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Flixbus da Genova, incidente a Zurigo. La donna morta è italiana

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Flixbus da Genova, incidente a Zurigo. La donna morta è italiana È finito in tragedia in piena notte, il viaggio di una donna italiana di 37 anni: Nicoletta Nardoni di Mozzate, nel Comasco, era a bordo di pullman Flixbus che era partito da Genova alla volta di Dusseldorf. Ma il bilancio rischia di aggravarsi di ora in ora. A bordo del torpedone, sul quale viaggiavano 51 persone di cui 16 italiani (49 passeggeri e due autisti), sono 44 i feriti che sono stati soccorsi e ricoverati in sette diversi ospedali svizzeri. Le conseguenze più gravi sembrano aver toccato proprio i due autisti, entrambi italiani. Uno di loro, 61 anni, è in condizioni critiche, mentre l’altro di 57 anni, che era alla guida al momento dell’incidente, ha riportato lesioni gravi ma non pare in pericolo di vita. E grave risulta anche una passeggera di nazionalità russa. Tutto è accaduto alle 4 e 15 in un clima da tregenda, quando il pullman che percorreva l’autostrada A3 è improvvisamente sbandato sul fondo stradale innevato per poi sbattere violentemente contro uno dei muri dell’arteria stradale che collega la città di Coira a Zurigo.
LA DINAMICA
«Ho sentito un gran botto», ha raccontato un tassista che precedeva il bus. Fatale, potrebbe essere stata l’alta velocità del mezzo. «Siamo arrivati in prossimità di una curva a andatura troppo sostenuta», ha riferito ai cronisti uno dei passeggeri Flixbus scampato all’incidente. Ma sulla dinamica dell’incidente, sulla quale è già al lavoro la polizia di Zurigo, si fa largo anche un’altra ipotesi. Proprio nei pressi del tratto di autostrada in cui è avvenuto lo schianto, c’è infatti una biforcazione che a destra porta nell’area urbana di Zurigo, e a sinistra conduce invece in un vicolo cieco, un tratto di strada rimasto incompiuto. L’autista potrebbe aver imboccato proprio quest’ultimo tratto di strada, per poi fare una correzione di rotta brusca, una volta accortosi dell’errore. L’errore umano non è escluso, ma Flixbus tiene a precisare che gli autobus sono di ultima generazione e che vengano cambiati al massimo ogni tre anni, e che «per tutti i viaggi notturni chiediamo che ci siano due autisti a bordo e che vengano rispettati gli orari di riposo».
IL SERVIZIO
I profili dei viaggiatori coinvolti nell’incidente sono ancora tenuti dalle autorità svizzere nel più stretto riserbo. Ma la storia della compagnia low-cost che ha rivoluzionato i trasporti su gomma grazie a tariffe ultra-competitive, segnala di per sé che il popolo di Flixbus è composto di per sé da viaggiatori poco danarosi, che grazie alla compagnia sono riusciti ad accedere a una mobilità spesso negata a chi vive nel disagio soprattutto in Meridione, dove otto viaggi su dieci sono su tragitti nazionali. Giovani, disoccupati e pensionati per lo più, spesso disposti ad affrontare lunghi viaggi a pochi euro, ma caratterizzati talvolta da poche fermate e orari di percorrenza molto lunghi. Fondata come start-up da tre giovani tedeschi, Flixbus si è imposta sul mercato grazie a una pratica app per comprare i biglietti scontati, il wi-fi a bordo, poltrone comode e tracciabilità del Gps. E oggi l’azienda conta su quasi mille dipendenti. Il giro d’affari è oggi di 200 milioni di euro per un totale di 10 milioni di passeggeri italiani trasportati nell’ultimo anno. Si tratta soprattutto di studenti, anziani, stranieri e persone che non possono permettersi un’auto e hanno basso reddito.
GLI SCONTI
I viaggi low-cost si sono rivelati in questi ultimi anni una risorsa fondamentale soprattutto per universitari e studenti di grandi città come Napoli, che nei periodi festivi scelgono i pullman di Flixbus per raggiungere città d’arte e altri luoghi turistici anche dall’estero. In Campania è stato boom in questi ultimi tre anni. Nel 2018 sono raddoppiati sia le partenze da Napoli sia gli arrivi in città, con un picco durante l’estate, complice il lancio di nuovi collegamenti e l’istituzione di nuove fermate, tra cui una nuova presso l’aeroporto di Capodichino. Per molti giovani e poveri del Sud un’opportunità unica. Che per Flixbus si è tradotta nel Meridione, gravato da trasporti aerei e in ferro da incubo, in una rapida scalata. Da un mese, la compagnia è infatti sbarcata in Sicilia, dove ha inaugurato collegamenti diretti giornalieri da Agrigento, Catania, Enna e Palermo verso oltre 2.000 destinazioni nazionali ed europee, tra cui anche Napoli e le città d’arte. Idem in Calabria, dove da luglio isolatissime città come Crotone e Cosenza, sono state collegate da Flixbus a 1.700 destinazioni nazionali ed europee.

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