Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

Via Crucis del Papa dedicata ai migranti , prostitute e ultimi

Più informazioni su

Via Crucis del Papa dedicata ai migranti , prostitute e ultimi. A Roma nel Vaticano il momento cruciale prima di Pasqua. Il razzismo che dilaga, le prostitute africane schiavizzate sulle strade, crocifisse a nostro uso e consumo, il ruolo mediocre del nuovo sinedrio. È stata una Via Crucis insolita, per certi versi persino politica, dove al centro è finita la sofferenza di chi non sa dove andare, di chi non ha nulla, di chi ha attraversato il Mediterraneo ma poi è stato respinto perché i porti sono chiusi.
TESTIMONI
Il silenzio del mondo politico faceva da sottofondo a questa Via Crucis che ha raccolto le lacrime delle baby squillo che finiscono sulla Salaria o su altre strade consolari, rese schiave dal racket e dall’indifferenza. Al Colosseo la croce di legno illuminata dalle fiaccole passava di mano in mano ai tanti Cirenei scelti per essere testimoni diretti del più grande e colossale fenomeno globale a cui si sta assistendo a ogni latitudine, in Italia, come in Messico, in Indonesia come negli Stati Uniti. Le migrazioni hanno fatto da trait d’union ad ognuna delle 14 stazioni dell’antico rito. C’era la giornalista dell’Avvenire, Lucia Capuzzi, coraggiosa nell’aver portato alla luce il dramma delle donne in Amazzonia, c’era suor Rita Giaretta della Casa di Ruth, che raccoglie le ragazze sulla strada di Caserta e della provincia, suor Michaela che lavora a Ponte Galeria, lo stesso centro nel quale presta soccorso suor Eugenia Bonetti, 80 anni suonati ma una energia contagiosa. È lei che ha scritto le feroci meditazioni che sono state lette al Colosseo, a commento dei fatti del Vangelo che ripercorrono gli ultimi episodi della vita di Cristo, la passione, lo scherno, le torture fino alla crocefissione sul Golgota.
Francesco aspettava la croce dal colle Palatino, seguendo ogni meditazione, con gli occhi chini. Alla fine ha letto una preghiera elencando «la croce dei migranti che trovano le porte chiuse a causa della paura e dei cuori blindati dai calcoli politici; la croce dei piccoli, feriti nella loro innocenza e nella loro purezza; la croce dell’umanita che vaga nel buio dell’incertezza e nell’oscurita della cultura del momentaneo».
Di fronte ai «nuovi crocifissi» e ai «troppi calvari sparsi per il mondo», siamo tutti complici, con la nostra ipocrisia e la nostra indifferenza, ha scritto suor Eugenia. Al Colosseo di volta in volta affioravano le vittime della tratta, i bambini affogati nel mare, gli sconosciuti inghiottiti dagli abissi. Tutta colpa della triade «denaro, benessere e potere» che erige «cittadelle blindate».
LE STORIE
L’antidoto a questo male è la forza dei «nuovi Cinerei», gente di buon cuore che in ogni angolo della terra, mossa a pietà, restituisce dignità a chi è stato sfigurato dalla vita. I diritti umani troppe volte vengono calpestati. Suor Eugenia prova a dare un senso a tanti volti. Per esempio il volto di Tina, di Mercy o delle 26 giovani nigeriane affogate vicino alla terra promessa, dopo la traversata del deserto, dopo essere state rivendute in Libia, dopo le torture nei centri di detenzioni. Storie che somigliano a quelle di altri migranti a bordo delle navi a cui viene rifiutato un porto sicuro. Da qui un appello «ai capi delle nazioni e ai responsabili delle legislazioni», affinché sappiano asciugare tutte queste lacrime.
I PICCOLI
Chi sono i nuovi crocifissi oggi? L’elenco è lungo. «I senza fissa dimora, i giovani senza speranza, senza lavoro e senza prospettive, gli immigrati costretti a vivere nelle baracche ai margini della nostra società, dopo aver affrontato sofferenze inaudite». E poi come dimenticare i rom, i cui accampamenti «vengono bruciati e rasi al suolo insieme».
Vengono evocate le grida delle madri che «piangono per la sorte delle loro figlie e dei loro figli» partiti per un sogno, e per «tutte quelle giovani vite, che in modi diversi, sono condannate a morte dall’indifferenza generata da politiche esclusive ed egoiste». Infine come non ricordare i bambini. «Quanti bambini sono discriminati a causa della loro provenienza, del colore della loro pelle o del loro ceto sociale!».
Franca Giansoldati

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.