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Perugia. “Spazio 121”. “Il Piacere” con opere recenti di Salvatore Marsillo.

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Segnalazione di Maurizio Vitiello – Salvatore Marsillo con “Il Piacere” presenta opere recentissime allo “Spazio 121” di Perugia, coordinato da Pippo Cosenza.

Sabato 13 Aprile 2019, alle ore 17.30, presso lo “Spazio 121”, Via A. Fedeli n. 121 – Perugia, – spaziocentoventuno@yahoo.it; – a cura del sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, con il coordinamento di Pippo Cosenza, inaugurazione della mostra “IL PIACERE” con opere recentissime di Salvatore Marsillo, artista di Roma.
Nell’occasione sarà presentato il libro “PERCORSI D’ARTE IN ITALIA 2018”, Rubbettino Editore.
Saluti di Pippo Cosenza.
Intervento critico di Maurizio Vitiello.
La mostra resterà aperta sino a sabato 20 Aprile 2017, dalle ore 16 alle ore 19; visitabile anche su appuntamento telefonando al 3299833998.

Scheda della mostra a cura di Maurizio Vitiello:
Salvatore Marsillo nasce a Roma nel 1971. Artista poliedrico, sperimenta in scultura e grafica, in pittura e in fotografia sondando con grande versatilità le infinite modalità espressive della materia cromatica, che si presenta frastagliata, volutamente grezza, variegata nei toni accesi e, sapientemente, modulata da giochi di luce e di ombre, accentuati, poi, dal mezzo fotografico. Negli ultimi anni ha realizzato molte personali, tra cui a Roma, Firenze, Perugia, Napoli e Giulianova (TE) e ha partecipato a premi e a collettive e a rassegne di rilevanza nazionale. La sua produzione pittorica si divide in più serie, ognuna espressiva di una fase del proprio percorso interiore e artistico: “Arcipelaghi delle Differenze”, “Labirinti dell’Irrequietezza”, “Foreste Nascenti”, “Plenitude”, “Stigmata” e “Il Piacere”. Le sue opere sono in esposizione permanente presso il Museo Comunale di Praia a Mare, il Museo della Strega di Benevento e il Museo Cattedrale Consionna a Loreto Aprutino (PE).
Salvatore Marsillo nell’ultima collettiva intitolata “MARE – Segmenti dell’Arte Contemporanea”, allestita alla Galleria “ARTEINCONTRO” di Montesilvano (PE), guidata da Fabrizio Serafini, ha guardato dentro il mare ed è voluto andare sotto. Ha filtrato la sua attenzione in una quasi distinta filigrana e i fondali marini lo attirano. In questo caso l’artista ha operato su un altro codice.
Da non dimenticare, appunto, che con le ultime opere lavora volti con una rete di tessere, ad effetto “flou” o “soft focus”, vedasi la serie “Plenitude”, che riduce i contrasti dell’immagine, senza sfocare, ottenendo una diffusione delle alte luci con una minima invasione delle zone d’ombra; risultati: morbidezza del contesto visivo e, quindi, la realizzazione di una “sophisticated image”, riduzione delle imperfezioni della pelle, maggiore luminosità. Ma si sta spostando, ulteriormente, su effetti corporei e su risultati conseguenziali non dimenticando riferimenti animalistici e naturalistici dalle conclusioni stimolanti e singolari, nonché passaggi sui corpi.
Questa mostra, allo “Spazio 121” di Perugia, intitolata “Il Piacere”, ricorda la lettura del libro omonimo di Gabriele D’Annunzio (12 marzo 1863 – 1° marzo 1938). Il vate abruzzese scrisse, nel 1889, “Il piacere”, a Francavilla al Mare, che fu pubblicato nel 1990 dai Fratelli Treves. “Il piacere” e il suo protagonista Andrea Sperelli introducono nella cultura italiana di fine ‘800 la tendenza decadente e l’estetismo. Benedetto Croce segnalò che “risuonò nella letteratura italiana una nota, fino ad allora estranea, sensualistica, ferina, decadente.” Ovviamente, in contrapposizione al naturalismo e al verismo; il poeta abruzzese immise in campo un nuovo segmento di prosa psicologica e introspettiva.
Comunque, non andiamo qui a sviluppare la trama, ma ci teniamo a precisare che questo libro fa sfilare la solitudine e la consapevolezza di un’epoca storica, che vede il passaggio del potere della nobiltà di Roma alla democrazia popolare.
Salvatore Marsillo da questo libro ha preso le mosse per redigere un’intelligente operazione visiva, giocata su rimandi, riflessi, espansioni di respiro cosmico, ma anche su declinanti solitudini estreme, che si percepiscono in un disegno accurato. Emergono, d’impatto, colorazioni efficaci e attive, che profilano e mutuano corpi evidenti, mentre altri soggetti della sfera amorosa dettagliano ulteriori sinuosità, che campeggiano certi in una vigorosa proiezione di tenuta informale. I manifesti assunti corporei proiettano i sensi della percezione a motivi di valore; singolarità e abbracci rilanciano palesi riverberi. Ma di più compare un’atmosfera ludica, viva, vitale, essenziale e, incontrovertibilmente, necessaria al sostegno della vita.

Maurizio Vitiello

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