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Fondazione Ravello. Il sindaco Di Martino “Basta aria fritta, facciamo mettere a sistema i nostri beni. Follia non far decollare l’ Auditorium”

Ravello , Costiera amalfitana. Il sindaco Salvatore Di Martino non le manda a dire, a stagione turistica già iniziata, a pochi giorni dal mega ponte di Pasqua, ancora non si ha un programma del Ravello Festival, ma quello che più conta non si ha ancora un progetto concreto dei tre beni che devono andare a sistema per rilanciare la Città della Musica ma anche tutta la Costa d’ Amalfi. Impegno che doveva portare avanti anche la Regione Campania quando De Luca, su richiesta del sindaco Salvatore Di Martino, ha commissariato la Fondazione Ravello. Il progetto fondamentale del sindaco Di Martino è mettere a sistema Villa Rufolo, Palazzo Episcopio e l’ Auditorium Oscar Niemeyer. Ma è ancora tutto fermo. Noi di Positanonews abbiamo chiesto al primo cittadino di farci un punto della situazione .

Sindaco, brevemente, ci sintetizza quanto è successo fino ad ora, sotto il suo sindacato?

Cercherò di farlo brevemente, ma devo necessariamente andare indietro, almeno fino al gennaio 2010, allorquando si inaugurò l’auditorium Oscar Niemeyer non ancora ultimato. L’Amministrazione in carica, che non era quella che aveva voluto l’opera, e nella quale ero Vicesindaco, fece di tutto per superare le difficoltà burocratiche per il completamento dell’opera. Nel 2011 subentrò l’Amministrazione di Insieme per Ravello, la stessa che avevano gridato al mondo la paternità dell’opera: cinque anni di nulla hanno riconsegnato l’auditorium nelle mani della mia Amministrazione; un’opera già in decadenza, senza un piano di gestione e, soprattutto, senza l’affidamento alla Fondazione Ravello per fare da complemento a Villa Rufolo e Villa Episcopio. Intanto, nonostante la sconfitta elettorale il referente di Insieme per Ravello continuava ad avere il controllo della Fondazione, ed io, nonostante la vittoria elettorale, continuavo a guardare dalla finestra il nulla che la Fondazione produceva. Il Governatore De Luca mi offrì di entrare proprio da quella finestra per cercare di orientare l’Istituzione nella direzione giusta. Accettai contro la volontà e i consigli di quasi tutti i miei collaboratori, pensavo di fare il bene di Ravello più velocemente. Un errore che ha visto gli ultimi sei mesi del 2018 addirittura scomparire di scena i protagonisti del nulla. La necessità di un rilancio  immediato e veloce della Fondazione e l’avvio tempestivo della gestione unitaria dei tre beni, mi indusse a chiede con forza il Commissariamento della Fondazione.

E siamo ai giorni nostri con l’arrivo a metà gennaio del commissario Mauro Felicori. Insieme avete incontrato gli operatori e in quella sede vi siete anche confrontati.

Si, fu una bella serata con una partecipazione corale degli operatori Ravellesi. In quella occasione forse fui fin troppo duro con il commissario Felicori, che nella replica sottolineò che gli avevo “tirato le orecchie”. E’ chiaro che il mio invito pressante sui tempi non era rivolto al tecnico Felicori, ma al commissario Felicori, dopo 9 anni dall’inaugurazione non ci sono più scuse da accampare. Dopo che sono passati più anni di quanti ce ne sono voluti per ideare, progettare e costruire quell’opera, sarebbe da folli o incompetenti, non farla decollare. Ho il dovere di mettere in campo qualsiasi azione per raggiungere lo scopo; come ho più volte sottolineato per me l’interesse di Ravello e dei Ravellesi viene prima di qualsiasi smania di arrivismo e di comando. Solo per questo mi sono permesso di indicare al commissario la priorità, l’ho fatto ben sapendo di avere difronte una persona di alto valore e competenza. Non a caso non ho mai fatto riferimento e appello ai limiti che la legge pone in capo al commissario, che il nostro ordinamento prevede solo per il ripristino della Governance ordinaria e non per una gestione straordinaria dell’istituzione Fondazione. Le questioni giuridiche vengono dopo il buon senso e l’intelligenza.

Ha anticipato la nostra domanda che vorremmo comunque fare anche se in altri termini. Lei pensa che sarebbe opportuno prolungare il commissariamento per consentire al dottor Felicori di riorganizzare la Fondazione?

La domanda è solo apparentemente ingenua e semplice, ma rispondo ugualmente. La Fondazione Ravello nasce con uno scopo fondamentale che viene prima dell’obiettivo principale che è la gestione e l’organizzazione dei Beni Culturali di Ravello materiali ed immateriali, lo scopo è aiutare l’Amministrazione a programmare e realizzare lo sviluppo locale di Ravello attraverso una cabina di regia (la Fondazione) nella quale dialogano tutti gli attori Istituzionale coinvolti: Comune, Provincia, Regione e Ministero. Se è vero questo, è evidente che questo ruolo non può e non deve essere assolto da una sola persona. Cosa diversa è quella di poter avere in questo cammino e in ruoli e competenze diverse il dr. Mauro Felicori che, come ho più volte detto pubblicamente è sicuramente fra i maggiori esperti nazionali in materie che rientrano fra quelle più complesse e diversificate che servono per la definizione dello sviluppo locale di un posto qualsiasi e, per questo aspetto, per Ravello il discorso è ancora più complesso e delicato perché a Ravello non si ricomincia da 3 ma almeno dai mille anni di storia di questa terra.

Quindi? A che punto siamo?

Ripeto e chiarisco: la gran parte di questa intervista è filosofia, teoria, starei quasi per dire aria fritta, quello che conta, serve e la mia Amministrazione chiede con forza, è la messa a sistema dei tre beni ed il varo immediato di un nuovo corso che si fondi sui tre beni insieme. Il resto è esercizio dialettico ed inutile nella misura in cui Ravello ha dimostrato di arrivare all’apice delle classifiche mondiali senza la Fondazione, senza i Consigli, i presidenti, i Commissari, e chi più ne ha ne metta. Dobbiamo sempre ricordare il nostro passato almeno per avere un approccio più timoroso, ma soprattutto per guardare al futuro con maggiore serenità d’animo.

Ritorniamo al festival: a che punto è l’organizzazione? A quando l’annuncio?

Il Festival? Ne riparleremo più avanti, dopo che il nuovo corso è partito, in questo momento è un discorso che non mi appassiona, anche per questo non ho chiesto nulla e nulla so.

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