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Alcol e ipertensione , uno studio che fa riflettere dall’ Inghilterra

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L’elevato consumo di alcolici, vera e propria piaga sociale dell’Inghilterra, ha fatto schizzare alle stelle il numero di ipertesi (un problema che investe 16 milioni di britannici), con un aumento del 74% in cinque anni. Un dato quanto mai allarmante, che emerge dal report presentato dal Ministero della Salute, dove si evidenzia come gli uomini che superano frequentemente le otto unità di alcool al giorno (per unità si intende mezza pinta di birra o un bicchiere piccolo di vino) abbiano almeno quattro volte di rischio in più di soffrire di pressione alta (una delle maggiori responsabili di malattie cardiache, ictus ed insufficienza renale), mentre per le donne il pericolo si raddoppierebbe con l’assunzione di oltre sei unità giornaliere (il limite consigliato sarebbe di 14 unità a settimana per le donne e di 21 per gli uomini).
I NUMERI – E mai come in questo caso i numeri parlerebbero drammaticamente chiaro, visto che i 191mila pazienti ipertesi a causa della loro accertata dipendenza dall’alcool del 2004/2005 sono diventati oltre 330mila nel periodo 2008-2009. Non solo. È stato anche accertato che un inglese si quattro beva a livelli tali da causargli un problema di natura fisica o mentale, mentre il tasso di mortalità in Inghilterra causato da un attacco di cuore è fra i più alti di tutti i paesi, con 270mila persone decedute all’anno e una su tre che muore prima di raggiungere l’ospedale. «Questi preoccupanti dati – ha spiegato il Ministro della Salute, Anne Milton, in risposta ad un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato laburista del Leicester East, Keith Vaz – dimostrano purtroppo come migliaia di persone alla settimana siano costrette a farsi ricoverare in ospedale perché la loro dipendenza dall’alcool mette troppa pressione al loro sistema cardiovascolare. Se vi piace bere, una pinta di birra o un bicchiere di vino non possono farvi male, ma quello che è davvero importante è rimanere entro limiti ragionevoli».

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