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Rubrica Enogastronauti di Arturo Terminiello.

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Amici Enogastronauti Buongiorno e ben ritrovati.  In questo nuovo appuntamento, il primo del nuovo anno, scrivo di un’azienda e di un vino della regione Lazio, luogo a me particolarmente caro perché ivi risiede mio fratello con la sua famiglia, ed inoltre perché è stato da la che ha preso piede l’enologia che oggi conosciamo. L’azienda della quale scrivo oggi si chiama Ômina Romana, ossia Ômina, che significa “buoni presagi“ e Romana in omaggio alla storia antica, ed è locata in quel di Velletri. L’azienda nasce nel 2007 per mano del dottor Anton F. Börner, industriale tedesco con una grande passione per il vino di qualità  che,supportata da un qualificato team di professionisti scelto personalmente da lui,ha iniziato a studiare il miglior modo per valorizzare il territorio atto poi a produrre vini di alta qualità. Questo progetto, costituito da una cospicua attività di ricerca scientifica in campo agronomico e geologico, passando per l’analisi dei suoli,svolti con l’ausilio di studi operati dall’Università di Geisenheim e dalla Facoltà di agraria ed enologia di Firenze.ha permesso al Dottore di registrare il  Il brand Ômina Romana nel 2012 e di iniziare un anno dopo, nell’ottobre 2013.ad entrare in commercio con i suoi vini. I numeri dell’Azienda sono questi:
ottanta ettari di vigneto, per una produzione che può raggiunge i 70 quintali per ettaro, e 150mila bottiglie prodotte nel 2017. Oggi a capo dell’Azienda troviamo Katharina Boerner, figlia di Anton, che cura nei minimi particolari ,, tutto ciò che riguarda l’azienda, con un occhio particolare alla grande qualità dei prodotti che vanno sul mercato.dalla gestione della vigna al marketing.
L’azienda ha scelto di sperimentare inizialmente 18 varietà di origini diverse, per comprendere il potenziale espresso nelle varie zone del vigneto, ma poi ha deciso di concentrarsi e dedicarsi ai vitigni dimostratisi più promettenti, che sono per il 60% di varietà rosse tra cui: Cabernet sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Cesanese, e il restante 40% di uve bianche quali Chardonnay, Viognier eBellone Il Vino del quale scrivo qui, è frutto di un vitigno autoctono , il Cesanese, che vieneraccolto manualmente, diraspato per poi passare ad una leggerissima pigiatura. Il mosto così ottenuto va incontro a macerazione pre-fermentativa a freddo per circa 48 ore per massimizzare la selezione dei tannini. La fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata, con conseguente macerazione sulle bucce per 10-15 giorni. Alla fermentazione malolattica, svolta in fusti di rovere, segue un periodo di maturazione di circa 12 mesi sulle proprie fecce fini in barrique di rovere francese di secondo passaggio, effettuando bâtonnage. Affina in bottiglia almeno 12 mesi.

Il Cesanese si presenta di colore rosso rubino trasparente. Al naso esprime frutti di bosco, arance rosse, note di viola e spezie quali pepe nero. Di estrema eleganza, è un vino fresco, morbido con tannini di grande qualità che lo rendono longevo e persistente.

Il nostro CESANESE si accompagna in maniera eccellente con abbacchio al forno, pasta e fagioli, bolliti e grigliata di carne mista. La temperatura di servizio perfetta è tra 14 e 16°C.

 

Arturo Terminiello – Maitre Sommelier “Il Borgo Sant’Andrea” – Conca Dei Marini

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