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Sorrento. Taglio dell’albero nel Chiostro di San Francesco, precisazioni del presidente WWF Terre del Tirreno Claudio d’Esposito fotogallery

Si continua a parlare e discutere sul taglio dell’albero di “falso pepe” del Chiostro di San Francesco. L’agronoma Elena De Marco, incaricata direttamente per telefono dall’ing. Donadio, così scrive: “… l’albero è completamente dipendente dalla presenza dei supporti esterni … per tale motivazione non è nella condizione di poter permanere nell’area”. Riportiamo di seguito le conclusioni della sua sintetica perizia di una pagina datata 12 marzo 2019: “E’ presente nel chiostro di San Francesco un albero di Schinus mollis (falso pepe). Questo albero avente un diametro di cm 37 ed un’altezza tra i 10 ed i 12 metri, soggetto adulto con chioma espansa, presenta evidente e forte inclinazione, ferite sul tronco e branche. L’albero è allo stato attuale puntellato con dei supporti lignei e l’ancoraggio radicale è minimo in quanto la forte inclinazione ha spostato il baricentro al di fuori del normale portamento verticale dell’albero. Questo corrisponde al totale disequilibrio dell’albero che, infatti, è completamente dipendente dalla presenza dei supporti esterni. L’albero, per tale motivazione, non è più nelle condizioni di poter permanere nell’area, che è particolarmente frequentata da molte persone in determinati periodi dell’anno e per tempi lunghi. In considerazione di quanto sopra si consiglia di sostituire l’albero anche con un altro soggetto arboreo adulto anche della stessa specie”.

Ma, prima dell’ennesimo incarico conferito all’agronoma, in data 1 marzo 2019 il Responsabile Unico del Procedimento dei lavori di restauro manutentivo di alcune parti del Chiostro di San Francesco, ing. Alfonso Donadio, si era incontrato con l’arch. Rosaria Crescenzio Responsabile della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli.  In tale incontro l’ingegnere e l’architetto, oltre a verificare la conformità dei lavori di rifacimento degli intonaci e stabilire i dettagli della pavimentazione da realizzarsi in battuto di tufo, stabilivano che l’albero di pepe rosa del chiostro (impropriamente scambiato per un “pepe nero”) versava “in uno stato di precaria stabilità” e convenivano “il basso valore di pregio dello stesso” optando per una “sua sostituzione” a condizione però che un agronomo abilitato ne confermasse il cattivo stato di vegetazione e il suo disequilibrio!!! Ecco per intero quanto veniva riportato: “E’ allocato all’interno del Chiostro un albero di pepe nero che versa in uno stato di precaria stabilità. A riguardo si conviene che dato il pessimo stato in cui versa l’albero di pepe nero peraltro già oggetto di intervento di messa in sicurezza attraverso il posizionamento di due puntoni a suo sostegno, si ritiene dato anche il basso valore di pregio arboreo dello stesso di optare per la sua sostituzione con una essenza arborea analoga a condizione e patto che venga preventivamente alla sua rimozione confermato il cattivo stato vegetativo della pianta ed il suo disequilibrio a mezzo di agronomo abilitato”. Tramite le vie brevi (telefonata) l’agronoma ha quindi in breve (!!!) confermato (si ignora in seguito a quali indagini scientifiche) quanto precedentemente già stabilito dall’ingegnere e dall’architetto!!!

Sul punto interviene Claudio d’Esposito, Presidente del WWF Terre del Tirreno: “Inutile sottolineare come anche in questo caso siamo di fronte ad un pericolo ad orologeria: prima l’albero si lascia inclinato per anni con la gente seduta sotto senza problemi, poi un’agronoma decide che è pericoloso e fa mettere i supporti, con la gente seduta sotto per altri anni; poi un’altra agronoma attesta che è pericoloso perché dipende dai supporti e lo fa abbattere. La verità è che quell’albero era talmente robusto che chi lo ha tagliato ci ha tranquillamente passeggiato sopra con la motosega in mano. E poi era bello e unico proprio perché inclinato. Nell’Oasi in città a Sant’Agnello, dove la natura è stata ricostruita con passione e amore, sono stati volutamente piantati degli alberi “storti”: vi è una sughera a 45° che accoglie i visitatori, un pino inclinato e addirittura due grossi ulivi completamente orizzontali! A pagare per l’albero di falso pepe, la prima agronoma, i supporti, la seconda agronoma, l’eliminazione dell’albero, il nuovo albero, il chiostro sventrato e ricostruito (?) … siamo sempre noi … in tanti … per l’arroganza e la presunzione dei soliti pochi da cui, sembrerebbe, dipendono le sorti e il futuro di tutto il patrimonio arboreo sorrentino! Il falso pepe del chiostro è solo l’ultimo episodio tra tanti. Nel frattempo, in un altro parco della città, turisti e bambini transitano e passeggiano sotto alberi di 15 metri di altezza completamente morti da anni, senza che nessuno se ne preoccupi o decida di tagliarli perché pericolosi? E’ chiaro che della sicurezza dei cittadini, quella vera, non frega niente a nessuno! La si tira in ballo solo per agire in deroga a tutto e tutti per poter tagliare alberi ed alimentare un lucroso business: un perverso meccanismo, messo in atto in tutta Italia, a cui è necessario porre un freno, per il nostro futuro e quello del pianeta!”.

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