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Vico Equense / Sorrento . Antonietta Cavallaro poteva essere salvata? Parte inchiesta per omicidio colposo

Vico Equense / Sorrento . Antonietta Cavallaro poteva essere salvata? Parte inchiesta per omicidio colposo Che cosa ha compromesso irrimediabilmente le condizioni di salute di Antonietta Cavallaro? Quale relazione c’è tra la colecistectomia cui la donna è stata sottoposta nell’ospedale di Vico Equense e la perforazione dell’intestino evidenziata dalla tac eseguita, in un secondo momento, nel nosocomio di Sorrento? Intorno a questi due quesiti ruota l’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata sulla morte della 66enne di Casola, scrive Ciriaco Viggiano de Il Mattino di Napoli . Una vicenda drammatica per la quale risultano indagati sei medici in servizio presso gli ospedali riuniti della penisola sorrentina.
L’IPOTESI
L’ipotesi formulata dai magistrati è quella di omicidio colposo. Ieri la prima svolta nell’indagine con la notifica degli avvisi di garanzia. Destinatari 4 chirurghi e 2 anestesisti alle cure dei quali Cavallaro è stata affidata prima di morire. Si tratta, in sostanza, di due équipe. La prima è quella che, il 10 gennaio scorso, ha asportato la colecisti alla donna nell’ospedale «De Luca e Rossano» di Vico Equense: un intervento che sembrava aver dato buon esito, ma in seguito al quale la paziente ha cominciato ad avvertire forti dolori all’addome che ne hanno imposto il trasferimento a Sorrento. Il secondo team di medici è proprio quello dell’ospedale «Santa Maria della Misericordia», dove Cavallaro è stata sottoposta alla tac addominale che ha evidenziato una sospetta perforazione dell’intestino. Di qui l’intervento di riparazione dell’organo, seguito dal ricovero in Rianimazione e dalla morte, sopraggiunta giovedì.
Ora sarà l’autopsia a chiarire la dinamica del decesso. Martedì mattina, infatti, il sostituto procuratore di Torre Annunziata Antonio Barba conferirà al medico legale l’incarico di eseguire l’esame sulla salma della 66enne, ora a disposizione dell’autorità giudiziaria nell’obitorio del cimitero di Castellammare. Con ogni probabilità il magistrato chiederà all’esperto di fare luce innanzitutto sulla colecistectomia cui Cavallaro è stata sottoposta.
L’intervento, uno delle centinaia che vengono eseguiti ogni anno negli ospedali riuniti della penisola sorrentina, è durato circa un’ora e mezza ed è stato eseguito in laparoscopia. Al termine, i chirurghi hanno pure rassicurato i familiari di Cavallaro: «È andato tutto per il verso giusto». Eppure la donna ha ben presto cominciato ad accusare un forte malessere: possibile che già si trattasse della perforazione dell’intestino, riscontrata due giorni più tardi a Sorrento? In questo caso, a provocarla è stato un errore medico?
LA DINAMICA
L’autopsia dovrà chiarire anche la relazione tra il secondo intervento, quello di riparazione intestinale, e il precipitare delle condizioni della Cavallaro, intubata per le 24 ore precedenti la morte. La magistratura, dunque, dovrà vederci chiaro, anche sulla base della cartella clinica della 66enne che i carabinieri della compagnia di Sorrento hanno già provveduto a sequestrare. In prima linea c’è anche l’Asl Napoli 3 Sud, pronta ad affidare a una commissione di esperti il compito di approfondire la dinamica della morte della Cavallaro.

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