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Cava de Tirreni, incendio furgone pubblicità escono i testimoni

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Cava de Tirreni, incendio furgone pubblicità escono i testimoni Due persone sospette che si aggiravano attorno al fabbricato. Le avrebbero viste alcuni testimoni poco prima dell’una e trenta della notte tra martedì e mercoledì scorso, in via XXV Luglio. Qualche minuto dopo un rogo ha avvolto e ridotto in cenere uno dei furgoni dell’Advcity, la nota azienda pubblicitaria cavese. Un particolare inquietante che mette in dubbio la tesi delle prime ore, quando sulla base dei soli esami dei vigili del fuoco si ipotizzava un incendio di natura accidentale. In realtà più perplessità avevano già fatto trapelare anche gli investigatori. I carabinieri del tenente Pessolano hanno deciso di approfondire le indagini e cercano nei filmati delle telecamere in via XXV Luglio riscontri oggettivi alle testimonianze raccolte.
GLI INDIZI
Poco prima del rogo alcuni testimoni avrebbero visto due tipi loschi aggirarsi nei dintorni del fabbricato dell’Advcity, poi nei pressi del furgone poco più tardi distrutto dalle fiamme. Lo stesso titolare dell’agenzia, Alfonso Vitale, ha espresso attraverso un lungo post i suoi dubbi sulla natura dell’incendio e la preoccupazione per i suoi familiari e per le famiglie dei suoi collaboratori, più in generale per l’intera città, teatro in questi ultimi mesi di episodi inquietanti. Frasi molto chiare e lucide nonostante la gravità del momento: «Vittorio Andreoli affermava Ogni uomo nasce buono a renderlo cattivo ci pensano poi l’esperienza e l’educazione – ricorda Vitale – Questa volta vittime della cattiveria altrui siamo noi di Advicty» E ancora: «Albert Einstein diceva: Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare». Parole eloquenti che, si spera, al più presto trovino risposte e soprattutto smentite. A diversi mesi di distanza, i carabinieri sono riusciti ad identificare i responsabili dell’attentato alla Boulagerie, quando nel luglio scorso sono stati incendiati due furgoni e un’auto. Hanno scoperto anche il movente, riconducibile alla guerra del pane. Le indagini hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di due cavesi, di cui uno già in carcere. Negli ultimi giorni si sono registrati tre episodi misteriosi che richiedono una soluzione. Nella notte tra sabato e domenica scorsa un petardo, posizionato sulla ruota posteriore della Fiat 16 di Mena Avagliano, presidente dell’associazione Resilienza, provoca danni all’auto. Il giorno dopo una delle assistenti sociali della Frida ritrova il lunotto posteriore della sua auto spaccato. Infine il rogo di uno dei furgoni dell’Advcity pubblicità di Alfonso Vitale Simona Chiariello Mattino

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