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Meta , Sorrento . Processo per stupro di turista, ecco cosa hanno fatto gli accusati

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Meta , Sorrento . Processo per stupro di turista, ecco cosa hanno fatto gli accusati  Non hanno voluto mancare l’appuntamento con la prima udienza del processo che dovrà chiarire se furono loro, nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2016, a narcotizzare e violentare una turista britannica ospite dell’hotel Alimuri in cui all’epoca lavoravano. E così Fabio De Virgilio, Antonino Miniero, Gennaro Davide Gargiulo, Francesco Ciro D’Antonio e Raffaele Regio si sono presentati per la prima volta davanti ai giudici del Tribunale di Torre Annunziata che dovranno vagliare l’accusa di violenza sessuale di gruppo mossa nei loro confronti dalla Procura. Volti disorientati, familiari e avvocati al loro fianco, i cinque imputati hanno seguito il primo round del processo per sette lunghissime ore prima di fare ritorno a casa, dove dal 25 ottobre scorso sono agli arresti. L’udienza di ieri ha già riservato qualche sorpresa. Il Comune di Meta e i titolari dell’hotel Alimuri, che in un primo momento avevano annunciato di volersi costituire parte civile per vedersi risarcito il danno di immagine, non si sono presentati. I giudici, invece, hanno respinto l’istanza di costituzione di parte civile avanzata dal comitato per le pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Torre Annunziata. Quindi sarà soltanto la (presunta) vittima dello stupro, assistita dall’avvocato Lucilla Longone, a poter chiedere e ottenere un risarcimento in caso di condanna dei cinque imputati. Non solo: la posizione di Raffaele Regio è stata stralciata a causa della mancata notifica del decreto di giudizio immediato all’avvocato Antonio Russo che assiste il giovane insieme al collega Mauro Amendola. Nell’udienza del 17 gennaio la posizione di Regio sarà comunque riunita a quella degli altri imputati.
LE TESTIMONIANZEIn quella stessa sede saranno ascoltati il rappresentante del tour operator al quale la turista britannica confidò l’aggressione, la figlia della donna e i poliziotti di Sorrento che hanno svolto le indagini culminate, il 14 maggio scorso, con l’arresto dei cinque ex dipendenti dell’hotel Alimuri. Sarà l’occasione per chiarire definitivamente alcuni aspetti della vicenda sui quali è incentrata la strategia del collegio difensivo. Primo: al rappresentante del tour operator che volle incontrare all’indomani dello stupro, la turista non avrebbe mai riferito di essere stata drogata con una sostanza sciolta in drink e poi violentata, ma «soltanto» aggredita; in più, la donna non avrebbe specificato di essere stata costretta a subire atti sessuali. Altre indicazioni utili potranno essere fornite dalla figlia della turista britannica. Agli investigatori, infatti, la ragazza ha raccontato di aver bevuto un drink, offertole dai barman Miniero (difeso dagli avvocati Francesco Tiriolo e Vincenzo Ezio Esposito) e De Virgilio (assistito dai penalisti Alfredo e Mario Rosario Romaniello), insieme alla madre. Dopodiché sarebbe stata proprio quest’ultima a invitarla a tornare in camera, affidandole persino la chiave, per poi allontarnarsi. «Pensavo che mia madre fosse andata via con un ragazzo, il che mi ha infastidito». A registrare le dichiarazioni di pm, avvocati e testimoni non saranno le telecamere delle emittenti televisive. Ieri, infatti, i giudici hanno rigettato l’istanza con cui la Rai aveva chiesto di poter mandare in onda le varie tappe del processo, pur confermando che le udienze saranno pubbliche: una decisione che, stando a quanto trapelato in serata, è stata particolarmente apprezzata dalla vittima, contraria a qualsiasi forma di spettacolarizzazione della vicenda. Ciriaco Viggiano, Il Mattino

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