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Sorrento: Annuncio dei movimenti Lgbt. Arriva il Gay Pride in Penisola Sorrentina

Sorrento. «Il Pride arriva a Sorrento». L’annuncio è condensato in apertura di una nota diffusa dalle associazioni Pride Vesuvio Rainbow e Buonvento tra le costiere. E che fissa anche la data della parata: 14 settembre.

I movimenti che si occupano della tutela dei diritti delle persone Lgbt scendono in campo e svelano anche il fatto che tra due settimane, il prossimo 22 febbraio presso la sede Cgil di Sorrento in via degli Aranci, ci sarà la prima assemblea pubblica «per definire il percorso verso il Sorrento Pride 2019».

Vanno stabilite, stando a ciò che affermano le associazioni, «le strategie di comunicazione, gli eventi culturali e tutte le iniziative collaterali che si svolgeranno sul territorio della penisola sorrentina ».

Al momento dal municipio non trapela alcun commento anche perché, in via ufficiale, non c’è stata ancora una comunicazione. La scelta di Sorrento è abbastanza chiara. Perché, come dicono dalle due associazioni, si intende gremire le strade della città con «i colori dell’orgoglio Lgbt» dopo «le tensioni dello scorso anno per la vicenda di Beto e Vincenzo».

Si tratta dei due ragazzi «cui fu impedito – si legge nel comunicato – di celebrare la propria unione civile in uno spazio di proprietà comunale ».

Il caso scoppiò lo scorso maggio quando i due giovani indicarono al Comune di Sorrento il chiostro di San Francesco quale location per la propria unione civile. Ma il sindaco Giuseppe Cuomo negò l’utilizzo del cortile del convento rifacendosi a un tacito accordo stipulato tra Comune e frati francescani.

Cosa prevedeva quest’intesa? Il divieto di permettere nel Chiostro i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Cuomo offrì alla coppia l’assoluta disponibilità a unirsi nelle altre sedi comunali. Ma i ragazzi rifiutarono,  parlando di «sogno infranto», ottenendo l’ok dal vicino Comune di Piano di Sorrento per dirsi sì nell’incantevole Villa Fondi.

Senza dimenticare un particolare: i frati, da anni, vorrebbero che il Chiostro fosse rimosso quale sede comunale per le nozze. Pochi giorni dopo la mancata cerimonia a Sorrento, proprio nel cortile della struttura attigua alla chiesa di San Francesco ci fu un pacifico sit-in dei rappresentanti Lgbt.

Da parte delle associazioni promotrici dell’evento, «proveremo a costruire, a partire da questo primo momento pubblico, un percorso ampio insieme alle associazioni Lgbt locali e nazionali, insieme alle associazioni, ai sindacati e ai collettivi del territorio e alle amministrazioni locali, ma soprattutto cercheremo di coinvolgere la cittadinanza tutta su temi cruciali per il futuro del Paese».

Fonte Metropolis

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