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Sorrento e Capri chiusi i bar della piazzetta. Il sindaco fa lettere di protesta, ma è solo fumo foto

Sorrento e Capri chiusi i bar della piazzetta. Il sindaco fa lettere di protesta, ma è solo fumo . Le due perle turistiche della provincia di Napoli e della Campania, per flussi e per rinomanza fra i posti più famosi del mondo, insieme a Positano, Ravello e Amalfi,  in Costiera amalfitana, nella provincia di Salerno, che però di abitanti nel fanno un quarto, chiudono d’inverno come se niente fosse , nell’indifferenza e nell’ignavia delle amministrazioni. Il problema delle chiusure  come registriamo da almeno un ventennio, da quando seguiamo quotidianamente la costiera sorrentina – amalfitana e Capri,  non è di oggi.  Con le sole eccezioni di Amalfi, dove si è imposto il sindaco Daniele Milano, e di Piano, sulle due costiere è un deserto, c’è sicuramente di più ad Agerola , per esempio, località bellissima, ma turisticamente non come Sorrento e Capri, per cui è una vergogna che ci siano queste chiusure. Sull’isola azzurra si è avuta una reazione mediatica  solo perchè si vota.. Ricordiamo che in primavera si rinnova la consiliatura.

Dopo la notizia che da domenica il salotto del mondo vedrà la contemporanea chiusura di tutti e quattro i bar l’amministrazione comunale guidata dal sindaco di Capri Gianni De Martino ha contestato tale scelta. Dal comune che ha sede nella stessa piazza è partita una missiva indirizzata agli esercizi pubblici del centro a firma del primo cittadino, dell’assessore alle attività produttive Manuela Massa e dell’assessore al turismo Antonino Esposito.

Una lettera dove si esprime «il profondo disappunto per una decisione, che a parere nostro dimostra indifferenza nei confronti di una comunità tutta, tra l’altro titolare del suolo pubblico sul quale sono esercitate tali floride attività».

La corrispondenza ha tra i suoi destinatari anche l’Ascom di Capri, l’associazione dei commercianti che ha di recente rinnovata le sue cariche, eleggendo un nuovo presidente ed un nuovo consiglio direttivo. «A seguito degli incontri svolti nelle scorse settimane abbiamo constatato – si legge nella lettera – che, a partire dal prossimo 10 febbraio fino all’inizio del mese di marzo, è intenzione dei gestori dei bar della piazzetta non garantire l’apertura neppure di un esercizio, con l’unica eccezione del Bar Alberto.

Abbiamo inviato ai gestori di tali esercizi una nota – ha spiegato l’amministrazione comunale – con cui esprimiamo il profondo disappunto per una decisione che, a parer nostro, dimostra indifferenza nei confronti di una Comunità tutta, tra l’altro titolare del suolo pubblico sul quale sono esercitate tali attività. Si tratta certamente di una pagina tutt’altro che positiva della storia di Capri, che neppure un’associazione di categoria come l’Ascom ha saputo finora evitare.

Nell’occasione vogliamo sottolineare ed elogiare la scelta della famiglia Federico del Bar Alberto, che invece si manterrà aperto per tutto il periodo, per il positivo esempio di imprenditoria e di sensibilità dimostrata».

La presa di posizione dell’amministrazione comunale è stata ribadita anche attraverso i canali social del gruppo di maggioranza de La “Primavera”. Ma da parte dell’associazione di categoria arriva la levata di scudi in difesa dei bar che avrebbero programmato da tempo i propri periodi di chiusura che riguardano, appunto, brevi periodi nei mesi invernali durante i quali tra l’altro si provvede alla manutenzione dei locali, ai giorni di riposo del personale e di aver sempre osservato i regolamenti vigenti comunicando in tempo utile, come contemplato dal disciplinare, i giorni di sospensione dall’attività.

A Sorrento è successo lo stesso coi bar di Piazza Tasso, bisogna arrivare sul Corso Italia verso l’ Ospedale per trovare primo bar aperto Antonio Cafiero di Sorrento oppure spostarsi nella vicina Piano dove i bar in Piazza Cota rimangono sempre aperti . Il problema non è di oggi, si può intervenire con sanzioni efficaci, multe e chiusure o revoche di suolo pubblico per il periodo estivo. Non dimentichiamoci che avere una licenza in località come queste è un privilegio, non si può solo prendere , ma la colpa è sempre della politica che non impone, per motivi elettoralistici, le aperture, ne le programma almeno uno o due anni, con un ventaglio anche di manifestazioni, prima e non a fine stagione.

L’amministrazione comunale ha il diritto-dovere di intervenire , anche imponendosi, con chi non vuole seguire le regole delle aperture, magari con turni , e quindi per nulla pesanti per l’attività così lucrosa, ci dovrebbero essere dei deterrenti con dure sanzioni, per chi sta aperto , invece, degli incentivi e agevolazioni.

Commenti

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  1. Scritto da Biagio Rossi

    Certamente non e’ un bel vedere la piazza di Sorrento in questi giorni eil suggerimento fatto …..si può intervenire con sanzioni efficaci, multe e chiusure o revoche di suolo pubblico per il periodo estivo….. forse forse, non e’ che all’origine ci siano state delle divergenze e, forse un qualche favoritismo or tentativo di.. da parte dell’amministrazione sulle quote/cifre dovute dai tre Bar principali in piazza ? il che avrebbe potuto dare origine a screzi ( giustamente, se fosse vero… sarebbe un’azione molto scorretta e, che poi ha potuto portare a queste conseguenze ) e, l’accordo che era in atto gli anni scorsi e’ andato a farsi benedire…. Buon lavoro a tutti