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Un Ravello festival in minor tune

 

Dopo il commissariamento, il direttore artistico Paolo Pinamonti vara per questa LXVII edizione, il progetto Orchestra Italia, puntando sulla sinfonica e sulla musica da camera. Cassate le sezioni di Danza e Jazz, con preludio e postludio affidati alle varie formazioni dei conservatori italiani. Evento clou l’orchestra del Teatro alla Scala diretta da Lorenzo Viotti

 

 

Di OLGA CHIEFFI

 

 

La presentazione della LXVII edizione del Ravello Festival avrà prodotto negli habituè di Villa Rufolo un piccolo shock. Se ci eravamo lasciati il 21 agosto dello scorso anno con il piglio del bel tenebroso Valery “czar” Gergiev, e le bacchette internazionali di Esa Pekka Salonen, alla testa della Philharmonia Orchestra di Londra, e Donald Runnicles con la Deutsche Oper di Berlino, Ivan Fischer e la Budapest Festival Orchestra, l’ Orchestre Philharmonique de Radio France diretta da Myung-Whun Chung, per non parlare delle stagioni precedenti, quest’anno la rassegna ha perso il suo tocco internazionale, i progetti esclusivi commissionati dai direttori artistici per il più antico dei Festival italiani, unitamente alle sezioni Danza e Jazz. Commissariata la Fondazione Ravello in gennaio, con un Massimo Felicori traghettatore per questa edizione del Ravello Festival, immaginiamo di “passaggio”, la direzione artistica è stata affidata a Paolo Pinamonti del Teatro San Carlo di Napoli, che ha puntato con il suo progetto “Orchestra Italia” su compositori e formazioni nazionali. Inaugurazione il 30 giugno, affidata a Juraj Valčuha, il quale dirigerà l’Orchestra del Teatro di San Carlo per omaggiare come da tradizione il nume tutelare del Festival, Richard Wagner, affiancandolo giustamente a Giuseppe Martucci, il più tedesco dei nostri autori. Anche, nei successivi appuntamenti il repertorio internazionale si unirà alla riscoperta di partiture poco eseguite di compositori italiani e meritevoli di renaissance, in un itinerario che va dal Barocco, con l’Accademia barocca di Santa Cecilia, di stanza a Ravello il 7 luglio, diretta da Federico Maria Sardelli, al Novecento passando per Vivaldi, Cimarosa, Ghedini, Smareglia, Respighi, Casella, Sgambati, Rossini, Puccini, Salviucci e Rota, di cui quest’anno ricorre il trentennale della scomparsa. Ritorna l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, diretta da Wayne Marshall il 21 luglio, l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo diretta da Gabriele Ferro il 28 luglio, unitamente all’Orchestra del Teatro comunale di Bologna diretta da Pietari Inkinen il 4 agosto, l’Orchestra filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno sul palco per il Concerto all’Alba dell’11 agosto diretta da Lorenzo Passerini e da Ryan McAdmas il 20 agosto, l’Orchestra sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano diretta da Claus Peter Flor il 23 agosto e l’Orchestra Filarmonica “Gioachino Rossini” diretta da Donato Renzetti il 25 agosto, mentre la chiusura di questa edizione sarà affidata all’Orchestra Filarmonica della Scala, diretta da Lorenzo Viotti, il 31 agosto, con un programma dedicato a Rossini, Puccini e Dvoràk, che è l’ appuntamento più prestigioso dell’intero cartellone. Ad affiancare la sezione sinfonica, nella quale mancano le due orchestre italiane maggiormente impegnate in questo repertorio, quella della Rai di Torino e quella del Maggio Musicale Fiorentino, il cartellone de’ “Le note di Sigilgaita” una sezione organistica, che prevede un ciclo di concerti che si svolgeranno nel Duomo di Ravello dove è conservato il busto marmoreo della nobildonna sposa di Nicola Rufolo, una copia del quale, con animazione digitale, accompagna i visitatori nella Torre museo di Villa Rufolo. Protagonisti Bernard Foccroulle il 24 luglio, Olivier Latry il 29 agosto, Andrea Macinanti il 12 settembre, Michel Bouvard il 20 settembre e Luca Scandali l’11 ottobre. Gli appuntamenti di musica da camera arricchiscono il cartellone con una terza sezione, “Nel Giardino di Wagner”, che accoglierà il pubblico nella Sala dei Cavalieri, a mezzanotte, il cui evento clou sarà una maratona del pianista Pierre Laurent Aimard tra Scala e Ravello. Ad esibirsi il Quartetto Guadagnini, l’Odhecaton Ensemble, il duo Cimmino, Ferro, il Gruppo Ocarinistico Budriese, Simone Rubino, il Quintetto di Fiati e il Quartetto d’archi del Teatro di San Carlo di Napoli con al pianoforte Giuseppe Albanese. Il festival sta avendo un Preludio e avrà un postludio, firmato da Antonio Marzullo, ove i conservatori campani e qualche orchestra giovanile ospite nazionale e internazionale proporranno programmi altisonanti da Bernstein, alla Rhapsody in blue di Gershwin, sino ai famosi concerti per pianoforte e orchestra di Rachmaninov. L’importante per una “Meglio gioventù” e non solo, sarà aver suonato o diretto, o cantato al Ravello Festival, un titolo pesante in curriculum da esibire. Con i conservatori i concerti de’ La choeur et orchestre de la Sorbonne universitè diretti da Sébastien Taillard in scena l’11 luglio, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Jean Efflam Bavouzet il 14 luglio e l’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Jérémie Rhorer il 18 agosto. A rafforzare il cartellone di quest’anno anche la sezione “Potenza del diletto” che prevede tre concerti con formazioni corali amatoriali con la collaborazione dell’Arcc, l’Associazione regionale cori campani, che torna a Ravello dopo l’esperienza della scorsa edizione.  Fuori programma due appuntamenti extra in collaborazione della Città della Scienza di Napoli che propone due incontri di grande attualità interattivi. Il primo incontro il 16 luglio, omaggio all’allunaggio per i suoi 50 anni con una maratona notturna di musica, poesia e telescopi, mentre il 23 luglio, invece, riflessione sul tema dell’intelligenza artificiale e alla robotica, tra scienza e fantascienza.

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