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Positano, Istituto L. Porzio: a causa sciopero domani servizio a rischio. Ecco il perché

Positano, Costiera Amalfitana. L’Istituto Comprensivo “Lucantonio Porzio” a causa dello sciopero di domani 27 gennaio, non potrebbe assicurare il regolare svolgimento del servizio. La mobilitazione nella scuola di Praiano e Positano, sarà ovviamente a discrezione dei docenti e/o dei collaboratori scolastici, che aderiranno allo sciopero indetto dal comparto Scuola Cobas e Anief.

Perché si sciopera domani?

Domani la protesta sarà contro la regionalizzazione della scuola, contestando il “federalismo scolastico” che verrebbe attuato in seguito alle consultazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, riguardo alle richieste di Lombardia, Veneto e Lombardia: tali decisioni riguarderebbe le scuole di ogni ordine e grado, università comprese. Docenti e personale ATA sono contro questo progetto e non vogliono che venga approvato.

Unicobas, nel comunicato per indire lo sciopero della scuola del 27 febbraio 2019, usa parole dure: “No a differenziazioni di qualità fra le regioni! No alle gabbie salariali! No all’esame di stato invalsizzato! No all’alternanza scuola-ignoranza”. “C’è uno strano silenzio sulla volontà della Lega di regionalizzare l’istruzione e diversi altri servizi pubblici – tuona Marcello Pacifico, Presidente nazionale di Anief –: il popolo della scuola non si fida e domani ha l’occasione giusta per manifestare il proprio dissenso contro la secessione dei ricchi, ma anche per chiedere aumenti stipendiali legati all’inflazione cresciuta a dismisura negli ultimi dieci anni, per la riapertura delle GaE, per la difesa dei ruoli assegnati con riserva ai docenti che hanno superato l’anno di prova, per l’avvio di una fase transitoria che preveda finalmente l’immissione in ruolo dei precari docenti e Ata con tre anni di servizio”.

“Se il progetto della Lega dovesse passare – dice Pacifico – ci ritroveremo presto con un’istruzione di serie B in termini di risorse, strutture e servizi. Con altissime possibilità di ritrovarci anche le gabbie salariali, con stipendi differenti in base alla regione di lavoro, anche se col fondato rischio di ripartire con gli scatti da zero per chi è di ruolo e con l’obbligo comunque di svolgere più ore di lavoro. Visto che è il modello di Trento a governare è questo che bisogna aspettarsi”.

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