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Coppa Italia,il Toro si arrende al ciclone Chiesa -La Fiorentina accede ai quarti di finale e aspetta la vincente della sfida Roma-Entella  

Il saluto  dei calciatori della Fiorentina al termine  di una partita che si stava incanalando verso  i supplementari Il Torino era andato vicino al gol con un paio di occasioni di Belotti, ma poi l’inserimento di Simeone e la sua accelerazione per Chiesa è risultata decisiva Getty images

1 Sconfitta interna del Torino con i Viola in Coppa

6 Qualificazioni viola ai quarti nelle ultime sette edizioni

MARCATORI: 42’ st e 47’ st Chiesa. Arbitro: Abisso di Palermo; guardalinee: Galetto-Cecconi; quarto uomo: Piscopo; Var: Nasca; Avar: Vuoto NOTE: spettatori: 16.957, incasso 177.323. Angoli: 7-6 per la Fiorentina. Recupero: pt 2’, st 7’.

Allenatore: Pioli
Sostituzioni: 7’ st Gerson per Mirallas, 19’ st Simeone per Muriel, 43’ st Dabo per Benassi.
A disposizione: 69 Dragowski, 33 Brancolini, 2 Laurini, 5 Ceccherini, 16 Hancko, 6 Norgaard, 7 Eysseric, 10 Pjaca, 77 Thereau.
Ammoniti: 24’pt Benassi per proteste, 32’pt Milenkovic, 45’pt Veretout, 8’st Pezzella per gioco falloso.

Allenatore: Mazzarri
Sostituzioni: 27’st Lyanco per Nkoulou, 33 ’st Lukic per Baselli, 44’ st Berenguer per Ola Aina.
A disposizione: 1 Ichazo, 25 Rosati, 15 Ansaldi, 27 Parigini, 36 Bremer, 19 Damascan, 20 Edera.
Ammoniti: 29’st Ola Aina per gioco falloso.

2 fiorentina 4-3-3

0 torino 5-3-2

Var come piovesse (qui a Torino dove la siccità sta diventando una vera emergenza), visto che alla fine ci sono stati quasi una decina di minuti di stop per valutare la correttezza di alcune scelte di Abisso di Palermo (sempre confortato dai videoarbitri Nasca e Vuoto). Ma soprattutto Chiesa a catinelle sui granata, quando Mazzarri stava organizzando mentalmente la squadra per i supplementari. Ha vinto invece la Fiorentina, al debutto in questa edizione della Coppa e adesso ai quarti in attesa della vincente di Roma-Entella; lo ha fatto con due gol del suo ragazzo d’oro, reduce da un inizio d’anno in cui molti, a partire dal ct Mancini, oltre a cantarne le lodi, lo avevano spronato a fare in pieno il suo mestiere, che, per un attaccante, è quello di far gol. Bene con la doppietta al Toro, prima in carriera, Federico ha iniziato a incolonnare cifre anche in questa competizione. Merito suo, naturalmente, merito anche di un altro elemento chiave in casa viola. Muriel direte subito. Non esattamente. All’Olimpico, oltre a quella di Chiesa, e al debutto del colombiano, c’è stata la “ripartenza” di Simeone. Il Cholito infatti è subentrato nella ripresa proprio al neoarrivato, rispettando una staffetta che Pioli aveva studiato nei giorni maltesi. Ma mentre l’ex Siviglia è apparso assai lontano da quello che aveva lasciato la Samp nell’estate 2017 (11 gol e 9 assist in 31 presenze), l’argentino ha elaborato al meglio la situazione, propiziando il primo gol di Chiesa con una progressione in campo aperto, spalla a spalla al tenero Djidji, con frenata e sterzate finali, tiro, respinto da Sirigu, e tocco vincente del compagno. Era il minuto 42′ della ripresa. Il Toro si è piegato in due e c’è stato tempo solo per il raddoppio, stavolta tutto costruito da Chiesa, caparbio nel contendere il pallone a Lyanko in ripiegamento, a sfruttarne la caduta per poi battere di nuovo il portiere granata. Sull’azione è intervenuto il Var (il torinista reclamava per un fallo), per la terza volta nel pomeriggio, dando l’ok un paio di minuti dopo, in cima ai 7′ di recupero frutto di due suoi interventi precedenti.

VAR INFINITO. Due casi, uno per tempo, uno per squadra. Nel primo era stata la Fiorentina a reclamare per un tocco di braccio di Meite su girata di Chiesa. Lunga sosta (3′), senza penalty. Poi, nella ripresa, ci si è fermati per 4′, per capire se il gol di De Silvestri fosse in fuorigioco, come segnalato correttamente dal guardalinee Cecconi, o valido. Alla fine si è ripartiti dallo 0-0.

ZERO TIRI. Un risultato maturato fin lì non casualmente. Il Torino alternava due moduli, 5-3-2 in fase di non possesso, con De Silvestri e Ola Aina che si abbassavano sulla linea dei tre centrali, passando a un 3-4-1-2 in fase di spinta. Mazzarri aveva messo Baselli su Edimilson regista viola, mettendolo in difficoltà oltre i suoi già noti limiti. Di Muriel, per altro ottimamente controllato da Nkoulou, abbiamo già detto (solo uno spunto per il numero 29 viola). Anche Chiesa in avvio non riusciva a uscire da un certo nervosismo, così come Benassi, bomber stagionale. I granata per parte loro però non sono stati in grado di sfruttare i limiti viola: alla fine zero tiri in porta (in coppa Italia non accadeva loro dal 2004) è il dato che toglie ogni possibile recriminazione al Toro, superiore alla Fiorentina solo in avvia di ripresa, quando due volte Belotti è andato vicino al gol, senza centrare la porta. A cambiare gli equilibri del match, più che l’ingresso di Gerson per Mirallas, sono state le uscite forzate di Nkoulou e Baselli a cui, come abbiamo detto, si è aggiunta la staffetta decisiva Simeone-Muriel. E alla fine ha fatto festa Chiesa, e Firenze con lui.

Fonte:corrieredellosport

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