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Sorrento: Abusivismo, multe salate da 300 mila euro

Non solo hanno realizzato lavori del tutto fuorilegge, ma non hanno neppure rispettato l’ordinanza di demolizione ed ecco che dunque finiscono una volta per tutte nella black list di coloro che devono saldare i conti con il Comune, che tempo fa aveva comminato loro una maxi sanzione da ventimila euro. In tutto, scoppia una multa da 300mila euro con una decina di privati e imprese sotto la luce dei riflettori. Ma evidentemente c’è il sospetto – alquanto fondato – che la questione sia destinata ad allargarsi. Visto che ci sono ulteriori provvedimenti di ripristino dello stato dei luoghi non rispettati e il Comune deve battere cassa alla luce del rischio che il caso possa finire all’attenzione della Procura regionale della Corte dei Conti.

La svolta è arrivata ieri mattina, quando l’architetto Daniele De Stefano, titolare della posizione organizzativa dell’ufficio edilizia privata del Comune, ha firmato l’ordinanza con cui di fatto “apre” la posizione debitoria per chi risulta destinatario di una sanzione pecuniaria per abusivismo edilizio. I fatti sono noti: nei mesi scorsi, gli agenti del comando di polizia municipale e i tecnici del Comune di Sorrento hanno effettuato numerosi controlli in centro storico e in collina in alcuni cantieri privati. In queste verifiche, sono emerse numerose irregolarità con tanto di segnalazioni alla Procura di Torre Annunziata ed è qui che è stato aperto un maxi procedimento amministrativo da parte del Comune di Sorrento. In questa fase, nel mirino ci sono quindici persone per altrettante ordinanze di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi che non sono state ottemperate. I provvedimenti, che prevedevano l’abbattimento degli abusi edilizi, risalgono al 2015.

L’architetto De Stefano ha quindi sommato le sanzioni, da ventimila euro per ogni singola ordinanza, con la quota finale che per ora arriva a 300 mila euro. Le multe dovranno essere pagate entro i prossimi trenta giorni e sono state di recente notificate dai messi comunali. Evidentemente, dietro l’angolo rischia di spuntare l’ennesima battaglia legale seppur le varie ordinanze, come viene rilevato negli atti, «restano validi ed efficaci per mancanza impugnativa o per mancato accoglimento dell’impugnativa giudiziale prodotta in sede cautelare o di merito». In sostanza: tra queste quindici posizioni, alcuni hanno deciso di rivolgersi alla giustizia amministrativa che ha respinto i vari ricorsi. Quindi, il Comune ha potuto tranquillamente agire per le sanzioni.

L’impressione, come fatto filtrare anche dall’amministrazione, è che possano esserci nel corso delle prossime settimane ulteriori sanzioni. E’ chiaro che ci sono a Sorrento ancora abusi edilizi destinatari di ordinanze di demolizione, non rispettate e anche in queste circostanze c’è la concreta possibilità di nuove multe da ventimila euro, che vanno comminate e riscosse visto che il settore è adocchiato anche dalla Procura della Corte dei Conti. Anche perché, proprio in merito alla mancata riscossione delle sanzioni, alcuni mesi fa partì l’ennesimo esposto all’attenzione dell’Autorità nazionale Anticorruzione oltre che alle forze dell’ordine. Finora, però, non ci sono sviluppi né inviti a dedurre per l’ipotesi di danno erariale.

Commenti

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  1. Scritto da Marinella Alba

    L’abusivismo dovrebbe essere colpito sul nascere ma nessuno si preoccupa di segnalare lavori in corso sospetti (assenza di cartelli con l’indicazione della natura delle opere in corso e dei responsabili, carico e scarico dei materiali fuori orario, etc).
    A Sorrento si stanno battendo per non far realizzare nello spazio occupato dai cantieri navali della famiglia APREDA un complesso edilizio che dovrebbe destinare alcuni appartamenti a persone che non possono acquistarlo al mercato libero: A pochi passi, tra via Arigliola ed il viale che conce all’ex cantiere, c’era un albero; intorno all’albero venne realizzata una baracca; al posto di quell’albero ora c’è un piccolo edificio.
    Sono incapace di comprendere il motivo per cui si protesta per un complesso edilizio che dovrebbe nascere legalmente (atteso che è stato chiesto il permesso a costruire al Comune ed è stato sottoposto alla sovraintendenza e non si protesta per altri manufatti che condizioneranno il progetto della Chiesa per la quale il buon don Franco Maresca sta lavorando dal momento in cui si è insediato in Parrocchia … non vorremmo che sarà costretto a reccogliere le arance e distribuirle ai fedeli per altri lunghissimi anni od a ridimensionare il progetto della Chiesa che stenta a decollare. Marinella