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Ravello, il sindaco Di Martino scrive al Vescovado di Emiliano Amato. Le cose che nessuno ha detto

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Ravello, Costiera amalfitana. La redazione di Positanonews ha ricevuto la nota scritta dal sindaco della Città della Musica avvocato Salvatore Di Martino  al direttore de Il Vescovado Emiliano Amato a proposito della delibera  de l Comune di Ravello con cui si dà incarico legale per provvedimenti a tutela dell’immagine dell’ente in caso di diffamazione a mezzo stampa e a mezzo facebook.  Sulla vicenda pubblichiamo una nota di Positanonews in fondo sulle cose che nessuno ha detto su questa vicenda .

Gentile direttore,

è ormai stucchevole la pantomima che continua a mettere in atto attraverso continui, ingiustificati e strumentali attacchi all’Amministrazione Comunale di Ravello limitatamente a quella libertà di stampa che nessuno mai le ha negato.

Perché ancora oggi tenta di convincere o, peggio ancora raccontare, una situazione non rispondente al vero. Tutto scaturisce dall’aver obiettato, seppur energicamente, alla sospensione di un pubblico servizio, come quello di un civico consesso da lei interrotto in data 27.11.2018.

Una presa di posizione che non significa negazione di un diritto (libertà di stampa) ma rilievo di un’infrazione grave che anche il presidente del suo ordine professionale non ha potuto non riconoscere. Al punto da paventare, nella sua cortese replica alle nostre doglianze, una personale azione di mediazione per riportare serenità di rapporti tra le parti.

Quel comportamento, però, e la successiva alterazione dei fatti enfatizzata da attestazioni di solidarietà, in qualche caso ritrattate o salomonicamemte rivisitate, si sono rivelati lesivi dell’immagine del Comune di Ravello oltre che pregiudizievoli dell’onorabilità e del buon nome dell’attuale Amministrazione Comunale, impegnata, sin dal giorno del suo insediamento, ad assicurare la massima collaborazione istituzionale, il buon funzionamento, oltre all’efficacia ed all’efficienza dell’azione amministrativa.

Nell’atto di indirizzo della giunta comunale di Ravello avente ad oggetto “incarico legale per provvedimenti a tutela dell’immagine del Comune di Ravello», al centro oggi di un nuovo e ancor più pretestuoso attacco, vi è piuttosto un tentativo di freno al grave discredito nell’opinione pubblica arrecato da una serie di interventi del tutto ingiustificati che continuano a essere manifestati anche attraverso i social network.

L’Amministrazione Comunale di Ravello è perciò intenzionata a porre in essere ogni azione a tutela della propria dignità, dell’immagine, del prestigio, della stima e della onorabilità. Ma soprattutto è intenzionata a difendere la Città, l’ente Comune e l’intera collettività di Ravello da quelle notizie che si continuano a rivelare, o che si riveleranno, assolutamente infondate.

Nulla di personale, dunque, esimio direttore.

Stia sereno.

A Ravello la libertà di stampa non è né compromessa, né in pericolo. Rivendichiamo la verità.

Quella scevra da condizionamenti, ostilità, idiosincrasie, insofferenze e pretestuosità. E’ vero, la verità trionfa da sola. Ma almeno lei eviti di ritrovarsi complice della menzogna.

NOTA

Ci sono delle cose che nessuno ha dette su questa vicenda. Dallo scontro in consiglio comunale alla delibera, atto che in passato hanno fatto anche comuni della Penisola sorrentina, come Meta di Sorrento, discutibili quando vengono usati per intimorire la stampa, opportuni per tutelare davvero l’immagine del paese , ma anche il suo sfruttamento, vedi Capri che agisce contro chi usa il suo nome, la stessa cosa dovrebbero fare Positano, Amalfi e Ravello .  Questa sera a Praiano parlando con un comune amico di Ravello si discuteva delle ultime accuse da parte di Emiliano Amato al sindaco Salvatore Di Martino su minacce alla libertà di stampa. E lo stesso , che , come tutti, non vuole prendere parte per nessuno , con la richiesta di non essere nominato , concordava con noi che nessuno ha detto che non si tratta solo di un confronto giornalistico perchè vi sono dei retroscena che nessuno dice col direttore del giornale di Ravello e il sindaco. Ebbene Emiliano Amato ha svolto un ruolo politico a Ravello proprio come consigliere comunale eletto nella lista di Salvatore Di Martino in una consiliatura che lo stesso Amato ha contribuito a far cadere anticipatamente. Se non si conoscono questi retroscena non si capisce la vicenda attuale. Quindi è difficile distinguere il giornalista dal politico sopratutto quando si parla della propria realtà.  Con un pregresso del genere come essere sicuri che vi sia serenità nel giudizio da parte del giornalista – politico o ex politico? Sembra un “refrain” di quello che succede con Positanonews da parte del Vescovado. Anche in questo caso è giusto che i lettori di ambo le parti sappiano che Emiliano Amato ha cominciato con Positanonews a scrivere su un giornale online nella sezione Ravellonews . Positanonews era già esistente 14 anni fa, è uno dei primi giornali quotidiani online  nativi digitali d’ Italia, con tanto di registrazione specifica al Tribunale di Salerno. Quindi ha mosso i suoi primi passi con noi, e lo ringraziamo, come ringraziamo i tanti che hanno collaborato con noi anche se hanno preso strade diverse. E anche contro di noi continuamente ci sono attacchi , secondo noi, fuori luogo, infatti anche grazie a noi ha realizzato un sito , ora passato nella mani di una società di Maiori,  che non solo continua a seguirci e a imitarci anche nel nome. Per una questione di età siamo noi che abbiamo tracciato il solco e altri lo hanno seguito sul territorio.  Per una questione di età conosciamo anche vari retroscena di cui nessuno parla. Senza entrare nel merito della vicenda è giusto che qualcuno lo dica per comprendere almeno una delle possibili chiavi di interpretazione di una vicenda che sta poi ai lettori valutare. Difficile avere serenità e dire le cose con obiettività visti questi pregressi in campo politico  che vi sono stati.  Quando qualcuno ha detto che ci dovevano far fuori, termine gravissimo, noi non ci siamo aggrappati alle richieste di solidarietà a mezzo  mondo della stampa, che subisce minacce ben più serie, da quelle camorristiche a quelle dei licenziamenti, come per i colleghi de La Città,  ne nessuno ci ha mai dato solidarietà ne la abbiamo chiesta a tutti , anche se la minaccia era simbolicamente grave secondo noi, come tanti che ci hanno promesso di farci fuori, nessuno ha manifestato. Se si scrive con continenza ed oggettività con tanto di documentazione , liberandosi da vicende personali che potrebbero pregiudicarne la valutazione , non si può temere nulla. Se verrà davvero minacciata la libertà di stampa saremo i primi a difenderla, chiunque ne sia minacciato.

Michele Cinque

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