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OGGI IL SALUTO AD ANGELO DE ANGELIS, IL SINDACALISTA DI TUTTI

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Il saluto ad Angelo De Angelis, scomparso ieri dopo una breve malattia.

Bandiere a mezz’asta davanti alla sede della Cgil in Via Manzo a Salerno. Per tutto il pomeriggio di ieri, alla camera ardente per Angelo De Angelis, si sono avvicendati migliaia di lavoratori, amici, compagni del sindacato, avversari. Una parola di cui Angelo non conosceva nemmeno il significato: uomo leale, mediatore concreto, persona disinteressata, lui aveva un sorriso per tutti. Con quel sorriso sincero si aprivano tutte le porte e si intavolavano tutte le trattative, anche quelle apparentemente impossibili. E- credeteci- non sono frasi di circostanza: potrebbero testimoniarlo centinaia di operai. Da ultimi, i lavoratori del settore rifiuti che era riuscito- insieme ad altri fidati collaboratori in Cgil- a far stabilizzare lo scorso mese di settembre, dopo anni di precariato.

Angelo De Angelis era così. Un sindacalista che non sapeva cosa fosse il tornaconto personale ed un uomo della gente e per la gente, nel senso buono però. Angelo, infatti, non soffriva di “gentismo”, ovvero quell’affezione demagogica e populista che spesso avvolge i sindacalisti e travolge il mondo politico. Per lui tutti avevano pari dignità ed erano uguali: ne sia dimostrazione la pace tra l’arcivescovo di Salerno, Mons. Moretti, ed i portatori delle statue dei Santi (lui stesso era un paranziere) dopo la drammatica processione del 2014. Senza di lui, la composizione di quella frattura sarebbe stata più lunga e laboriosa.

De Angelis, che ad ottobre nonostante stesse già combattendo il male che lo ha portato via ha voluto affrontare il congresso della Cgil funzione pubblica che lo ha confermato leader a Salerno, avrebbe compiuto 60 anni a settembre.

Qualcuno ha scritto, tra i tanti messaggi sui social o detto davanti al suo feretro, che continuerà ad aiutare chi ha bisogno anche lungo la strada del viaggio che ha intrapreso ieri all’alba. A noi cronisti per i quali era un punto di riferimento sicuro, ai giovani colleghi del sindacato come ai vecchi compagni restano il rimpianto ma anche l’esempio.

Alle 15.30, in Cattedrale a Salerno, l’ultimo saluto.

ANDREA SIANO LIRATV

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