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Lettere da Piano di Sorrento – Il Paese dei furbi

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
IL PAESE DEI FURBI

Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, nel suo libro “Paesaggio Costituzione Cemento”, si interroga: “che cosa sta succedendo agli italiani?”… “che cosa ci acceca? È ancora possibile indignarsi recuperare memoria storica, riguadagnare spazio all’insegna della Costituzione?”
Che sta succedendo? Il nostro è un Paese di furbi; una volta capito l’immenso valore del nostro patrimonio storico, culturale e soprattutto paesaggistico, la bellezza incontestata dei nostri siti…in tanti si sono trasformati in pirati, all’arrembaggio delle coste, degli incantevoli luoghi naturali prospettanti panorami favolosi (del resto le nostre origini di pirateria non smentiscono) ed ecco il saccheggio che ha funzionato e che funziona sempre di più.
Tempo fa ho scritto un articolo: “Gli eco-furbi”. Mi riferivo all’improvviso sorgere all’orizzonte di iniziative pseudo-ambientalistiche, alla comparsa di associazioni, movimenti camuffati dal “verde”, quale colore di una natura non contaminata, movimenti che fiorirono subito dopo che, nella politica, era nata la Federazione dei Verdi (peraltro non nuova in Europa) che illuse di riportare gli italiani alla sensibilizzazione dell’ambiente e alla sua difesa.
Qualche vecchia volpe DC fece naufragare il movimento dei verdi. Gli improvvisati ecologisti, comunque, erano lupi travestiti da agnelli. Che cosa si è verificato dopo? Le strategie dei novelli pirati: mattonari, palazzinari, speculatori edili in genere, favoriti ed appoggiati da politici, magistrati, tecnici, avvocati, funzionari corrotti, sono state veicolate al raggiungimento di un obiettivo: profitto e distruzione ambientale. Oggi il perfezionismo speculativo è talmente raffinato da trarre in inganno anche chi dotato di notevole materia grigia. Qual è il sistema introdotto? Facciamo un esempio. Una Giunta Comunale deve realizzare una costruzione, un parcheggio od altro ed ostativo a questo progetto è la presenza di alberi, anche secolari e di notevole pregio…come ci si industria? S’inventano “tavoli di lavoro e di studio” per esaminare il delicato problema e si invitano (e qui sta la maggiore furbizia) anche organismi che si battono da anni per la difesa ambientale, tipo: WWF, Lega Ambiente e via dicendo; si lasciano parlare gli ambientalisti, si fa finta di interesse alle loro osservazioni e consigli progettuali e poi si trova il modo eluderli con interventi di qualificati professionisti (agronomi, periti, etc) i quali, dietro lauti pagamenti, certificano la necessità di abbattimento delle piante, vuoi perché malate, vuoi perché costituiscono pericolo per l’incolumità pubblica e privata o per altre valutazioni al loro insindacabile giudizio. Queste certificazioni servono per eludere legalmente, sia il veto di eventuali organismi preposti alla tutela (ed uso la parola eventuale perché in Italia non esiste certezza sulle competenze) e sia per vincere le resistenze di quegli ambientalisti intervenuti al tavolo di lavoro. L’albero va giù ed il gioco è fatto. Questa non è la sola strategia adottata e ve ne sono senz’altro altre sofisticate e non facilmente superabili. Per questi motivi non ci dobbiamo meravigliare se in Penisola Sorrentina, dove esistono svariati vincoli ( idrogeologici, paesaggistici, etc) e dove ancora esistono le norme del PUT, si siano verificati e si verifichino abusi edilizi ed altre illegalità. Non a caso, da anni, pendono ordinanze di abbattimento di opere abusive in Campania in attesa di esecuzione. E bravi! Continuiamo a fare i furbi, continuiamo a distruggere le nostre risorse ambientali, ed alla fine?
A questo punto viene da pensare: oltre ad aspirare al profitto, al denaro, al benessere edonistico, forse l’idea che la nostra vita duri meno di un albero, l’idea di dover scomparire, mentre ci saranno ancora fioriture, primavere, il sorgere di albe e di altri incantevoli spettacoli offerti dalla Natura, ci ingelosisce, ci fa diventare cattivi, egoisti nei confronti delle future generazioni (sempre che ce ne saranno ancora)…è questo “l’accecamento” denunziato dal Settis?
avv. Augusto Maresca

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