Giornata internazionale della Donna. Qualche poesia dedicata alle donne del professor Liuccio.

In questo giorno così speciale il Prof. Giuseppe Liuccio ha deciso di dedicare tre poesie alle nostre lettrici, ma anche alle donne di tutto il mondo.

FESTA DELLA DONNA. A MIA FIGLIA – 8 MARZO 2019

E la mimosa tenera

si carica di lotta

nelle tue mani giovani:

il ciuffo giallo-tenue si rifrang

alla vampa del volto

ed è bandiera

al coro del corteo.

è distintivo altero

al seno ancora acerbo che trionfa

su secoli di streghe e di madonne

(tratta da SUD SENZA E CON-Edizioni il Ventaglio)

DONNA DEL MEDITERRANEO

Fosti bellezza a gemiti di mare

con Venere ridente a fiori d’onda

amore/seduzione a proclamare,

donna/dea del Mediterraneo.endario

Fosti fonte di vita e di abbondanza

con Hera Argiva a fecondare letti,

con Cerere a custodia delle messi.

donna/madre del Mediterraneo.

Fosti Nausica a sillabare ebbrezze

stupita ai primi fremiti d’amore

all’incanto di corpo di straniero,

donna/figlia del Mediterraneo.

Fosti moglie fedele nell’attesa

con Penelope a tessere la tela

tesa all’inganno di voraci Proci,

donna/sposa del Mediterraneo.

Fosti amante furente di passioni

con Circe adusa a filtri di magia.

Fosti Calipso tutta sentimenti,

donna/mito del Mediterraneo.

Fosti Giovanna giovane ducissa

famelica di sesso nella torre

che veglia Amalfi a gloria di sole.

donna/lupa del Mediterraneo.

Sei brezza che carezza le colline.

Sei vela bianca a transito di mare.

Sei sole caldo che feconda il mondo.

Sei madre, sposa, figlia, sei amante.

Sei passato, presente, sei futuro.

Sei alfa e omega, storia e poesia,

donna/vita del Mediterraneo.

 (tratta da: Giuseppe Liuccio: Amore e Amori- edizioni dell’Ippogrifo)

DONNA DEL SUD

Donna del Sud

adusa alla pazienza

tu ricami speranze nell’attesa.

Ai seni vizzi allevi figli forti.

Muta e solenne all’angolo di strada

vegli la casa vuota.

Sussulti se ti portano una lettera.

E ti fingi percorsi sconosciuti.

Semini sospiri

lungo rotaie livide.

Analfabeta sillabi paesi

lontani,

pungenti come rovi.

Donna del Sud,

se furoreggia l’odio di Caino,

se la città impazzisce nel terrore,

se crepita follia alla mitraglia

spalanchi le tue chiese e ti disponi

alla macrabra festa delle esequie.

Tornano i figli muti nelle casse.

Donna del Sud,

lastrichi cimiteri a passi lenti,

rifrangi fresche tombe agli occhi asciutti,

sbocciano croci povere al tuo cuore

e grani di rosario al labbro muto.

Donna del Sud

tu palpiti d’amore e di paura

al grembo di mia madre,

bruci furente al cuore di  mia moglie,

ti esalati alla speranza di mia figlia

(tratta da:Giuseppe Liuccio “SUD SENZA E CON”- Edizioni Il Ventaglio- Roma.1983)

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