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PENISOLA: DROGA – IL FIGLIO DEL RAS MOLINARI – PROBABILE SCARCERAZIONE PER UN CAVILLO SULLE CIMICI INSTALLATE DAGLI INQUIRENTI

È un cavillo quello che rischia di far crollare su sé stessa l’inchiesta che incentra il proprio mirino attorno al figlio del ras Mario Molinari. Ma partiamo dall’inizio. Mario Molinari è ritenuto vicino al clan Afeltra-Di Martino di Gragnano, all’epoca dei fatti il figlio – Giuseppe – era minorenne e al centro di tutta la storia il giro di spaccio che controllavano le due famiglie del territorio, un giro d’affari che si estendeva sino alla penisola.

Molinari Junior si è guadagnato – con delle cimici installate in casa dagli inquirenti – una ordinanza di custodia cautelare, che rischia di crollare. Come? Secondo la difesa – rappresentata dall’avvocato Antonio de Martino – quelle cimici piazzate in casa del ras non potevano essere installate a causa dell’assenza di un fondato motivo per ritenere l’esistenza di un’attività criminosa. Così, a favore di Molinari Junior, è stata presentata una istanza – che la sezione del Riesame ha accolto.

Le motivazioni del verdetto non sono ancora state depositate. Tuttavia, qualora i giudici dovessero ritenere di dar ragione alla difesa, crollerebbe tutto il processo. Sì, perché gran parte delle indagini, infatti, nascono proprio dalle conversazioni captate nell’abitazione dei Molinari. E tutte le prove raccolte rischiano di essere affondate da una serie di cavilli tecnici.

Non è finita qui, a scalpitare per la libertà è anche lo stesso padre: Mario Molinari,  la prossima settimana il Riesame si esprimerà anche sulla richiesta di scarcerazione.

È ancora l’inchiesta Terra delle Sirene, l’inchiesta che circa un mese fa ha portato a diciassette arresti, ricostruendo oltre cento episodi di spaccio. Un blitz che ha portato alla luce anche la presunta rete di spaccio tessuta con arguzia dal clan di Martino di Gragnano, zona Iuvani. La cosca era specializzata nella produzione e la distribuzione di stupefacenti – secondo i pm – potrebbero essere collegati anche i Molinari nello spaccio che si allungava fino alla penisola sorrentina. Una vera e propria holding della droga, di cui Vico Equense si era fatta capitale. Tanto è vero che le forze dell’ordine – nel territorio di Faito – sequestrarono oltre 2000 piante di marijuana.

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