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Crocchè di patate “Uccellone della comare” ecco l’ultima della Stelluccia e la ricetta foto

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Crocchè di patate “Uccellone della comare” ecco l’ultima della Stelluccia e la ricetta  . Siamo ai Colli di Fontanelle di Sant’Agnello, al ristorante “La Stelluccia”, un secolo di storia, una gestione familiare nota in tutta la Campania, forse una delle poche trattorie semplici e genuine che ci siano in giro, dimenticatevi il ristorante gourmet e pensate alla cucina di casa, quella contadina, buona e saporita, o alle eccezionali pizze di “Lucia”, un’icona della bontà . Qui trovate ancora la “Minestra maritata”, il ragù,  piatti della tradizione, ma sopratutto un’ambiente familiare d’altri tempi.

L’uccellone della comare , che vi conviene assaggiare e conoscere, come è da conoscere Lucia per capire di che parliamo, rientra nella famiglia di crocchè di patate napoletano, meglio conosciuto come panzerotto,  caratteristico della cucina napoletana e lo si trova spesso in accoppiata alle zeppole in tutte le friggitorie di strada.

Una semplice crocchetta di patate con un cuore morbido e filante di provola o mozzarella, un pizzico di pepe e un po’di prezzemolo.

Per realizzare il crocchè di patate napoletano bisogna utilizzare patate farinose, che sono quelle a pasta gialla.

Questo tipo di patate che sono le più indicate per ottenere un impasto compatto, che non si sfaldi in cottura.

A Napoli viene considerato uno stuzzichino sfizioso, da mangiare passeggiando per strada, ed un ottimo antipasto per accompagnare la pizza.

Ecco la ricetta gustosissima dell’originale crocchè di patate napoletano

Ingredienti per 6 persone

1 kg di patate a pasta bianca
8 fettine di prosciutto cotto
4 cucchiai di Parmigiano grattugiato
2 uova medie intere
100 gr di mozzarella o Provola affumicata a listarelle
prezzemolo tritato q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
pangrattato
olio di semi di arachide per friggere
Vediamo come si fanno…

Fate bollire le patate, con tutta la buccia, in una pentola con sufficiente acqua.

Una volta lesse, scolatele, sbucciatele e lasciatele raffreddare.

Schiacciate le patate nello schiacciapatate all’interno di una ciotola.

Aggiungete il pepe, il pecorino, il parmigiano e le uova.

A questo punto, occorre dedicarsi alla preparazione del ripieno per i crocchè.

Scegliete tra mozzarella o provola affumicata e tagliatele a listarelle piccole.

In caso la scelta ricada sulla mozzarella è opportuno scolarla in modo accurato al fine di permettere la perdita di tutto il siero di latte in eccesso.

Tagliate le fette di prosciutto a metà, inserite in ciascuna la listarella di mozzarella o provola affumicata ed arrotolate il prosciutto su se stesso, per ottenere dei piccoli cilindri ripieni.

Prelevate dalla terrina un pugno di impasto di patate e schiacciate delicatamente onde ottenere un incavo centrale, nel quale dovrà essere inserito il bastoncino di prosciutto contenente la listarella di mozzarella o provola affumicata, come prima precedentemente preparato.

Aiutandovi con il palmo della mano, procedete chiudendo l’impasto in modo da creare il crocchè.

Preparatevi per la panatura: in un piatto disponete la farina, in un altro gli albumi, in un altro ancora il pangrattato.

Fate rotolare i crocché nella farina, poi passateli nell’albume e infine nel pangrattato. Riponete tutti i crocchè che avete preparato su di un piatto.

Nel frattempo mettete a scaldare in una padella sul fuoco l’olio di semi di arachidi.

Quando sarà caldo potrete cominciare a friggere i crocchè, pochi per volta. Quando saranno ben dorati prelevateli con la schiumarola e poggiateli su di un piatto con carta assorbente.

A questo punto non vi resta da fare altro che andare li e ordinarlo, anzi meglio chiamare prima che finiscano le scorte…

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Commenti

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  1. Scritto da Giuseppe Castellano

    Sono pienamente d’accordo con il parere del sig. Antonio anche se il ristorante “da Stelluccia” resta uno dei migliori per quanto concerne tradizione e bontà.

  2. Scritto da Antonio Ferraioli

    Con tutto il rispetto per “Stelluccia” il prosciutto cotto al posto del salame napoletano e il parmigiano al posto del provolone o teste di caciocavallo stagionato e pecorino in questa ricetta sono una brutta caduta di stile, per un locale che fa’ della cucina tradizionale il suo cavallo di battaglia.