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Scala, Progetto Scala: “ecco la verità sulla questione valloni”

La questione valloni resta un tema aperto e scottante per il territorio di Scala. La problematica ambientale, segnalata dal gruppo di minoranza “Progetto Scala”, è stata discussa nel consiglio comunale dello scorso 30 novembre, in una seduta accesa, in cui la maggioranza di “Scala che cambia” non ritiene il problema allarmante, accusando i colleghi consiglieri di minoranza di aver diffuso inutili allarmismi. Dopo circa un mese da quel consiglio comunale, Progetto Scala ha diffuso nei giorni scorsi una brochure in cui affronta l’argomento in questione, portando gli sviluppi sulla vicenda.

“Questione valloni: ecco la verità

Il giorno 28 settembre 2018, dando seguito alle numerose segnalazioni da parte di alcuni cittadini abbiamo interrogato il Sindaco chiedendo delucidazioni e spiegazioni inerenti all’annosa problematica relativa alla grave situazione in cui versano alcuni valloni del nostro territorio.
In località Santa Caterina e Senite oltre alla presenza di materiali di risulta e rifiuti ingombranti di diverso tipo, abbiamo rilevato una grave situazione dovuta alla naturale erosione dei versanti nonché a fenomeni di disboscamento incontrollato e mancanza di manutenzione del territorio boschivo. Inoltre abbiamo chiesto spiegazioni anche in merito alla mancanza di un sistema di videosorveglianza che garantirebbe la tutela delle proprietà dei nostri cittadini.

Dopo più di un mese, visto il continuo ignorarci da parte del nostro Sindaco, abbiamo deciso di segnalare la problematica anche al Sindaco di Atrani, sollecitando il suo interessamento visto che tali fenomeni mettono a serio rischio soprattutto la popolazione atranese (E’ indelebile il ricordo della sciagura del settembre 2010).

Finalmente il 30 novembre è stato convocato il Consiglio Comunale, durante il quale il Sindaco ha dichiarato che la situazione non era affatto allarmante e che anzi l’allarmismo lo avevamo sollevato noi con le nostre segnalazioni. Dopo aver fatto tale precisazione, ci ha informato che comunque SAREBBERO STATI ADOTTATI DEI PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DI ALCUNI CITTADINI LE CUI PROPRIETA’ CONFINANO con gli alvei del fiume Dragone e sono occupate da rifiuti di vario genere.

Per quale motivo si è deviata l’attenzione soltanto sulla ipotetica presenza di rifiuti nelle proprietà private?

Per quale motivo si è trascurato il grave problema dei fenomeni di erosione naturale dei versanti, di disboscamento incontrollato e della mancanza di un sistema di videosorveglianza?

Secondo voi in 10 anni la soluzione era quella di adottare provvedimenti nei confronti di innocenti proprietari dei fondi o di controllare e monitorare a valle chi realmente ha causato tutto ciò?

Abbiamo ritenuto opportuno distribuire questa brochure poiché TUTTI DOVETE SAPERE in che verso sta andando la nostra azione politica, e non dare per buono e per vero tutto ciò che viene detto in giro.
Addirittura qualcuno ha avuto il coraggio di etichettarci come prepotenti ed arroganti per aver segnalato tale problematica, accusandoci anche di aver alzato un polverone con tanto di ripercussione su alcuni cittadini!!!

La cronistoria appena fatta testimonia che non è affatto così… Ovviamente quando si va alle strette qual è l’unica strategia da adottare??? LA MACCHINA DEL FANGO!!!

Un’amministrazione del fare dovrebbe risolverli i problemi e non addossarli ai privati o alla minoranza.

Consigliamo però di andarci piano con le illazioni e le accuse poiché potrebbero portare ad ulteriori destabilizzazioni…

Invitiamo i cittadini, invece, ad iniziare a porsi delle domande sul perché non vengano adottate soluzioni e non vengano presi dei provvedimenti anziché buttare fango su chi prova a fare chiarezza e ridare senso civico alla nostra comunità.”

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