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Sorrento . Palazzo Tasso al WWF Italia? Ecco perchè

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Sorrento . Palazzo Tasso al WWF Italia? Ecco perchè La sentenza è di quelle clamorose: il Palazzo Tasso potrebbe finire in eredità al WWF Italia ed al WWF Londra.

E’ questa la conclusione a cui sono giunti i Magistrati della Prima sezione del TAR Campania – Napoli come dice Johnny Pollio su Talepiano . In una vicenda lunghissima che nasce a seguito della morte della nobildonna Elena Maresca di Serracapriola.

Già perché il tutto nasce proprio da lì e da quel suo testamento olografo del 12 gennaio 1984, pubblicato dopo la morte della Maresca di Serracapriola – il 9 maggio dell’anno successivo.

Nelle sue ultime volontà la nobildonna aveva deciso di istituire una fondazione denominata “Domus Mariae di Elena di Serracapriola” avente come scopo la protezione e la difesa degli animali. Tale fondazione sarebbe dovuta divenire erede universale. Nello stesso testamento la de cuius statuiva inoltre che…

…una volta riconosciuta, la fondazione avrebbe concesso in uso al Comune di Sorrento il fabbricato denominato “Palazzo Tasso” sito nella piazza omonima, affinché si faccia “valido difensore della fondazione et promotore di carattere culturale attinenti alle finalità dell’ente”.

Inoltre, nel caso in cui la fondazione non avesse ottenuto la personalità giuridica, l’intero patrimonio fosse devoluto al WWF Italia di Roma ed al WWF di Londra.

A meno di un anno dalla pubblicazione, gli esecutori testamentari avvocato Giulio Gomez d’Ayala e dottor Bruno Alfaro presentavano alla Prefettura di Napoli la richiesta di riconoscimento della fondazione.

Il procedimento innanzi al Prefetto veniva però sospeso, perché nelle more era sorto un giudizio innanzi al Giudice ordinario volto ad accertare la validità del testamento. Il giudizio era stato promosso da alcuni soggetti esclusi dalla successione.

Nel 2011 il WWF ricorreva perciò una prima volta al TAR chiedendo di riattivare il procedimento di riconoscimento della personalità giuridica. Il TAR dava ragione all’associazione ambientalista e dichiarava l’obbligo dell’autorità prefettizia di pronunciarsi in merito.

Intanto il giudizio civile, quello sulla validità del testamento, si concludeva con una prima sentenza emessa dal Tribunale di Torre Annunziata nel 2009. Sentenza che accertava la validità del testamento del 12 gennaio 1984. La decisione però nel 2015 veniva ribaltata dalla Corte d’Appello che dichiarava invece la nullità della predetta scheda.

Si finiva così in Cassazione.

La Suprema Corte, nel 2018 ha annullato la sentenza di secondo grado per difetto di integrazione del contraddittorio con rinvio al Tribunale di Torre Annunziata in diversa composizione.

Insomma 0 a 0 palla a centro.

Anzi no, perché il testamento torna valido, anche se in attesa di giudizio definitivo.

Contestualmente la Prefettura di Napoli, ottemperando a quando statuito dal TAR nel 2011, riattivava il suo procedimento e respingeva l’istanza di riconoscimento.

Ne nascevano tre nuovi giudizi innanzi al TAR, giudizi promossi dal Comune e dall’esecutore testamentario. Questa volta il TAR accoglieva i ricorsi e annullava il provvedimento della Prefettura che non riconosceva la fondazione.

Il procedimento per il riconoscimento ripartiva e la Prefettura nel 2013 negava ancora il riconoscimento.

Nuova impugnazione al TAR, ma a presentarla era solo il Comune, perché la Fondazione restava contumace

L’altro ieri il TAR si è definitivamente espresso respingendo il ricorso presentato dal Comune e confermando in questo caso la bontà di quanto stabilito dalla Prefettura.

La fondazione non può essere riconosciuta, quindi scatta la previsione di “riserva”: l’eredità si devolve così al WWF Italia ed al WWF Londra.

Certo resta in piedi ancora il giudizio ordinario, quello relativo all’impugnazione del testamento e, un possibile ricorso al Consiglio di Stato da parte del Comune.

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