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Inquinamenti e tumori , Legambiente boccia Cava e Nocera

Per Legambiente è «mal’aria» a Nocera Inferiore e a Cava de’ Tirreni. Nei due grandi centri in provincia di Salerno, secondo l’associazione ambientalista campana, i risultati conseguiti per la qualità dell’aria, durante lo scorso anno, non sono per nulla confortanti. Nel 2018, infatti, dai dati dell’Arpac elaborati da Legambiente, a Nocera Inferiore è stata sforata per 65 giorni la soglia limite per le polveri sottili Pm10, ossia un insieme di sostanze altamente nocive per l’uomo. Si tratta di particelle solide e liquide generate da fenomeni naturali o, più comunemente, dai gas di scarico delle automobili o dalle emissioni di impianti industriali. Nella città metelliana, invece, l’asticella è stata oltrepassata per 39 giorni. Scrive Nico Casale sul Mattino
I VALORI
La città di Salerno non compare tra le «città fuorilegge» per la qualità dell’aria. Dall’ultimo dossier Ecosistema Urbano di Legambiente, infatti, viene fuori che la qualità dell’aria nel capoluogo è «sufficiente». Nel Salernitano, dunque, sono solo due i comuni dove l’Arpac registra uno sforamento dei limiti nelle emissioni. In totale, però, in Campania, sono tredici le città che non hanno superato l’esame nel corso dell’anno appena concluso perché è stata oltrepassata la soglia limite per le polveri sottili Pm10, 35 giorni di sforamenti all’anno con una concentrazione superiore ai 50 microgrammi per metrocubo. Nel 2017, furono 14 le città campane «malate di smog». Nella provincia di Napoli, la maglia nera con il record di sforamenti è di San Vitaliano con 122, uno ogni tre giorni; segue Pomigliano D’Arco dove i giorni di superamento sono stati 101; chiude il podio Acerra con 73. Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, Avellino con 46 e Napoli con 37 sono gli unici a superare, nel 2018, la soglia di polveri sottili consentita per legge. Insieme con Nocera Inferiore e Cava de’ Tirreni, poi, ci sono Casoria (50 giorni) e Volla (38), nel Napoletano; Sparanise (43 giorni), Aversa (57), Teverola (60) e Marcianise (37) nel Casertano. Dall’ultimo rapporto Ecosistema Urbano 2018 di Legambiente viene fuori che nella città di Salerno, nel 2017, la qualità dell’aria è stata «sufficiente» perché è stata rilevata una media di polveri sottili pari a 22,3.
LA POPOLAZIONE
Intanto, la popolazione residente nei tredici comuni «fuorilegge» ammonta a circa un milione e 400mila abitanti che «hanno respirato polveri nocive circa un giorno su tre nel peggiore dei casi, come a San Vitaliano e a Pomigliano d’Arco, e uno su quattro nel caso di Acerra». E, perciò, la Onlus ambientalista lancia l’allarme perché questi numeri «si traducono in problemi di salute, costi per il sistema sanitario e impatti rilevanti sugli ecosistemi: le morti premature attribuibili all’inquinamento atmosferico nel nostro Paese sono oltre 60mila l’anno, come riportato annualmente nei report dell’Agenzia Ambientale europea». Mentre, i costi collegati alla salute derivanti dall’inquinamento dell’aria si stimano fra i 47 e i 142 miliardi di euro. Il presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato, ribadisce, ancora una volta, come «misure sporadiche non servano, ma è urgente mettere in atto interventi strutturali e azioni ad hoc sia a livello nazionale che locale per liberare le città dalla cappa dello smog». Perciò, l’appello alla Regione Campania il cui ruolo è considerato «fondamentale nel predisporre piani e misure oltre a nuovi fondi da destinare a progetti innovativi, a partire dal settore della mobilità» e ai Comuni affinché abbiano «più coraggio, essere meno timorosi nell’applicare nuove, concrete ed efficaci politiche di mobilità sostenibile».

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