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Meta: Riparte il processo per i 5 ragazzi sullo stupro della turista nell’hotel

Meta. Turista stuprata a Meta, pronto a ripartire il processo a carico di cinque ex dipendenti del Mar hotel Alimuri.

Turista stuprata a Meta, pronto a ripartire il processo a carico di cinque ex dipendenti del Mar hotel Alimuri. Domani, al Tribunale di Torre Annunziata, entrerà nel vivo il dibattimento. Saranno ascoltati testimoni della Procura, che ha indagato sulla denuncia presentata dalla donna, Anna (nome di fantasia), la cinquantenne inglese che si è costituita parte civile. Sott’accusa ci sono Antonino Miniero, Davide Gennaro Gargiulo, Fabio De Virgilio, Raffaele Regio e Ciro Francesco D’Antonio. Hanno dai 23 ai 34 anni e sono di Vico Equense, Torre del Greco, Portici e Massa Lubrense. Finiti in cella, a Poggioreale, lo scorso 14 maggio, sono stati scarcerati il 24 ottobre dopo oltre cinque mesi di carcere preventivo. Sin dal primo momento si sono detti innocenti, hanno dichiarato che Anna era consenziente, che non le somministrarono la “droga dello stupro” mescolata in un drink e che i rapporti furono consenzienti.

La pensa diversamente il sostituto procuratore titolare del caso, Mariangela Magariello, che ha coordinato i poliziotti di Sorrento e che basa buona parte della sua inchiesta sia sulla denuncia della vittima sia sui riscontri scientifici. Pesano il referto stilato dai medici del Kent al rimpatrio della donna e l’analisi del capello che, per esperti e pm, conferma che la turista assunse sostanze riconducibili alla droga dello stupro nei tre mesi «a cavallo dell’evento». Senza dimenticare ciò che Anna ha messo a verbale anche in sede di incidente probatorio a Torre Annunziata: riconobbe quattro dei cinque imputati e confermò le violenze. Tutto parte il 6 ottobre 2016. Per Anna, a Meta con la figlia, è l’ultima sera di vacanza. Si trovaal bar dell’hotel e beve un drink offertole daibaristi, Miniero e De Virgilio. Per la Procura, nel bicchiere ci sono stupefacenti. Per i legali dei giovani non è così. Fatto sta che Anna perde lucidità e stando alle accuse subisce dai baristi una prima violenza all’interno dell’albergo, nei pressi della Spa. Poi è consegnata ad altri uomini, alcuni ancora senza volto, «una decina», che la portano nell’alloggio dei dipendenti dell’albergo, in un locale situato in un fabbricato poco lontano dall’hotel. Qui ci sono altri abusi e le scene vengono riprese con i cellulari.

Fonte: Metropolis

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