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Faito montagna tradita, attacco del PD. Ma il taglio, che strano nessuno ha visto, non è il vero problema foto

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«Faito Montagna tradita». Si intitola così un volantino al vetriolo diffuso dal Pd di Vico Equense, in cui i dem locali intervengono a 360 gradi sulle tematiche che ormai da molti mesi tengono banco rispetto al Faito. «Una montagna mortificata e sfregiata – scrivono i dem – Incendi, frane, costruzioni abusive, sversamento di materiali di risulta di dubbia provenienza e composizione lo hanno letteralmente “martirizzato” nel corso del tempo.

Faito montagna tradita, attacco del PD. Ma il taglio, che strano nessuno ha visto, non è il vero problema. “Come è possibile non aver visto nulla , il lavoro è stato impressionante – dice un agronomo a Positanonews -, e non è detto che sia totalmente illegale, Faito è un bosco ceduo… In ogni caso il proprietario non arriva a vedere il mare, si è liberato di spazi di fronte la casa, senza voler ridimensionare la cosa che va valutata ovviamente non sono questi i veri problemi del Faito .. guardatevi in giro, l’amiant abbandonato , rifiuti di ogni sorta sparsi per la montagna da bonificare, la strada ancora in condizioni disastrose da Vico Equense a Castellammare di Stabia, dove è ancora chiusa facendo un piacere alla camorra e danneggiando il turismo, manca una politica di sviluppo e i residenti sono lasciati a se stessi…”

I residenti del Faito che hanno vissuto tutti i disagi di questi eventi lamentano anche servizi pubblici scadenti con strade lasciate spesso al buio e con la raccolta dei rifiuti scadente (persino durante i mercatini di Natale che hanno riportato migliaia di turisti sulla nostra montagna). Da ultimo nei giorni scorsi è stato effettuato da parte di un privato, il taglio di decine di alberi secolari, realizzato con grande dispiegamento di uomini e mezzi, senza che le autorità preposte al controllo del territorio intervenissero. Il Pd di Vico con un comunicato stampa ha denunciato l’accaduto chiedendo chiarezza e verità su fatti che hanno assunto aspetti grotteschi, vista l’imponenza dello sfregio effettuato, l’impiego di ingenti mezzi e uomini e il fatto che “nessuno” incredibilmente se ne sia accorto (telecamere spente, camion fantasma) con l’intervento dei Carabinieri Forestali a cose fatte. Chiediamo nuovamente alla nostra amministrazione di chiarire pubblicamente se ha avuto un qualche ruolo in questa vicenda, nel recepire comunicazioni, concedendo autorizzazioni o emettendo ordinanze di messa in sicurezza che abbiano consentito al privato questo gravissimo attacco al nostro patrimonio boschivo e se è in possesso di video nei quali le telecamere evidenzino il transito sul territorio delle macchine operatrici e dei campioni interessati al trasporto. Se così fosse, dovrebbe anche spiegare in base a quale normativa ha prodotto tali atti amministrativi considerato che la normativa, in particolare l’art.14 della Legge Regionale 11/96 identica chiaramente l’area come boschiva, essendo non a bosco ceduo, anche se di dimensioni inferiori ai 2.500 mq. La competenza in merito a qualsiasi intervento si tali aree è esclusivamente della Comunità Montana Costa d’Amalfi Penisola Sorrentina, con il nulla osta, in alcuni casi, dell’Ente Parco dei Monti Lattari. Questi Enti non hanno ricevuto alcuna comunicazione o richiesta in merito. Il Comune, in presenza di una qualsiasi istanza da parte di privati sul patrimonio forestale deve esclusivamente diffidare il privato e indirizzarlo agli Enti competenti per territorio. La normativa del Regolamento Edilizio Comunale , art.65, che pure vede la possibilità di effettuare abbattimenti di piante di diametro superiore ai 20 centimetri previa autorizzazione dal parte del Comune, ora anche con deposito di relazione paesaggistica, non è applicabile al patrimonio foresta. L’attività di taglio di alberi di alto fusto, possibile, deve essere effettuata secondo un piano che abbia come scopo la salvaguardia della flora tutelata e non la mera eliminazione. Si viola l’art.181 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n.42 (l’abbattimento di alberi è attività oggettivamente idonea a compromettere i valori ambientali, in quanto incide in maniera apprezzabile sull’assetto del territorio stesso per la quale è necessaria la preventiva autorizzazione da parte dell’ente preposto alla tutela del vicolo. Tra l’altro la Cassazione con sentenza 40465 del 12/9/2018 afferma che la sanzione deve essere anche detentiva e solo in via accessoria pecuniaria. Per questo motivo speriamo che la magistratura, interessata dagli esposti del Parco dei Monti Lattari e delle associazioni ambientaliste, chiarisca tutte le responsabilità e commini pene proporzionate alla gravità dell’accaduto. Riteniamo che l’amministrazione abbia il dovere di esprimersi nel merito per fugare ogni dubbio sull’accaduto, considerato che si sono verificati fatti che comportano responsabilità penali del privato (considerando l’appropriazione indebita del legname tagliato anche in area demaniale) e di chi – pubblico funzionario – avesse in qualche modo avallato tale comportamento illecito».

Insomma al Faito si potrebbe, e dovrebbe, fare di più .. pensiamo allo stupendo scenario del bar Belvedere, una famiglia che crede e va premiata per tenere sempre aperto questo posto, o alla piscina che è un luogo fantastico dove andare in estate a tante risorse

 

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