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Coppa Italia Entra Patrik e batte la Sampdoria

 

Patrick Cutrone  ha compiuto  21 anni il 3 gennaio scorso. E’ alla seconda stagione nel Milan (9 gol in 23 partite). Qui, dopo l’assist dell’1-0,
riceve l’abbraccio  di Conti lapresse

6 Volte fuori agli ottavi in sei anni Si ferma ancora una volta agli ottavi il cammino della Samp in Coppa Italia: è la sesta volta consecutiva che i doriani vengono eliminati in questo turno.

9 gol  Patrick Cutrone con la doppietta di ieri sera è diventato il miglior marcatore stagionale della squadra rossonera, considerando tutte le competizioni

10 Edizioni di fila ai quarti di finale Il Milan ha raggiunto i quarti di finale di Coppa Italia in tutte le ultime dieci edizioni del torneo, raggiungendo la finale due volte negli ultimi tre anni (senza vincerla)

La copertina di questo Milan vincente al Ferraris? Patrick Cutrone ci mette la sua foto, anzi fa il bis: la sua doppietta è una sentenza per la Sampdoria e una candidatura sulla strada che porta a Gedda. Una serata da incorniciare per il bomber rossonero, che da Genova lancia un messaggio forte e chiaro: «Sono contento, soprattutto di aver passato il turno. È stata una bella partita, sono felice di aver aiutato i miei compagni ad andare avanti in questa competizione. Supercoppa? Sto bene, stiamo bene tutti: sicuramente le finali non vanno raccontate prima di giocarle. Invece vanno preparate al meglio e ci proveremo».

Sono emozioni forti per lui subito dopo il triplice fischio ai microfoni di RaiSport. La Sampdoria nel destino (già in gol ad ottobre a San Siro nel 3-2 in campionato con i blucerchiati) e un feeling speciale con la Coppa Italia. Ricordate il suo autografo l’anno scorso nei quarti di finale con l’Inter ? Se Cutrone chiama a suon di reti, Rino Gattuso potrebbe rispondere: «Siamo felici che abbia segnato: non faceva gol in trasferta da quasi un anno. In campo a Gedda? Vediamo anche il modulo: se giocheremo con un attaccante oppure con due. Conta anche la storia del ragazzo. In questo momento Patrick è un giocatore che quando entra spacca sempre la partita. Si fa trovare pronto in ogni occasione e scende in campo con lo spirito giusto».
E’ soddisfatto per il successo il mister rossonero («E’ stata un’ottima prestazione, sembrava una partita inglese: sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata. Siamo stati bravi, a tratti anche fortunati, di fronte ad una squadra di spessore che è allenata molto bene. Non era assolutamente semplice battere la Sampdoria»), applaude Reina («Non lo scopro certo io») e poi accende i riflettori sulla Juventus: «E’ una partita che, al di là del trofeo, può darci una svolta anche a livello mentale. Abbiamo il dovere di provare a conquistare la Supercoppa. Bisogna ringraziare la società che ci ha messo a disposizione un aereo privato. Dobbiamo essere bravi, ma senza nessuna frenesia: si gioca undici contro undici».
Si parla poi del debutto di Paquetà: «Nel primo tempo ha fatto una buona gara. Nella ripresa ha attaccato in profondità ed è stato molto bravo anche nell’uno contro uno e poteva fare gol di testa. E’ un brasiliano atipico, è una spugna che assorbe tantissimo: ha i tempi giusti. Ricordiamoci che non giocava da un mese e ha disputato quasi novanta minuti con grande veemenza. Ha grandi margini di miglioramento ma bisogna lasciarlo tranquillo senza fare paragoni con Kakà, Cerezo o altri», conclude il mister rossonero.

 

Le parate di Reina, i cambi azzeccati di Gattuso e i due gol di Cutrone hanno permesso al Milan di passare il turno in Coppa Italia e di avvicinarsi nel migliore dei modi alla finale di Supercoppa di mercoledì contro la Juventus. Per il Diavolo, che in trasferta non vinceva dal 4 novembre a Udine (poi 4 pari e 1 ko), stendere una coriacea Sampdoria è stato però complicato e la sofferenza si è protratta fino ai tempi supplementare quando, entrato da un manciata di minuti, Cutrone è stato decisivo. Era già successo più o meno un anno fa, nei quarti di finale di Coppa Italia: allora Patrick aveva piegato dalla parte dei suoi il derby con l’Inter dando il via a una seconda parte di stagione decisamente migliore della prima. Ringhio spera che la storia si ripeta anche se, vittoria a parte, le indicazioni che ha ricevuto dal blitz genovese non sono state un granché. I blucerchiati hanno messo in difficoltà Romagnoli e compagni sotto il profilo dell’intensità, del ritmo e delle conclusioni (23-16) e senza le parate del suo portiere, il Milan avrebbe iniziato il 2019 con una delusione. Non il miglior biglietto da visita in vista del confronto con i campioni d’Italia a Gedda quando, dopo i supplementari di ieri sera, nei muscoli dei rossoneri ci sarà un bel po’ di stanchezza. Con di fronte un Cutrone così, che si è sbloccato in trasferta dove non riusciva a segnare dal febbraio scorso, però neppure la Vecchia Signora può stare tranquilla.

MILAN IN AFFANNO. Prima di risolvere il match nei supplementari con il suo bomber, il Diavolo è sembrato lento e slegato, con Higuain abbandonato a se stesso in avanti. Se il Pipita doveva dare una risposta a Leonardo e agli altri dirigenti in tribuna (tra i presenti anche Mihajlovic, Evani, Nicchi e Gabbiadini), non è stata incoraggiante. Non ha mancato a livello di impegno, ha sfiorato il gol dell’1-0 sulle ultime curve dei 45’ iniziali e se lo è visto annullare per fuorigioco nella ripresa, ma è stato poco coinvolto e come al solito nervoso. Non è giusto dire che abbia la testa già a Londra, ma la sua scelta pare comunque averla fatta. Con poco “peso” in attacco, gli ospiti hanno faticato tremendamente e, nonostante il promettente esordio di Paquetà, a tratti i reparti sono sembrati tra loro troppo distanti. Forse perché il 4-5-1 con il quale Gattuso ha chiesto ai suoi di coprire gli spazi in fase di non possesso, ha messo in difficoltà gli esterni offensivi nelle ripartenze. Castillejo a destra non è Suso e senza i guizzi del suo numero 8 infortunato, manca un riferimento importante; Calhanoglu a sinistra ha sbagliato quasi tutto prima dell’assist del 2-0. La Sampdoria, così, è sembrata più tonica perché è stata sempre corta e, con una pressione feroce, ha messo in difficoltà la costruzione avversaria.

SUPER CUTRONE. Nella ripresa il Milan, scosso dalle urla di Gattuso, ha collezionato meno errori nel palleggio, anche se la produzione offensiva è rimasta invariata. Paquetà ha provato qualche inserimento centrale in più dimostrando che la sua attitudine è più da trequartista che da mezzala sinistra, ma è comunque mancata qualità e per la Sampdoria è stato facile controllare. Merito dei centrocampisti, bravi a far ripartire l’azione (soprattutto Ekdal e Jankto), e degli attaccanti perché Caprari e Quagliarella si sono mossi bene e hanno tenuto in apprensione una difesa avversaria impensierita anche dall’ingresso di Saponara. Gattuso ha tolto Paquetà, a corto di energie, per gettare nella mischia Borini e all’inizio del primo tempo supplementare si è giocato la carta Cutrone per passare al 4-4-2. E’ stata questa la mossa decisiva perché, dopo le parate di Reina, il numero 63 ha firmato prima l’1-0 su assist di Conti (altra mossa giusta di Rino…) e poi il 2-0 mandando il Diavolo ai quarti (avversaria la vincente di Napoli-Sassuolo).

 

font:corrieredellosport

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