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Castellammare le Terme vicino alla Francia

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Maria Elefante
Dopo Fincantieri anche il complesso delle Nuove Terme di Stabia finisce nel mirino degli investitori francesi. La grande struttura che affaccia su un panorama da cartolina fa gola agli imprenditori d’Oltralpe che hanno presentato una proposta per rilevare i beni della Sint, la società che detiene il patrimonio immobiliare delle Nuove Terme. Un albergo, la struttura delle Nuove Terme, il parco idropinico, campi da tennis e una vasta area su cui insiste una struttura sportiva sono i beni che la società controllata al cento per cento dal Comune di Castellammare di Stabia ha immesso di nuovo sul mercato. E questa volta niente flop. Questa volta il sindaco esulta. Perché il commissario liquidatore Vincenzo Sica ha contato sei proposte. Quattro sono giunte sulla posta certificata della Sint e due sono state consegnate in busta chiusa direttamente all’ufficio protocollo del Comune. E secondo indiscrezioni ci sarebbe anche una settima proposta in arrivo con conseguente riapertura dei termini. «Dopo gli ultimi tentativi di valorizzare gli immobili del Solaro messi in campo dalle passate amministrazioni comunali, a dispetto delle malelingue che già paventavano un altro fallimento oggi i risultati ci danno ragione – spiega il sindaco Gaetano Cimmino – e a fronte delle numerose richieste pervenute da parte di privati e della ristrettezza dei tempi per presentare le proposte, stiamo valutando l’opportunità di estendere i termini dell’avviso esplorativo, in modo tale da poter disporre di una gamma di proposte possibilmente ancora più ampia in vista delle procedure selettive da avviare nella fase successiva».
LA RISALITA
Gaetano Cimmino pregusta la qualifica di sindaco del rilancio. Da Ersilia Salvato, primo cittadino nel 2002 (cui è dedicato un villino all’interno del parco idropinico del complesso termale) fino a Nicola Cuomo fascia tricolore nel 2013, ci avevano provato un po’ tutti a risollevare le sorti delle Nuove Terme con la ricerca di un advisor che avrebbe dovuto stilare un piano industriale. Ma i bandi con quei paletti così stretti non erano riusciti ad attrarre nessun imprenditore. I costi erano troppo alti e così fino ad oggi sono andati ripetutamente deserti. Proprio le condizioni di massima apertura di questa manifestazione d’interesse potrebbe invece aver risvegliato l’appetito degli imprenditori nei confronti di quelle che ormai sono strutture saccheggiate e sfregiate. Nessun vincolo. Sul mercato non c’è il termalismo ma i beni immobiliari che sono finiti in liquidazione. E sono soprattutto l’albergo e il complesso del Solaro – negli anni ’80 considerati il fiore all’occhiello della città – che hanno spinto gli imprenditori a chiedere di poter accedere a sopralluoghi. In quel complesso poco distante dalla zona salubre di Quisisana ci si curava con le proprietà delle acque, si poteva accedere a cure convenzionate e si poteva godere della frescura e dell’aria buona del parco, pieno di alberi secolari. Oggi di quell’orgoglio cittadino resta solo qualche ricordo e un po’ di storia impressa nelle fotografie, come quelle che ritraggono Enrico Berlinguer che si lascia curare con i fumi dell’aerosol. Di quella struttura non resta quasi niente. Anzi, molto è andato distrutto. Per questo motivo il sindaco ha dovuto rassicurare i soggetti privati «che hanno espresso l’intenzione di presentare progetti utili alla riqualificazione di un patrimonio immobiliare devastato da decenni di incuria e cattiva gestione, derivante da scelte errate compiute da chi in passato ha governato questa città», dice Cimmino.
I PASSAGGI
L’appuntamento tra il sindaco e il commissario liquidatore per l’apertura delle proposte è fissato per le prossime ore. Le proposte che riceveranno maggiore attenzione da Sint e Comune saranno quelle che includeranno nel progetto di riqualificazione gli ex lavoratori termali (circa un centinaio) e che possibilmente presentino un rilancio effettivo del termalismo. «Le singole procedure per la gestione dei beni saranno condivise con il Comune, socio unico di Sint, che detterà i confini in merito al perseguimento dell’interesse pubblico e alla valutazione relativa alle garanzie di destinazione d’uso e di crescita occupazionale – conclude Cimmino – Da questo risultato ripartiamo per dare inizio alla rinascita del complesso del Solaro, condividendo il percorso con i cittadini e le forze politiche, con cui abbiamo già intavolato la discussione con un consiglio comunale e tre conferenze capigruppo ad hoc e continueremo a dialogare in occasione di un altro consiglio comunale che si terrà a breve e sarà incentrato esclusivamente su Sint».

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