ricordare, grazie ad un gruppo fantastico che è stato a un passo dalla storia. Il ds Fabrizio Ruggiero analizza il campionato, fissando già l’obiettivo societario per la prossima stagione. A bocce ferme, qual è il tuo bilancio della stagione? “È stata una stagione molto positiva. Partivamo con l’obiettivo di disputare un buon campionato e la consapevolezza di poter contare su un organico importante. Cominciando da un’ossatura giovane con dei ragazzi da reinserire all’interno del gruppo. Il nostro girone, insieme al raggruppamento E, era senza ombra di dubbio tra i più duri: abbiamo dovuto affrontare avversari molto tosti ed i risultati sono stati assolutamente positivi”. Terzo posto finale con 20 successi su 26, addirittura uno in più rispetto a Taranto che ha centrato in maniera alquanto grottesca i play-off. Dove sono a tuo parere i maggiori rimpianti? “20 vittorie per un totale di 59 punti, rappresentano un bilancio molto positivo per questo campionato. Il rimpianto è quello di non aver raccolto punti contro Taranto, ed in particolare all’andata piuttosto che nel retour match del Palatigliana. Davanti al nostro pubblico abbiamo pagato l’età media più bassa sbagliando la partita, per cui i responsabili siamo soltanto noi stessi.

In Puglia forse c’era una maggiore serenità mentale, e si poteva approfittare anche di un infortunio che i nostri avversari accusarono a gara in corso. Inoltre non c’era ancora Disabato. Secondo me non siamo stati abbastanza cattivi nel gestire alcune situazioni, altrimenti avremmo potuto compiere tranquillamente un ribaltone come accaduto a Pozzuoli e Galatina. Non mi sembra corretto minimizzare un campionato lungo ed estuante rimpiangendo una singola partita o un singolo risultato. È una sintesi che non mette sul piatto della bilancia come Taranto abbia perso due volte contro Marigliano, tra le mura amiche contro Galatina e Casarano, ed in trasferta nel derby contro Tricase. Noi invece tutte queste partite le abbiamo vinte. Siamo andati a Tricase, squadra per me fortissima, vincendo 3-2 nel momento in cui si trovavano in piena lotta per i play-off. Stesso discorso a Casarano o Marigliano, quando siamo andati ad imporci 0-3 giocando forse la miglior gara dell’intera stagione. Tuttavia non si può nascondere che l’epilogo grottesco abbia avuto un peso non indifferente: le partite bisogna giocarle sempre, i verdetti deve darli il campo e tutto ciò che non proviene direttamente dal parquet è semplicemente una vergogna” Se dovessi scegliere un solo momento, quale sarebbe l’istantanea più bella della stagione biancoverde? “Una fotografia del campionato è la bellissima partita disputata davanti al nostro pubblico contro Ottaviano. È stata una gara dal contenuto tecnico altissimo, giocata al livello di categorie superiori da parte di entrambe le squadre. Poi ho visto uno spettacolo sportivo notevole anche a Marigliano. In generale abbiamo sempre espresso, fuori casa, un gioco da formazione forte e matura”. Alla Folgore si è visto un grande gruppo, molto unito sia dentro che fuori dal campo. Assolutamente d’accordo, tanto che alla fine quasi non ci sembrava di aver fallito i play-off per una sola lunghezza. Si è creato un clima magico all’interno dello spogliatoio, così come in campo e fuori dal campo. Sono veramente orgoglioso di tutti i miei ragazzi, perché nei momenti di difficoltà si sono sempre compattati come un blocco unico, senza mai andare a puntare il dire contro qualcuno. Costruire le squadre è il nostro lavoro di ogni estate, ma formare dei gruppi non è da tutti e quest’anno ci siamo riusciti in pieno”. Il progetto Folgore cresce ogni anno con obiettivi sempre più ambiziosi. Da cosa si riparte in vista della prossima stagione? “Si riparte dalla consapevolezza di essere un ambiente da Serie A, e questo è fondamentale perché ogni passo importante deve essere preceduto da una reale preparazione di staff tecnico, societario e ambiente. La piazza è matura e si respira una grande voglia di volley in Penisola Sorrentina. Essere capofila di questo movimento a livello maschile ci dà forti motivazioni, e non nascondo che andare per 3 anni di fila ad un passo dai play-off per la Serie A è una grande responsabilità. Ora l’obiettivo è quello di arrivare in Serie A attraverso il lavoro, perché non si tratta di una meta da poter raggiungere facilmente a tavolino. Il mio primo compito da direttore sportivo di questa società, è quello di non disperdere il capitale umano ed il gruppo che abbiamo costruito. In questo servirà la collaborazione degli atleti. È probabile che ognuno di loro si trovi a dover valutare offerte di categoria superiore anche in virtù della nuova riforma dei campionati, ma credo che avrebbero bisogno di consolidare l’esperienza fatta a Sorrento per acquisire maturità ed entrare in quella categoria dalla porta principale, con una grande società come la nostra alle proprie spalle”.

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