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Lazio fuori -Siviglia piu’ forte

Lulic (16’pt) cade dopo un fallo di Mercado: alla Lazio manca il rigore e il rosso al giocatore del Siviglia lapresse

Niente remuntada a Siviglia Finisce 2-0 per gli spagnoli tra errori clamorosi dell’arbitro ma anche dei laziali

Ben Yedder e Sarabia non perdonano A Lulic manca un rigore (più rosso) sullo 0-0

Troppo forte il Siviglia, figuriamoci se in campo europeo si aggiunge il solito arbitraggio vergognoso. Lazio eliminata e danneggiata. Un “aiutone” al Ramon Sanchez Pizjuan per gli spagnoli, sorretti dal fischietto inglese quando erano sul punto di rischiare la qualificazione agli ottavi. Due momenti chiave. Un rigore tolto a Lulic e il cartellino rosso abbonato a Mercado al 18′ del primo tempo. L’episodio, tre minuti prima del gol di Ben Yedder, ha indirizzato la partita. L’espulsione di Marusic, al 21′ della ripresa, l’ha chiusa, ristabilendo la parità numerica e cancellando le speranze di rimonta della Lazio, a quel punto padrona del campo e in undici contro dieci. Il Siviglia aveva perso Franco Vazquez per somma di ammonizioni. Le occasioni fallite da Acerbi, Correa e Immobile. La Lazio, che Inzaghi aveva corretto poco dopo l’intervallo con il cambio di modulo (fuori Patric e 4-3-1-2 con El Tucu trequartista), stava dando la sensazione di poter pareggiare e costruire il sorpasso nell’ultima mezz’ora. L’illusione è durata poco, appena sei minuti, anche perché la squadra biancoceleste ha pagato i propri limiti, legati alla condizione fisica precaria di diversi big, al livello scarso di alcune alternative e alla mancanza di personalità di un paio di titolari, su tutti Marusic, senza coraggio nel primo tempo e ingenuo nell’occasione in cui si è fatto cacciare da Taylor “sbracciando” su Roque Mesa. Poco per giustificare il rosso diretto ma quel movimento, disinteressandosi della palla e andando a cercare il regista del Siviglia, ha consentito all’arbitro di infierire, rovinando le ultime possibilità della Lazio.

TROPPI KO. A dodici minuti dalla fine è arrivato il raddoppio di Sarabia, abilissimo a costruire e finalizzare l’azione rifinita da un gioiello di Jesus Navas. Il trequartista, vera chiave tattica di Machin, era entrato nell’azione del primo gol ed è stato il migliore in campo dopo la prova da protagonista all’Olimpico. Ha fatto la differenza nei 180 minuti con Ben Yedder. Si è chiusa male la campagna europea di Inzaghi: 5 sconfitte su 8 partite rappresentano il peggior bilancio per la Lazio tra le recenti partecipazioni all’Europa League. Il terzo ko consecutivo in una settimana, dopo Marassi, non è un bel segnale a pochi giorni dalla semifinale di Coppa Italia con il Milan e dal derby con la Roma. La flessione di Radu e Lulic dopo 60-70 minuti è stata evidente, Badelj non è apparso brillante come a Genova, Immobile non sta bene e non segna più, Milinkovic è appena rientrato. Inzaghi avrà poco tempo per recuperare la fatica e qualche altro giocatore. Irritante Correa, ingiustificabili le proteste di Patric, sostituito a inizio ripresa e inseguito dal tecnico negli spogliatoi. Imbarazzante Durmisi. Le risposte buone sono arrivate da Cataldi e da Romulo, due su cui si può contare per allargare il ventaglio delle soluzioni, ma anche dal cambio di modulo. Il coraggio paga.

CONTRASTO. Senza lo squalificato Banega, Machin aveva perso per infortunio dopo cinque minuti Escudero, sostituito da Quincy Promes. Roque Mesa vertice basso del centrocampo, ma la rotazione dei tre mediani era costante. Sarabia si aggiungeva ai due attaccanti, Franco Vazquez diventava il secondo mediano in costruzione. Inzaghi aveva studiato meglio le contromisure e il centrocampo, rispetto all’andata, era meno passivo. Contrastava subito per evitare le ripartenze. L’apporto dinamico di Cataldi, il più preciso con la palla, rappresentava la diversità. Venti minuti buoni ma la partita è girata quando Taylor non ha concesso il rigore per l’entrata di Mercado su Lulic, solo davanti a Vaclik. Era una chiara occasione da gol e ci sarebbe stato il cartellino rosso, l’arbitro inglese ha lasciato proseguire. La Lazio subito dopo si è ritrovata sotto in modo ingenuo. Una palla persa da Milinkovic, Sarabia è andato al tiro facile. Strakosha ha respinto la palla sul destro di Ben Yedder, tenuto in gioco da Patric. Tocco a porta vuota e gol. La Lazio è rimasta aggrappata alla partita, ha continuato a giocare e ci ha creduto, almeno sino al rosso di Marusic. Fuori dall’Europa, ma ancora in corsa per due obiettivi stagionali, a patto di ritrovarsi sul serio.

fonte:corrieredellosport

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