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Libri in uscita. “TOTO’ CON I 4” DI CIRO BORRELLI e DOMENICO LIVIGNI, EDITO DA APEIRON.

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    ARTICOLO DI PINO COTARELLI – NOTA SUL LIBRO DI CIRO BORRELLI e DOMENICO LIVIGNI “TOTO’ CON I 4”, EDITO DA APEIRON.

    Pregevole progetto di ricerca e approfondimento sulla figura di Totò, come artista e come uomo, degli autori Ciro Borrelli e Domenico Livigni, in “Totò con i 4”, edito da Apeiron (pp. 284, euro 15,00), per la linea SERIE ORO (collana dedicata al Cinema), ideata e diretta da Anita Curci.
    Nel libro emerge la passione e l’entusiasmo che i due autori hanno profuso nel ricostruire l’intera vita artistica, la grande umanità, le manie di Antonio De Curtis. in arte Totò. e gli aspetti salienti della sua vita privata.
    Una singolare formula, che rende più piacevole la lettura, che fa ricorso ad immaginarie interviste, a colloqui amichevoli e a “candid camera” segrete, per riportare in maniera divertente e immediata, i ricordi delle frequentazioni del noto comico napoletano con i colleghi e amici, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Nino Taranto ed Erminio Macario, riscontrate, dai due autori, sulle diverse documentazioni e pubblicazioni esistenti, ma anche dalle testimonianze dirette di alcuni attori che hanno lavorato con lui.
    Anche il titolo del libro vuole richiamare il film del 1963, Totò contro i 4, che i cinque artisti hanno girato insieme, diretti da Stefano Vanzina, in arte Steno.

    Nella sua introduzione, Borrelli anticipa che descriverà Totò ricorrendo ai ricordi di Peppino De Filippo e lo farà simulando un’intervista divisa in cinque incontri con l’attore, fatti alla fine di ogni spettacolo.
    Ci riporta, quindi, quanto riferito da Peppino sul suo rapporto con Totò, le origini del comico, i sui genitori, la fanciullezza, l’adolescenza, i suoi primi successi e la scampata deportazione.
    Poi, ci descrive le loro prime collaborazioni sul set, i trionfi condivisi, gli acciacchi e gli ultimi successi.
    Si percepisce anche un suo grande rimpianto per non aver mai partecipato a collaborazione in teatro e, infine, rivela il suo ultimo e toccante saluto.

    Andrea Jelardi, poi, ci introduce l’ulteriore trovata di Borrelli, un incontro immaginario avvenuto casualmente tra un Borrelli giovanissimo e un anziano Nino Taranto, che intenerito dalle ingenue richieste del ragazzotto, incomincia col racconto della sua vita, con i rapporti con il grande attore comico Totò, con un approccio spontaneo e affettuoso da nonno tenero e comprensivo.
    Borrelli aggiunge poi le testimonianze dirette di alcuni attori che hanno conosciuto Nino Taranto avendo lavorato in sue compagnie: nel volume dedicato a Luisa Conte, Giulio Adinolfi manifesta stima e ammirazione verso Nino Taranto; Lidia Ferrara parla di Nino Taranto come di un grandissimo artista che sapeva fare di tutto: attore drammatico, macchiettista, cantante, era molto affabile e disponibile con noi giovani attori di allora ed era molto paziente, umanamente lo preferivo ad Eduardo; Franco Iavarone ha queste parole: “Fu per me come un padre. Ho un ricordo meraviglioso di lui, sia da un punto di vista professionale che umano. Era un attore meraviglioso, grandissimo interprete, ho imparato tanto da lui. Mi sono fatto le ossa nella sua compagnia cercando di carpire i segreti di questo duro e bellissimo mestiere da Nino Taranto, il mio maestro di allora”; Aldo De Martino dice: “Taranto è stato un grande interprete, prodigo di consigli verso noi giovani attori. Rigoroso e severo ma nello stesso tempo disponibile a dar spazio alla nostra fantasia creativa. Ricordo con gioia i nostri viaggi”.
    Nella sua introduzione, Mauro Macario, poeta, scrittore e figlio del grande attore piemontese, descrive l’approccio immaginario di Domenico Livigni come inviato speciale, armato di “candid camera”, per cogliere i silenzi, gli stupori, le riflessioni, la solitudine, e l’amicizia fra i due grandi comici Macario e Totò.
    Riporta anche la testimonianza di Macario sulla triste scomparsa dell’amico Totò, le sue prime sostituzioni, l’insuccesso nella compagnia Maresca, il sogno di un successo di mezzo momento, Totò e Macario insieme, due comici in un “mondo irrigidito”, i due comici della Ricostruzione.

    Anche Domenico Livigni fa ricorso a testimonianze “dal vivo” di Leandro Castellani (regista, sceneggiatore, scrittore e autore televisivo), di Franco Barbero (attore cinematografico, teatrale e televisivo)
    Ennio Bìspuri nella sua introduzione, riconosce a Domenico Livigni un linguaggio pacato e rigoroso, la bravura nell’individuare dettagli e aspetti complessi dell’animo umano e la capacità di trasportare i lettori all’interno della personalità variegata di uno dei massimi attori italiani del Novecento come Aldo Fabrizi, ricorrendo all’amarcord notturno.
    Il libro è arricchito da elenchi dei film di Totò girati con i suoi amici attori citati e un’ampia bibliografia che testimonia l’autenticità delle cose asserite nelle immaginarie interviste e la mole di lavoro di ricerca effettuato da due appassionati ed entusiasti autori.
    Inoltre, sono presenti una serie di foto inedite appartenenti alla collezione privata di Domenico Livigni.

    Pino Cotarelli

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