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Sorrento: Housing Sociale – Oggi l’udienza decisiva al Tar sull’ex Apreamare

 Housing sociale ex Apreamare, la battaglia ricomincia davanti ai giudici del Tar. Come scrive Metropolis, ci sarà oggi l’udienza chiave sul ricorso presentato da alcuni residenti del rione Santa Lucia e dall’associazione ambientalista Vas. Il progetto ideato dall’ingegnere Antonio Elefante è sotto la luce dei riflettori da mesi e nonostante il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Sorrento l’intervento fa discutere.

Dai ricorrenti viene contestata tutta la nuova procedura semplificata che ha consentito alla società Aldebaran – che ha proposto la riconversione del fabbricato ex Apreamare – di ottenere una nuova autorizzazione per i lavori. In un primo momento, vennero mosse perplessità sul presunto mancato rispetto delle distanze dai fabbricati adiacenti. Il progetto venne rimodulato dall’ingegnere Elefante che successivamente ha ottenuto il benestare sia della Soprintendenza sia del Comune di Sorrento. Ai giudici del Tar, i ricorrenti chiedono l’annullamento di tutti gli atti rilasciati a favore di Aldebaran ed Elefante. Perché sarebbe necessario innanzitutto un nuovo procedimento amministrativo. E poi, sempre stando alle tesi del legale dei residenti, tra le cause principali che impedirebbero l’avvio dei lavori, pure il mancato rispetto del limite delle altezze che lo strumento urbanistico fissa in 14 metri. Per Esposito, il complesso vanta un’altezza superiore, di oltre 17 metri. Non solo. La commissione trasparenza del Comune presieduta dall’ex sindaco Fiorentino ha preso atto che nella vicina Sant’Agnello, per l’housing sociale in corso d’opera, e varato sempre da Elefante, in una zona urbanistica uguale a quella di Sorrento, per ottenere il permesso lo stesso progettista ha dovuto rivedere al ribasso l’altezza del fabbricato e portarla – come chiesto dalla Soprintendenza – a 14 metri. Dal canto suo, l’ingegnere ritiene infondate le criticità mosse da Esposito. Senza dimenticare che il Wwf Terre del Tirreno, attraverso il presidente Claudio d’Esposito, ha inviato un dossier al ministro dell’ambiente Sergio Costa, al Guardasigilli Alfonso Bonafede e alla Soprintendenza di Napoli chiedendo accertamenti.

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