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Napoli. Gino Sorbillo attaccato da Selvaggia Lucarelli sulla vicenda della bomba risponde a tono e le dedica una sua pizza

Selvaggia Lucarelli, opinionista e giornalista dalla penna pungente, ha commentato duramente la vicenda della bomba alla nota pizzeria Sorbillo di Napoli, esprimendo delle perplessità su quello che è accaduto e su come è stato raccontato. Vediamo alcuni dei passaggi di quanto scritto dalla Lucarelli a proposito della vicenda della bomba alla pizzeria Sorbillo: “Ho approfondito su Fatto la storia della bomba e delle intimidazioni a Gino Sorbillo e alla sua pizzeria e ho scoperto che non tutto torna, dalle sue bugie sul precedente incendio che non era affatto doloso come racconta a una serie di passaggi nella narrazione di un uomo vittima della camorra, ma anche del suo egocentrismo. La bomba esplosa davanti alla mitica pizzeria di Gino Sorbillo è un fatto grave, che ha giustamente smosso procure, stampa e solidarietà. Tuttavia, proprio perché la camorra è una cosa seria e le parole lo sono altrettanto, c’è una serie di passaggi nella narrazione di questa vicenda che mi lascia molto perplessa e che ha che fare col modo in cui lo stesso Sorbillo e la stampa hanno raccontato il tutto. Partiamo dalla questione “bomba”. Si è letto ovunque “Bomba esplode davanti alla pizzeria Sorbillo”, “Bomba devasta”, “Bomba distrugge”. Lo stesso Sorbillo dice “bomba” e “ordigno esplosivo”, parla di danni per migliaia di euro, esibisce a favore di flash il cartello “Chiuso per bomba” a poche ore dall’accaduto (cartello scritto mentre le telecamere lo riprendevano) e afferma che il boato ha svegliato “tutto il centro storico di Napoli”. La bomba era in verità una bomba carta, un qualcosa di un po’ più grosso e potente di un petardo. Non esattamente una bomba. Questo non rende meno grave il messaggio, ma di sicuro gli effetti. Tant’è che i danni sono stati molto contenuti. Il locale non è stato né distrutto né devastato. E’ stata danneggiata una saracinesca e poco più. Il vigilante che era all’interno, vicinissimo alla porta (come si vede in uno dei video diffusi), non si è fatto neppure un graffio. Il cartello “chiuso per bomba, riapriremo presto” esibito in foto da Sorbillo poi, è quantomeno ambiguo. Il locale era GIÀ CHIUSO da giorni per ristrutturazione, quindi non è vero che la causa della chiusura, quel 16 gennaio, sia stata la bomba. E non si capisce perché lanciare questo messaggio, visto che avrebbe riaperto presto e a fine lavori, come poi è stato. Passiamo alla parte più antipatica della storia. La notte stessa dello scoppio della bomba carta Sorbillo si precipita su Facebook e scrive: “Cinque anni fa MI HANNO INCENDIATO la pizzeria e ora anche la bomba!”. Poi ribadisce il concetto in varie interviste tv e stampa … Ma andando a cercare notizie sull’incendio avvenuto nell’aprile del 2012 che effettivamente danneggiò i locali della pizzeria, la verità sembra un’altra, e cioè che si sia trattato di un semplice CORTO CIRCUITO. Sia la polizia scientifica che i vigili del fuoco arrivarono alla medesima conclusione: incendio non doloso. Fonti vicine alla procura sostengono che quell’incendio non fu seguito neppure da una denuncia di Sorbillo, al massimo potrebbe esserci stata una relazione di servizio dei vigili del fuoco … nonostante si fosse parlato di camorra, no, l’incendio non fu colpa della camorra, ma di un quadro elettrico difettoso. Perchè, quindi, Sorbillo continua a dire che la bomba è la seconda intimidazione ai suoi danni della camorra? … Poi ci sono le dichiarazioni di Sorbillo sui mandanti di questa bomba, che subiscono vari aggiustamenti nei giorni. Prima dice che è stata la tifoseria organizzata, poi quelli che non hanno gradito la sua pizza contro il razzismo e in favore di Koulibaly, poi dice che la camorra vuole far vedere ai commercianti del quartiere chi comanda, poi che potrebbe essere una guerra tra bande, poi che hanno colpito lui perché lui è il simbolo della rinascita e della legalità a Napoli e lui è un ex carabiniere, queste cose le sa. Però specifica che nessuno gli ha mai chiesto il pizzo e nessuno l’ha mai minacciato. Insomma, una leggera confusione. Qualcuno comincia a storcere il naso e lo accusa di utilizzare toni troppo enfatici, per cui Sorbillo risponde ai detrattori “Se a Napoli ti mettono una bomba e lo denunci intensamente vuoi farti pubblicità”. Nel frattempo Sorbillo continua a postare sui social foto di se stesso col cartello “Aperti dopo la bomba”, a lanciare iniziative come la pizza gratis per tutti (nei mesi scorsi aveva lanciato sui social la pizza Fedez, la pizza No razzismo, la pizza Pino Daniele, la pizza No ai botti e così via, a seconda dell’anniversario e dell’evento mediatico del giorno). Racconta le telefonate che gli hanno fatto Cracco e Oldani, va ovunque in tv, riempie la pagina fb delle sue apparizioni e interviste. Posta le scene girati dalla videosorveglianza quella notte chiedendo di condividerli. Ma soprattutto, fa quello che ha lasciato perplesse parecchie persone, me compresa. Matteo Salvini va ad Afragola e Sorbillo, a due giorni dalla bomba carta, va in aeroporto a stringere la mano a Salvini. Cioè, non è Salvini che va nella sua pizzeria a portare solidarietà, ma è Sorbillo che va da lui. Il tutto con fotografo che immortala la scena mentre Salvini vestito da poliziotto stringe la mano a Sorbillo col camice da pizzaiolo, come se Sorbillo girasse per strada sempre così, certo, del resto mica è un manager, è un pizzaiolo. E l’altro mica è un ministro, è un semplice poliziotto. Un’immagine che racconta la perfetta, simile strategia di due uomini di comunicazione. Va aggiunto il particolare che Sorbillo è quello che anni fa, cavalcando un altro momento storico, si fece ritrarre davanti alla sua pizzeria con il cartello “Dopo gli insulti ai napoletani, in questo locale non sono graditi i leghisti”. Dopo qualche anno va a stringere la mano al ministro che cantava “Senti che puzza scappano anche i cani stanno arrivando i napoletani”. Insomma, Pizzaman sarà di sicuro vittima della camorra ma anche di un egocentrismo che rischia di offuscare – ed è un peccato – il messaggio positivo che il suo successo e la sua promozione della legalità lanciano in tutto il mondo…». Parole dure che colpiscono il famoso pizzaiolo, ancora profondamente turbato da quanto accaduto. Ma Sorbillo ha dimostrato ancora una volta la sua nobiltà d’animo, che caratterizza il popolo napoletano, ed ha deciso di replicare alle parole della Lucarelli. Lo ha fatto con un post sul suo profilo Facebook: «Ciao, Selvaggia. Spero, e speriamo tutti, che questo preoccupante episodio che ha preso di mira la mia pizzeria non resti impunito. Le indagini sembrerebbero giunte a buon punto. Nel frattempo, avendo letto il tuo articolo che mi ha visto protagonista, mi preme precisarti alcune cose. La mia pizzeria mostrava ben visibile all’esterno un cartello che indicava la chiusura di una settimana. Tale cartello è rimasto danneggiato nell’esplosione assieme alla tenda e ad alcuni collegamenti elettrici che si son dovuti ripristinare … In piena notte, colto dallo stupore e dallo spavento, avrei forse dovuto scrivere “Eravamo già chiusi e adesso, dopo un ordigno esplosivo riapriremo appena sistemeremo tutto”? Se avessi voluto aprire il giorno stesso dell’accaduto non avrei potuto farlo assolutamente per i motivi sopra elencati, e neanche il giorno dopo. Perciò, da quel momento in poi, il locale era chiaramente da ritenersi chiuso per un altro motivo sopraggiunto all’improvviso per opera di due balordi. Non ho rilasciato versioni contrastanti nelle interviste, come tu hai sostenuto. I giornalisti mi paventavano varie ipotesi (puoi immaginarlo) e ovviamente rispondevo che tutto poteva essere, anche se io che vivo quel difficile quartiere da bambino, avevo alcune mie considerazioni di cui ne ho parlato con gli inquirenti, così come ne ho sull’incendio di alcuni anni fa che sempre dall’ingresso della pizzeria si propagò a tutta la sala del piano terra. Le persone che mi seguono sui social non sono costrette a farlo da me. Ognuno di noi “vive” quello che ha saputo seminare. Sarò pure egocentrico ma credo, e te lo dico con molto rispetto e serenità, che anche tu lo sia. Ma poi… vorresti dire che la bomba sia stata silenziosa? Che non ha affatto svegliato tanti abitanti del centro storico? Vuoi per caso conoscere i nomi dei commerciati e dei residenti arrivati dopo un po’ anche dalle non vicinissime piazza Bellini e via San Sebastiano nel cuore della notte? Sostieni che i danni non sono stati ingenti – io non ho mai detto che erano ingenti, credo di ricordarlo bene – ma puoi almeno immaginare che vi siano danni morali e personali molto più importanti e devastanti? Secondo te per quale motivo, da quando andò a fuoco il locale, pago un vigilante per farlo presenziare nel mio locale tutta la notte ? Per un capriccio o per difendermi da altri incendi o da attacchi improvvisi della criminalità? Secondo te perché ho anche un contratto con un’agenzia di vigilanza che prevede tre passaggi notturni e la vigilanza video con la sala operativa? Così, per gioco? Inoltre, il Ministro degli Interni mi ha chiesto un incontro alla presenza del Prefetto di Napoli. Dovevo chiedere il permesso a qualcuno, visto che l’episodio grave era capitato a me? Forse sarà stato questo che ti ha portato a scrivere l’articolo accusatorio e a replicarlo in un post? Sappi che domenica 20 gennaio, alle 20:30, avrei dovuto ricevere in pizzeria Luigi Di Maio, e mi sono sentito anche con Maurizio Martina che mi esprimeva solidarietà come Matteo Salvini. È un problema? Selvaggia cara, non ho bisogno di fare certe cose per “pubblicizzarmi”, per fortuna godo della stima delle persone libere come me e come te. E non credo sia un problema il fatto che le persone si sono indignate e, sempre liberamente, si sono mostrate solidali e affettuose con me. Forse sarebbe più interessante analizzare un altro aspetto della vicenda, e cioè che alcuni commercianti del mio quartiere che “vivono” letteralmente sull’indotto turistico che ho creato da 25 anni a questa parte nella zona non mi hanno portato ne una parolina ne un semplice sguardo di solidarietà. In ogni caso ti ringrazio per aver scritto che “potrei offuscare il messaggio positivo che il mio successo e la mia promozione della legalità lanciano in tutto il mondo”. Ho tanti buoni propositi nel cuore, sono un Uomo, e vivo in una città che tanto amo, anche se talvolta è scenario di eventi difficili e sconcertanti. Un abbraccio». E, alla fine, Sorbillo ha deciso di dedicare una delle buonissime pizze a Selvaggia Lucarelli.

 

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