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Torre Annunziata, “toghe sporche”: 8 persone a processo ad aprile. Tra queste anche Salvatore Verde

Torre Annunziata. Prenderà il via il prossimo 3 aprile il processo per 8 persone coinvolte nella vicenda nota come “toghe sporche“. Queste hanno scelto il rito abbreviato, cercando ovviamente uno sconto di pena. A rivelarlo sono i colleghi di Metropolis. Tra queste troviamo anche Salvatore Verde, nucleo centrale di quello che sarebbe stato un vero e proprio gruppo criminale, secondo la Procura di Torre Annunziata. Sarebbe stato proprio Verde a organizzare i falsi incidenti stradali: “valutava nella generalità dei casi la congruità degli importi offerti, talvolta disponendo di non accettare la proposta di liquidazione e di agire in giudizio, avvalendosi di soggetti che avrebbero potuto rendere false testimonianze”.

Verde è attualmente agli arresti domiciliari. Oltre a lui, dinanzi al giudice si presenteranno altre sette persone, ovvero: Massimo Izzo, Raffaele Celentano, Pasquale Cuomo, Diego e Claudio Pagano, Gennaro Avvisato e Catello Aprea. Retroscena inquietante la descrizione di uno dei falsi sinistri: “Salvatore Verde e Claudio Pagano, in concorso con altri, il 29 novembre 2016 organizzarono il falso sinistro: danneggiarono una Fiat Panda, distruggendola in alcune parti…L’auto fu poi condotta presso l’officina di Pasquale Cuomo, dove veniva danneggiata nella zona del cofano posteriore con una vistosa ammaccatura e facendola subito dopo periziare dal perito dell’assicurazione, simulando che la Panda avesse riportato il danno nel corso di un sinistro a Pompei con un Qashqai: sinistro mai verificatosi”.

A vario titolo, sono coinvolte nella vicenda 112 persone, tra cui tre giudici di pace, tutte protagoniste, in un modo o nell’altro, di un’organizzazione che ruotava attorno a falsi incidenti e alterazioni di fatti per veri sinistri stradali.

A novembre scorso, Antonio Iannello, ex giudice di pace coinvolto, aveva parlato dinanzi al pm Anna Chiara Fasano: “Dottoressa, mi hanno disegnato come un mostro, io sono qua per assumermi le mie responsabilità, da uomo. Indubbiamente questa gente mi ha dato i soldi, quegli schifosi 150, 120 o 170 euro; nominavo i consulenti ma le sentenze erano giuste”.

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