Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

La festa della donna vista dagli occhi di una donna

Cosa pensa una donna… della festa della donna?

Come ogni anno, la festa della donna è arrivata. L’8 marzo si è soliti omaggiare la figura femminile attraverso gesti d’affetto come regalare una mimosa. Bisogna però sottolineare il fatto che la festa della donna non è una festa, bensì la Giornata Internazionale della donna. Si tratta di una ricorrenza nata per ricordare e sottolineare le conquiste economiche, sociali e politiche che una donna ha ottenuto.

Al giorno d’oggi la donna non è più rilegata al mero ruolo di madre di famiglia: studia, lavora, mantiene attiva l’economia di casa, ha gli stessi diritti degli uomini. Possiamo trovare donne manager, donne presidenti, donne scienziate, e allo stesso tempo donne che usano la bellezza come alternativa al lavoro. Di conseguenza, abbiamo una figura ambivalente della donna: lavoratrice e seduttrice.

L’8 marzo ha uno scopo ben preciso: aiuta le donne – e non solo – a ricordare che la figura femminile ha lottato a lungo nel corso della storia per ottenere gli stessi diritti dell’uomo, aiuta la donna a sentirsi fiera di essere donna. Purtroppo però, questa ricorrenza è spesso travisata e colta come un’occasione per passare una serata all’insegna del divertimento e del libero arbitrio.

Sarebbe fondamentale, in questa giornata, fermarsi e chiedersi; “che cosa vuol dire essere donna al giorno d’oggi?” Significa aver combattuto guerre pur di essere considerate nella società, significa aver studiato a lungo per realizzare una carriera lavorativa soddisfacente, significa occuparsi della famiglia e dei figli, facendo sì che crescano nel miglior modo possibile. Vuol dire rimboccarsi le maniche e dividersi tra carriera lavorativa e famiglia. Per ultimo: può voler dire – purtroppo – essere maltrattata a volte, o essere vittima della violenza spietata di uomini-mostri.

L’8 marzo ieri ed oggi

Come accade per tutte le feste e ricorrenze (come San Valentino, ad esempio) la Giornata Internazionale della donna è finita nel vortice delle feste commercializzate dalla società attuale. E’ un’occasione per tutte le donne che, accordatesi con il proprio gruppetto di amiche, organizzano cene all’insegna di spogliarelli maschili, cene trasgressive, discoteche e divertimento senza filtri. In situazioni come queste, è bene ricordare perché l’8 marzo è ricordata la figura femminile. Importante è distinguere tra la verità e le bufale che, da moltissimo tempo girano nel mondo del web.

Secondo una delle versioni più famose, la festa della donna si festeggia l’8 marzo per ricordare lo storico rogo di una fabbrica – probabilmente inesistente – in una cittadina di New York in cui morirono centinaia di operaie nel 1908. E’ bene dire che la storia nasce poiché ispirata da una tragedia reale: l’incendio ci fu veramente a New York ma il 25 marzo 1911, in cui persero la vita 146 lavoratori tra cui 123 donne, gran parte immigrate italiane.

La vera storia della Giornata Internazionale della donna

L’origine storica della festa della donna si colloca agli inizi del’900, più precisamente il 28 febbraio 1909, anno in cui il Partito Socialista americano decise di indire la prima giornata della donna per celebrare lo sciopero delle lavoratrici del settore tessile le quali protestarono per le condizioni lavorative in cui versavano. L’anno successivo, dopo aver ufficializzato la giornata della donna, in vari Paesi Europei si iniziano a muovere manifestazioni e marce per chiedere la parità dei sessi ed il diritto di voto. L’8 marzo 1917, invece, migliaia di donne russe si riunirono e marciarono contro la guerra ed il governo dello Zar chiedendo la pace. Quattro giorni dopo il governo cadde e in Russia – finalmente – le donne ottennero il diritto di voto.

Fu solo nel 1975 che, durante la celebrazione dell’anno internazionale della donna, le Nazioni Unite dichiararono ufficialmente l’8 marzo come giornata internazionale delle donne. E’ proprio per tutte queste donne che, oggi, bisognerebbe recuperare la memoria storica e sociale delle reali origini di questa manifestazione, comprendendo che non è solo un giorno in cui regalare cene, mimose o cioccolatini.

Perché si regala la mimosa nel giorno della festa della donna?

Il simbolo per antonomasia nel giorno della festa della donna è quello di regalare una mimosa. Perché si regala proprio la mimosa? Questa usanza ha origini tutte italiane: nel 1946 l’Italia era da poco uscita dalla guerra, di conseguenza si decise di non mettere in atto grandi festeggiamenti. Nonostante ciò, la ricorrenza era considerata troppo importante e venne festeggiata ugualmente per volere del Partito Comunista Italiano. L’idea della mimosa come simbolo della festa della donna venne proprio da Rita Montagna, moglie di Palmiro Togliatti, e Teresa Mattei. Entrambe facevano parte di un partito, chiamato Donne in Italia e decisero – dopo una riunione con gli altri membri – di adottare la mimosa come simbolo della donna.

Inizialmente il fiore scelto fu la violetta, simbolo della sinistra europea, ma le donne si opposero poiché un fiore del genere era difficile da trovare ma soprattutto molto costoso. La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette, le donne che durante la guerra portavano notizie e soffiate ai partigiani e, soprattutto, importante per due motivi:

  1. La facile reperibilità: la mimosa è un fiore che cresce proprio in questo periodo dell’anno e che è facilmente reperibile grazie alla sua accessibilità economica
  2. Il colore giallo che, nel linguaggio dei colori, significa radiosità, libertà, cambiamento e ricerca del nuovo.

 

In una giornata come quella di oggi, l’8 marzo, bisognerebbe fermarsi un secondo a riflettere su tutte quelle donne che hanno faticato e lottato per ottenere i diritti di cui godiamo, su quelle donne che, dopo ripetute violenze subite in casa da un marito-mostro, sono rimaste inascoltate e adesso non ci sono più.

E’ in contesti come questo che, allora, la Giornata Internazionale della donna avrebbe più senso… e cioccolatini e divertimento saranno messi da parte per dare spazio al significato vero e profondo di una giornata così importante.

 

Dr.ssa Cinzia D’Esposito – Psicologa, Psicodiagnosta – per info: 335 6138 502; email: cinziadesposito90@gmail.com

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.