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Spalletti: L’Inter cresce con attenzione e qualità -Rapid eliminato foto

«Ma basta alludere a Maurito…»
Ranocchia bomber: «I compagni mi vogliono bene, do il massimo»

Ivan Perisic, 30 anni, impegnato in un duello con Potzmann getty

Icardi guarda e l’Inter vince. Non che quello di ieri, con il Rapid Vienna, fosse un test così probante, ma intanto arriva il quarto successo consecutivo, il terzo da quando Maurito ha perso la fascia, il sesto nelle 6 occasioni in stagione in cui è rimasto fuori. Anche questi forse sono segnali. Se poi, in aggiunta, ci si mette pure Ranocchia a segnare, che solo qualche giorno fa Spalletti aveva indicato come capitano morale, allora il quadro è da considerare davvero completo. «Se è un caso che l’Inter si sia ritrovata proprio adesso? Ci siamo stretti e abbiamo tirato fuori quel qualcosa in più, ora dobbiamo solo andare avanti. Dobbiamo andare avanti in questa competizione e poi pensare al campionato», racconta il difensore, che si è preso una bella soddisfazione, anche con l’abbraccio dei compagni: «Mi vogliono bene, credo (ride, ndr). Io cerco di dimostrare tutto il mio valore in settimana, anche se gioco poco, per il bene della squadra e dell’Inter». Inevitabilmente, ci scappa un pensiero anche per Icardi: «Mauro è un giocatore dell’Inter, al di là della fascia. Ha fatto tantissimo per l’Inter negli ultimi anni, ci mancherebbe di non riabbracciarlo quando tornerà».
RESPONSABILITÀ E PRIVILEGIO. Chi porta la fascia, però, ora è Handanovic. «Ma non si tratta di un trofeo o un titolo nobiliare, ma una grande responsabilità – precisa il portiere -. Essere il capitano dell’Inter, però, è un privilegio. Ad ogni modo, non è così importante chi la indossa. Piuttosto, conta che ci siano quelle 5-6 persone che tirano avanti il gruppo. Per me non è cambiato niente: continuo a comportarmi come ho fatto prima e proseguirò così. Il comportamento di un capitano è sotto la lente d’ingrandimento. La mia speranza è innanzitutto quella di aiutare la squadra». Poi, da storica coscienza del gruppo, Handanovic lascia una frase che vale molti significati e che spiega tanto: «Cosa manca all’Inter per tornare grande come in passato? Questa è una domanda per i nostri direttori. Non tocca a me pensare a cosa manca o non manca. Bisogna remare nella stessa parte e l’obiettivo è uno solo: far vincere questa squadra. Intanto è importante che chi resta fuori si alleni bene e si faccia trovare pronto, come è accaduto stasera (ieri, ndr). Ci sono tante partite e c’è bisogno di tutti». Si aggiunge Skriniar: «Nelle ultime 3-4 partite abbiamo corso e lottato fino alla fine: certamente, posso dire, siamo stati più uniti. Questo è stato il nostro salto di qualità. Il rinnovo? Siamo vicini. Ho un grande rapporto con la società».SOLO DI CHI C’È. Tra le immagini della serata, tornando a Ranocchia, c’è l’ampio sorriso con cui Spalletti ha accolto la sua prodezza. «L’avevo previsto, ma non da fuori area», scherza ancora l’allenatore, che, per una volta, prova a tenere da parte l’argomento-Icardi: «Ora si parla di chi c’è. Si dà forza e si dice bravi a chi gioca, corre e prende calci, senza perdere di vista lo scorrimento delle cose. E’ corretto dire che l’Inter sta migliorando e sta facendo meno errori di quelli fatti prima, non è corretto alludere a qualcosa che è successo in questi giorni. Diamogli il taglio giusto perché la cosa reale è che la squadra lavora e ci sta fare meno errori, ma senza alludere a certe situazioni. Stasera si è usata la logica nella lettura del momento, abbiamo pressato insieme, ci siamo abbassati quando non eravamo compatti: tutte quelle cose che fanno parte della lettura della partita. Ora si consolida la riconquista della palla e si fa con qualità, con l’attenzione. Abbiamo tirato fuori una buona prestazione». Un pensiero per il sorteggio di oggi: «Chi evitare? Ce ne sono 4-5 che sono più forti, se sulla carta si incontra una meno forte è meglio, ma di lì bisogna comunque passare».

Vecino, Ranocchia Perisic, Politano: 4-0 e Rapid eliminato: la quarta vittoria consecutiva dei nerazzurri vale gli ottavi di Europa League

L’Inter ha conquistato l’accesso agli ottavi di Europa League battendo anche nel match di ritorno il Rapid Vienna e oggi conoscerà il nome della sua avversaria. Per Spalletti tra campionato ed Europa si è trattato del quarto successo di fila (non succedeva dallo scorso ottobre), tre dei quali ottenuti senza Mauro Icardi che, ancora in rotta con l’ambiente nerazzurro, pure ieri sera si è seduto nei posti del ground box, accanto a una delle panchine, insieme alla moglie-agente Wanda Nara e al padre Juan. I risultati degli ultimi 15 giorni dicono che l’Inter ha vinto la dipendenza dall’attaccante argentino e per la seconda gara consecutiva è riuscita a imporsi segnando due reti. Una testimonianza che si può sognare anche senza l’ormai ex capitano che per il momento non è intenzionato a chiedere scusa e a rientrare il gruppo. Il test contro i modesti austriaci, già regolati all’andata per 1-0, non è stato dei più impegnativi. Handanovic e compagni si sono più che altro allenati in vista della complicata trasferta di domenica a Firenze, ma le indicazioni positive per Spalletti non sono mancate. Il tecnico toscano, che inizialmente non ha rinunciato né a Brozovic né a Perisic (unici risparmiati D’Ambrosio e De Vrij), ha ricevuto grandi risposte dalla coppia di difensori centrali composta da Ranocchia, autore del 2-0, e Skriniar, insuperabile nelle chiusure. Il Rapid, sostenuto da tantissimi tifosi, ha inquadrato per la prima volta lo specchio quasi alla mezzora della ripresa, molto per merito dei due colossi nerazzurri che hanno chiuso ogni varco. Bene però anche Perisic, tornato sui suoi livelli e capace con alcuni sprint di mettere in crisi Potzmann, Vecino, reattivo non solo in fase di interdizione e sbloccatosi dopo 5 mesi, e Candreva, che a destra ha fatto alcune giocate importanti servendo l’assist del 3-0 per il croato.

RANOCCHIA, E 15… Tatticamente per Spalletti il match non ha detto molto anche perché il Rapid, dopo un inizio volenteroso, si è spento in fretta. Gli ospiti erano partiti con la miglior formazione possibile, una squadra decisamente offensiva che aveva l’obiettivo di pressare alto e di impedire la costruzione del gioco nerazzurro, ma appena l’Inter riusciva a saltare la prima linea, si aprivano praterie nella metà campo avversaria. Un diagonale di Vecino prima del quarto d’ora ha aperto la goleada e una manciata di minuti dopo una conclusione al volo di Ranocchia ha chiuso il conto. Il difensore, abbracciato e festeggiato da tutti i compagni, è diventato il quindicesimo marcatore stagionale di Spalletti che sorridendo dalla panchina ha applaudito uno degli uomini simbolo del gruppo. Sotto 2-0 e con il rischio di prendere un’imbarcata, gli austriaci hanno abbassato gli esterni di centrocampo e il pressing, preferendo difendere con linee più compatte per non agevolare le incursioni di Nainggolan, incapace stavolta di ingranare le marce alte come aveva fatto contro la Sampdoria. Anche senza la migliore versione del Ninja, però, l’Inter ha controllato e l’ex allenatore della Roma si è permesso il lusso di sostituire Brozovic, Martinez e Skriniar senza vedere scemare l’intensità in campo. Perisic ha riassaporato la gioia di un gol che gli mancava da prima di Natale e poi ha servito l’assist per il poker di Politano, che in Europa con l’Inter non aveva ancora segnato e che in questo 2018-19 aveva esultato l’ultima volta a inizio novembre. L’Inter non vinceva 4-0 dal settembre 2010 quando in Champions superò a San Siro il Werder Brema. Ieri come allora ha dato la dimostrazione di essere nettamente più forte dell’avversario, ma dagli ottavi in poi Spalletti troverà rivali meno abbordabili che comunque affronterà con la consapevolezza di avere una squadra nella quale, senza Maurito, hanno iniziato a segnare anche i difensori (domenica D’Ambrosio, ieri Ranocchia) e i centrocampisti (contro la Samp Nainggolan, ieri Vecino). C’era una volta l’Icardi dipendenza…

fonte:corrieredellosport

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