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A Cava de’ Tirreni, danneggiata l’auto di Filomena Avagliano, presidente di un centro antiviolenza foto

Cava de’ Tirreni. Nella notte tra sabato 8 e domenica 9 un petardo, presumibilmente una bomba carta, ha devastato l’autovettura di proprietà di Filomena Avagliano, professionista molto nota in città per essere attivamente impegnata nella lotta contro la violenza di genere in qualità di presidente dell’associazione “Resilienza” che si occupa di tale problematica.

Il fatto è accaduto alle 2 di notte e sono subito giunti sul posto poliziotti della questura di Cava e vigili  del fuoco che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area. La città metelliana ha appreso con stupore e sgomento tale notizia ed è subito stato chiaro che tale gesto è di natura dolosa e intimidatoria.

Pur essendo una domenica prenatalizia, sui social è scattato il tam-tam di protesta e solidarietà con lo slogan #iostoconmena che è comparso sulle bacheche di donne e uomini. Sui social le dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale, Lorena Iuliano “Massima solidarietà a Filomena Avagliano per l’atto grave, vile ed inaccettabile perpetrato nei suoi confronti. Mi auguro che i responsabili vengano presto identificati e adeguatamente puniti.” e di associazioni come La rosa di Gerico, Se non ora quando e Art.1MDP.

Una prima mobilitazione ha riunito un gruppo di Cavesi, uniti dalla ferma volontà di esprimere la loro solidarietà a Filomena Avagliano, incredula per quanto le è accaduto, ma circondata dall’affetto di donne che come lei lottano ogni giorno per affermare la propria autonomia e indipendenza e una parità vera e non di facciata.

Filomena Avagliano mantiene il doveroso riserbo come richiesto dagli inquirenti e sul suo profilo Facebook  così dichiara: “Il grave gesto che mi ha colpita nella nottata di ieri, nel quale una bomba carta ha distrutto la mia autovettura, mi ha profondamente toccata ma non mi ha silenziata! Le indagini sono nelle mani della questura di Cava, che ringrazio per disponibilità, professionalità ed empatia. Le forze dell’ordine vicine al cittadino sono sempre un segno di maggiorata tutela, che rassicura. Mi auguro e spero, con tutto il cuore, che le indagini possano rivelare che questo vergognoso gesto sia stata solo la bravata di un folle e null’altro! Per gli accertamenti e per tutto il resto, ci sono e saranno le professionalità della Polizia di Stato ad accertare la natura e la matrice di quel che mi è accaduto e lascio a loro ogni determinazione del caso. Grazie a tutti per la vicinanza e la solidarietà”.“

Le forze dell’ordine in questo momento stanno indagando a 360 gradi su chi possa aver commesso tale grave gesto intimidatorio. Un lavoro di indagine che necessariamente passerà a setaccio le attività della psicologa per identificare l’autore o gli autori.

Dopo la prima mobilitazione di domenica sera, le associazioni Cavesi sono decise a far sentire in maniera più forte e incisiva la loro azione.  “Agitazione permanente”, il motto spontaneo e la riaffermazione di un ruolo, quello della donna, che oggi è sempre più sotto attacco.

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