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Milan assalto al terzo posto -Gattuso prudenza e realismo foto

Rino Gattuso preferisce andare cauto. Step by step, passo dopo passo, senza correre e senza strafare. Inutile chiedergli ogni volta cosa accadrà dopo una partita che deve essere ancora giocata. Il suo Milan è impegnato in campionato in una rimonta già concretizzata ma ancora da completare con successo. Il quarto posto va «blindato» facendo l’en-plein nelle prossime 3 gare (Empoli e Sassuolo a San Siro, Chievo fuori) che consentirebbe ai rossoneri di arrivare al derby (17 marzo) ancorati da soli al quarto posto. Una bella base di partenza lanciare l’assalto decisivo al terzo posto dell’Inter. Terza con 4 punti di vantaggio sul Milan, la squadra di Spalletti è già da tempo nel mirino e non ci sono dubbi sul fatto che si possa approfittare di questo eccellente momento per confermare o addirittura migliorare il rendimento. Proprio lo scontro diretto potrebbe sancire un eventuale aggancio o, addirittura, un clamoroso sorpasso (l’ultima vittoria rossonera risale a Mihajlovic (3-0, 31 gennaio 2016). Il calendario di Spalletti appare più ostico rispetto a quello di Gattuso. Le due trasferte consecutive sono di scena a Firenze e a Cagliari. In casa è attesa la Spal.
COPPE. In queste 3 settimane di autentica passione Milan e Inter dovranno battersi anche nelle rispettive Coppe di appartenenza. Già martedì Gattuso dovrà fare nuovamente visita alla Lazio nell’andata della semifinale-bis che un anno fa vede prevalere Rino dopo 210′ senza reti. All’Olimpico decisero i rigori. Il Milan, quindi, ritrova i quartieri alti della classifica con la possibilità di centrare un obiettivo concreto come la Coppa Italia. Per Rino Gattuso sarebbe un’importante rivincita dopo aver perso (malamente, 0-4) nell’epilogo contro la Juventus. E intriga non poco la possibilità di mettere in bacheca un trofeo, a maggior ragione dopo l’eliminazione di diverse big.
Gattuso in questo modo potrebbe emulare i suoi predecessori che al loro esordio a tempo pieno sulla panchina rossonera arricchirono la bacheca con un trofeo. Si tratta di Sacchi (Scudetto), Capello (Scudetto), Zaccheroni (Scudetto), Ancelotti (Champions League e Coppa Italia) e Allegri (Scudetto e Supercoppa d’Italia).ANNO NUOVO… Del resto il 2019 non poteva iniziare in maniera migliore per Rino. Sconfitto (0-1) nella Supercoppa d’Italia conquistata dalla Juventus, malgrado una buona prestazione, il tecnico rossonero ha conquistato la semifinale di Coppa Italia eliminando Sampdoria e Napoli. In campionato lo «score» è di grandissima qualità: 3 vittorie e 2 pareggi; 9 reti segnate, solo 2 subite. Fino a prova contraria (pareggio o sconfitta) il Milan non si cambia. Almeno nella lotta Champions League. Eventuali defezioni saranno medicate nel modo meno invasivo possibile. Solo martedì in Coppa Italia sono previste variazioni sul tema. Ma, in realtà, si tratta la sfida dell’Olimpico viene considerato il…primo tempo di una lunga sfida che potrebbe durare, come un anno fa, addirittura 210′ se si andasse ancora una volta ai supplementari.

DIFFERENZE. Rispetto agli anni scorsi si è visibilmente ridotto il gap in classifica fra Milan e Inter. Un anno fa Spalletti conquistò in extremis il quarto posto (l’ultimo per la Champions League) infliggendo ancora 8 punti di distacco al collega e amico Gattuso. Con un sesto posto conquistato con affanno, dopo un’altra stagione stravolta dalle bufere. In campo e non. Subentrato a Montella (27 novembre 2017), Rino dovette raddrizzare la rotta del Milan che rischiava di andare alla deriva in campionato, con la società che iniziava a fare acqua da tutte le parti. Dopo un anno è tutto cambiato. Tranne (per fortuna) Gattuso…

LA VIGILIA PAROLE CHIARE E SINCERE
Qui Gattuso, prudenza e realismo «Guai a sottovalutare l’Empoli»
«Sono preoccupato, con Iachini  hanno cambiato assetto, giocano in verticale e si difendono bene»

Rino Gattuso non si fida. Non tanto del suo Milan, ma del pianeta calcio. Dove vive intensamente dall’età 10 anni, ma che non smette mai di stupirlo, spesso negativamente. Quindi non fate complimenti a Ringhio. Non gli piacciono, rischiano di creare distrazioni e illusioni. Quindi delusioni. «La vivo male questa cosa, non voglio nessun complimento – ha spiegato -. Devo ringraziare i miei giocatori: io e il mio staff proponiamo ma è importante che la squadra stia bene, sta facendo cose importanti. Faccio questo lavoro perché mi piace e perché credo di saperlo fare, non devo sentirmi dire “bravo bravo”. Certe volte massacrano allenatori che hanno vinto tanto. Mourinho, Ancelotti, Allegri…: il calcio è così. Ci sono tanti tifosi da tastiera, bisogna pensare al lavoro, è necessario crescere giorno dopo giorno e non dare retta a chi scrive e chi parla».
DERBY. Quindi è inutile fare tabelle e previsioni. Gattuso non ci sta. «No, non dobbiamo pensare al derby, dobbiamo essere bravi a trovare la massima concentrazione – ha ammonito -. Contro l’Empoli voglio lo stesso atteggiamento visto nei primi minuti col Cagliari (Milan in vantaggio per 2-0 dopo appena 22′ di gioco; ndr) anche se ci sono delle situazioni da migliorare». Quali? La domanda è legittima, la risposta pronta. «Contro l’Atalanta avremmo potuto avere un approccio diverso – ha confessato Gattuso – e sul 3-1 potevamo gestire meglio un vantaggio importante ma non ancora decisivo».IRONIA. «La formazione? Me la fa mia moglie!» ha puntualizzato Rino rispondendo a una provocazione che voleva avere un significato di più ampio respiro… Comunque ha precisato che si trattava di una battuta. Anche se le recenti vicende che hanno coinvolto Icardi e la sua consorte/procuratrice hanno evidenziato alcune contraddizioni. Per fare chiarezza assoluta sulla sua concezione di calcio al femminile Gattuso ha anche puntualizzato «che parlo spesso con donne preparatissime, come ad esempio Carolina Morace, il coach delle Women rossonere». Parole chiare, oneste, senza troppi giri.

PERICOLO. Ma, battute a parte, bisogna affrontare l’Empoli con grande attenzione e prudenza. «Da parte mia c’è grande preoccupazione – ha spiegato Gattuso -. L’Empoli ha cambiato modulo tattico, abbina qualità tecniche ad una fase difensiva molto interessante. Lo ripeto: partite facili in questo campionato non esistono, la crescita deve venire da questo tipo di partite. Spero che questa partita non venga sottovalutata, sarà una prova molto molto difficile per noi. Iachini prepara molto bene le partite, quando è subentrato (ad Andreazzoli; ndr) ha “rigirato” la squadra come un calzino, ha cambiato assetto tattico. Quando può l’Empoli gioca in verticale, crea preoccupazioni».
Che Milan dobbiamo aspettarci contro l’Empoli? «Quando si ottengono risultati è difficile cambiare. Ma bisogna dare a tutti opportunità importanti. Vedremo in Coppa Italia… La cosa più importante è non perdere entusiasmo, l’allenatore deve tenere conto di tutto questo».

fonte:corrieredellosport

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