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Salerno Tassa di soggiorno, evasi 450 mila euro. Controlli anche in Costiera amalfitana, ma il problema sono abusivi

Caccia agli evasori della tassa di soggiorno, a Salerno  nei guai 24 gestori di hotel, affittacamere e bed and breakfast nel capoluogo. Per il mancato versamento della imposta scatta la denuncia alla Procura della Repubblica.  La tassa di soggiorno non sempre viene riscossa o dichiarata, di recente Positanonews ha parlato di Sorrento e della Penisola Sorrentina, dove ci sono stati anche risvolti penali, quindi la situazione è seria. Mentre a Sorrento sono finiti sotto inchiesta in tanti, in Costa d’ Amalfi ancora niente, Positano è al primo anno e non fa testo, ci sono poi Praiano, Ravello, Maiori, tantissime attività e gli introiti non sembrano sempre corrispondenti alla massa enorme di persone che arrivano in Costiera amalfitana, anche se alcuni albergatori, sentiti da Positanonews, dicono che il problema sono anche gli abusivi che quindi falsano questi dati, essendo abusivi dunque non pagano neanche la tassa di soggiorno, e quel che è peggio tolgono case ai residenti e abbassano l’indice di fabbricabilità, ma questo è un discorso già affrontato, persone che vanno a Tramonti, Pogerola, Agerola , che pure sta crescendo . Parliamo della vicenda di Salerno come riporta il Mattino di Napoli . È la svolta nelle indagini degli agenti del nucleo antievasione tributaria della Polizia municipale. Sono 17 i titolari delle strutture ricettive che devono rispondere di peculato per aver incassato la tassa di soggiorno che gli ignari clienti avevano versato. I vacanzieri avevano pagato la tassa, che a Salerno non supera i 3 euro, ma i gestori dei bed and breakfast o delle affittacamere non avevano versato niente. Per altri 7 gestori è scattata anche la denuncia per l’omessa comunicazione alla Questura dei dati relativi alle persone ospitate e per la mancata esibizione della documentazione attestante l’avvenuta comunicazione. I fatti contestati risalgono al periodo tra gli anni 2017 e 2018.
L’EVASIONEScoperta una evasione di 450mila euro che fa riferimento alla omissione di versamenti negli ultimi due anni da parte di 24 strutture ricettive, tra cui anche due alberghi a quattro stelle del capoluogo. È come se oltre 150mila turisti avessero dormito una notte a Salerno senza lasciare alcuna traccia del loro passaggio nelle casse del Comune. Eppure i turisti avevano pagato regolarmente l’imposta di soggiorno secondo regolamento comunale. Al lavoro una vera e propria task force del nucleo antievasione tributaria della Polizia municipale in collaborazione con l’ufficio Tributi del Comune. Ma per i titolari delle strutture ricettive scatta anche la denuncia alla Procura per peculato. Il mancato versamento della tassa di soggiorno, secondo una recente sentenza della Cassazione, configura il reato di peculato in quanto i gestori delle strutture ricettive che incassano l’imposta degli ospiti sono equiparati ad agenti contabili. «L’attività è ancora in corso fa sapere il comandante dei vigili urbani, Antonio Vecchione le denunce scattano a seguito di indagini molto attente che hanno scoperto una maxi evasione».
LE VIOLAZIONINel corso delle ispezioni nelle strutture ricettive sono emerse 45 violazioni amministrative, come il mancato versamento dei diritti Siae, che hanno fatto scattare verbali per un importo di 15mila euro. Scoperti negli affittacamere e nei bed and breakfast anche tre lavoratori in nero senza copertura assicurativa e contributiva. A quanto si apprende, gli agenti dell’antievasione avrebbero messo nel mirino almeno altre 150 strutture ricettive su cui sono in corso accertamenti. Dalle indagini avviate a luglio scorso dagli agenti del nucleo coordinato dal capitano Mario Elia, è emerso che i 17 titolari di affittacamere e bed and breakfast, oltre a due alberghi a 4 stelle, non versano dal 2017 la tassa di soggiorno pagata dai turisti. I periodi di vacanza a cui si fa riferimento sono prevalentemente quelli della manifestazione di Luci d’artista, quindi in stagione autunnale e invernale. Scoperto anche un affittacamere che metteva su siti internet specializzati offerte di pernottamento in una stanza per 500 euro a famiglia.
I NUMERISono state passate al setaccio oltre 100mila fatture da cui è emerso l’omissione sulla tassa di soggiorno dall’anno 2017. I 450mila euro non pagati dai titolari delle strutture ricettive denunciate sono stati recuperati. L’attività di recupero della tassa di soggiorno fa registrare i primi frutti. Nel corso del 2018 il Comune di Salerno ha incassato 1.004.439 euro, in forte incremento rispetto al 2017, quando si incassarono 730mila euro, e al 2016, quando l’incasso della imposta per i vacanzieri non superava i 487 mila euro. Le indagini scattano prima dell’estate. All’elenco dell’ufficio Tributi risalente ai primi di agosto, in cui erano indicati i nomi e gli indirizzi di 140 bed and breakfast e affittacamere, si era aggiunta il 19 agosto una ulteriore lista di 60 alberghi e strutture ricettive non regolarizzate sul versante dei pagamenti della tassa di soggiorno.

Commenti

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  1. Scritto da Giuseppe 1

    Chi di spada ferisce, di spada perisce.
    Questa tassa di soggiorno è una vergogna, un abuso, una indecenza.
    Quello che avviene attorno a questa richiesta di elemosina, peculato compreso, è prodotto appunto da chi impone una legge facoltativa.
    Non è giusto chiedere elemosine a chi porta economie e, il turismo con la T maiuscola non si fa col cappello in mano.
    A quelli che prima pubblicizzano i nostri luoghi, poi chiamano “graditi ospiti” quelli che rimangono bloccati nel traffico in penisola e in Costiera….ma con quale coraggio pretendete questa tassa. Pensateci.