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Bach oggi sui doodle di Google ed è la prima volta con AI, ecco di cosa si tratta

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Bach oggi sui doodle di Google ed è la prima volta con AI, ecco di cosa si tratta Johann Sebastian Bach, uno dei più grandi compositori della storia, nacque il 31 marzo 1685 a Eisenach, in Germania. Dato che all’epoca nelle regioni tedesche governate da principi protestanti come la Turingia di Bach si usava ancora il calendario giuliano e non quello gregoriano, si può dire che in realtà nacque il 21 marzo, 334 anni fa: per questo il doodle di Google di oggi è dedicato a lui. Non è un doodle comune: è il primo che Google abbia mai realizzato sulla base di un programma di intelligenza artificiale (AI). Permette agli utenti di comporre una breve melodia musicale, per poi armonizzarla nello stile di Bach. Non semplicissimo da capire, ma molto affascinante.

Bach

Chi era Johann Sebastian Bach
Bach è considerato uno dei più grandi geni della storia della musica. Nel corso della sua vita Bach fu conosciuto principalmente come organista (per questo nel doodle di Google c’è un organo) ma è passato alla storia, come si dice, come grandissimo compositore.

Anche se non vi intendete di musica classica è probabile che riconosciate moltissime composizioni di Bach perché sono state usate in film e in TV moltissime volte. Ad esempio, la composizione per organo “Toccata e fuga in Re minore”, che Bach scrisse ed eseguì per la prima volta a soli diciott’anni, nel 1703: fin dall’inizio del cinema sonoro è stata usata nelle scene di paura e in quelle che annunciano l’arrivo di un personaggio malvagio, diventando un cliché. Fu usata per la prima volta nel 1931 in Il dottor Jekyll, il primo film sonoro tratto dal romanzo di Robert Louis Stevenson, poi nel 1934 in The Black Cat, ispirato a un racconto di Edgar Allan Poe. C’è anche nel film animato di Disney Fantasia, che contribuì moltissimo alla sua notorietà, anche se forse più persone la associano a Il fantasma dell’Opera del 1962.

Bach nacque, ultimo di sette figli, in una famiglia in cui la musica aveva un ruolo molto importante, al punto che in Turingia all’epoca “Bach” era considerato quasi un sinonimo di “musicista”. Suo padre era il musicista civico (Stadtpfeifer in tedesco) di Eisenach, cioè si occupava della musica profana che veniva suonata in città, oltre a gestire l’attività musicale della chiesa locale. Probabilmente fu suo padre a insegnare a Bach le prime nozioni musicali anche se poi il lavoro fu continuato da suo fratello Johann Christoph Bach, dato che il padre Johann Ambrosius Bach morì nel 1695, quando Bach aveva dieci anni.

Le sue prime composizioni musicali risalgono al periodo in cui studiò alla Scuola di San Michele a Lüneburg, a partire dal 1699. Da allora compose sempre musica, con una frequenza e una costanza sbalorditive: in alcuni periodi realizzava una cantata (un tipo di composizione musicale tipico del Barocco) a settimana. Tuttavia solo alcuni dei suoi lavori furono pubblicati nel corso della sua vita, e per questo era noto principalmente come musicista. Di più di mille sue opere però ci sono rimasti gli spartiti in forma di manoscritti e tuttora vengono eseguite in tutto il mondo.

La fama di Bach per come lo conosciamo oggi ebbe origine nell’Ottocento, dopo che nel 1802 fu pubblicata una sua biografia scritta dal musicologo e organista Johann Nikolaus Forkel. In particolare oggi si associa Bach, oltre che alle modulazioni da una tonalità all’altra e alla sua padronanza di alcuni tipi particolari di composizioni come le fughe, al suo uso dell’armonia a quattro parti. Per farla molto breve: l’armonia è l’insieme di regole e teorie che determinano le relazioni tra le note e gli accordi in una composizione musicale. L’armonia quindi, semplificando molto, è quella cosa che un compositore o un musicista usa, consapevolmente o meno, quando deve scegliere le note e gli accordi da usare. Beethoven, uno degli innumerevoli compositori che furono ammiratori di Bach, lo definì «padre originario dell’armonia».

La musica di Bach è finita anche nello Spazio: è stata registrata nel Golden Record, un disco per grammofono registrato e placcato in oro contenente suoni e immagini della Terra lanciato con le sonde Voyager 1 e Voyager 2 nel 1977.

Come funziona il doodle di Google su Bach
I sistemi di intelligenza artificiale sono sistemi informatici che tentano di imitare il funzionamento dell’intelligenza umana per come la conosciamo. Non esiste una sola definizione di intelligenza artificiale e non c’è nemmeno un ampio consenso tra ricercatori e informatici su come possa essere definita, ma in linea di massima si può dire che i software di questo tipo sono in grado di imparare a fare qualcosa (si parla di machine learning) sulla base di un grosso numero di informazioni che viene fornito loro: in pratica i computer imparano a rispondere a un certo tipo di domande o comandi guardando un grosso numero di risposte possibili a questi comandi.

Nel caso del sistema di AI dietro il doodle di oggi, chiamato Coconet, sono state usate 306 composizioni di Bach, in particolare 306 corali. Coconet è quindi in grado di armonizzare una melodia nello stile di Bach – o in una versione stile “rock anni Ottanta”, se si trova un “easter egg” nel doodle. La struttura delle piccole composizioni che si possono fare con il doodle sono a quattro voci (corrispondenti a soprano, contralto, tenore e basso) perché è così che sono fatte le corali di Bach. Per ciascuna Coconet crea una linea melodica, realizzando al tempo stesso una progressione armonica per farle suonare bene insieme.

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