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Di Maio a Battipaglia per il caso Treofan

«Questa è un’operazione alla Wolf of Wall Street». Non usa mezzi termini il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che ieri pomeriggio si è recato in visita presso la Treofan. I 68 lavoratori dell’azienda battipagliese, che, dal 21 dicembre scorso, sono scesi in protesta a causa del blocco della produzione, quasi a sorpresa, hanno ricevuto il vice presidente del Consiglio fra cori e la speranza che la crisi lavorativa si risolva al più presto.
L’INCONTRO
In diretta facebook come d’abitudine, il portavoce grillino è giunto a Battipaglia percorrendo l’area industriale cittadina. In sua compagnia, anche il consigliere regionale del M5s, Michele Cammarano. Appena arrivato, Di Maio è stato accolto dai manifestanti in presidio all’esterno dell’azienda, dove lo scorso 25 dicembre è stata anche celebrata la messa natalizia. «Il gruppo Jindal ha tante altre attività in Italia, gli chiederemo conto anche di questo – ha detto ai lavoratori, appena arrivato – Quando si è trattato di accedere a determinate occasioni economiche, noi siamo sempre stati disponibili. Però allo stesso tempo ci vuole serietà perché, se fosse confermato, questa è un’operazione da speculatori». Dopo il breve confronto coi lavoratori, quindi, il ministro è stato condotto all’interno dei capannoni della produzione di film. Qui, mentre i portavoce dei lavoratori spiegavano i motivi della protesta, Di Maio ha preso visione dei circa 200 mila metri quadrati dell’azienda, che per ragioni sconosciute è al momento bloccata dalla nuova proprietà.
LA VICENDA
Il gruppo indiano della Jindal, infatti, è entrato in possesso del gruppo Treofan ad ottobre scorso. Insieme con l’azienda battipagliese, gli indiani hanno acquisito dalla M&C dell’ingegner Carlo De Benedetti anche le aziende di Terni e di Neunkirchen, in Germania. Un’acquisizione avvenuta praticamente nottetempo, dopo che la M&C aveva venduto la costola americana della Treofan e promesso di investire sul gruppo europeo, di cui Battipaglia è parte. Tutto ciò, comunque, non sarebbe stato un problema se, improvvisamente, a Battipaglia non avesse iniziato a scarseggiare la materia prima: la resina. Inoltre, alcuni mezzi aziendali hanno iniziato a caricare i materiali per spostarli altrove, senza alcuna spiegazione ai lavoratori. Tutte queste circostanze hanno messo in allarme le maestranze, che hanno chiesto e ottenuto un incontro al Mise con la Jindal per il 21 dicembre scorso. Tuttavia, con una mossa inattesa, il giorno prima il consiglio di amministrazione della Treofan si è dimesso, impedendo di fatto ogni confronto. Non solo, perché i vertici del gruppo indiano si sono detti indisponibili a qualsiasi incontro fino alla fine di gennaio. Tempi inaccettabili per i lavoratori, che, a questo punto, temono per i loro posti di lavoro. Il timore, infatti, è che il gruppo indiano abbia preso di mira Treofan, ottenuto a un prezzo estremamente basso, solo per eliminare un concorrente nel settore della produzione dei film polimerici.
LE PROMESSE
Una tesi che il Ministro del Lavoro non ha escluso: «Convocheremo il prima possibile il tavolo, perché non è pensabile arrivare a fine gennaio – ha detto al termine Di Maio – A quel tavolo deve venire la proprietà, perché non abbiamo bisogno di intermediari». All’incontro presenzierà anche Di Maio, proprio per assicurarsi la presenza degli indiani: «In passato quando non si sono presentati, ho chiesto al Presidente di chiamarli – ha assicurato – Chiederemo massima chiarezza e li solleciterò a far riprendere quanto prima la produzione». Una promessa accolta fra cori e applausi: «Lo chiederò da Ministro e da cittadino del sud, perché se dobbiamo arrivare a preferire sempre uno stabilimento del nord a quello del sud – ha concluso – io non ci sto». Al termine, il sindaco di Battipaglia, Cecilia Francese, ha ricordato al leader del Movimento 5 stelle anche la situazione lavorativa della Piana del Sele, con la chiusura di aziende come Alcatel, Btp Tecno, Paif e Termo Paif, ma anche la questione dell’aeroporto di Salerno. Marco di Bello , Il Mattino

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