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Salerno movida sotto attacco, controlli e chiusure a discoteche. I gestori “Si rischia di far diventare il paese un dormitorio”

Salerno movida sotto attacco, controlli e chiusure a discoteche. I gestori “Si rischia di far diventare il paese un dormitorio” Una serie di servizi di Carmen Incisivo su Il Mattino di Napoli su quello che sta succedendo a Salerno
Il sequestro del Bogart e del Modo, avvenuti a poche settimane l’uno dall’altro, mette in allarme i gestori dei locali della movida e riporta al centro del dibattito cittadino un problema spesso denunciato negli ultimi anni: il progressivo e inesorabile depauperamento delle attività e dei servizi legati al mondo della notte che, di conseguenza, ha favorito la crescita di iniziative analoghe in città vicine a scapito del capoluogo.
I CONTROLLI
I controlli delle ultime settimane sono stati percepiti da parte dei gestori come un fulmine a ciel sereno, del tutto inattesi, anche perché, come qualcuno ha affermato «abbiamo sempre fatto così e nessuno ci ha mai detto nulla. Non capiamo il perché di questa stretta improvvisa». Sull’argomento, viste anche le numerose sollecitazioni pervenute dai diretti interessate nelle ultime ore, l’assessore alle attività produttive Dario Loffredo ha manifestato la volontà di istituire un tavolo tecnico per redigere un regolamento che possa supportare i gestori delle attività notturne nei processi amministrativi che garantiscano la liceità delle attività. «I controlli vanno eseguiti e chi non è in regola deve provvedere senza alcun dubbio a colmare i gap e le mancanze che vengono evidenziate chiarisce Loffredo commentando quanto accaduto in città nelle ultime settimane è evidente, però, che non bisogna criminalizzare la movida né sentirsi attaccati da nessuno. Come delegato comunale alle attività produttive intendo farmi promotore di un’iniziativa che veda coinvolti tutti i gestori e gli operatori del settore che avranno intenzione di confrontarsi con il Comune affinchè si realizzi uno strumento utile a tutti perché la movida è sempre stata un tratto distintivo della nostra città e non possiamo permettere che la burocrazia, talvolta percepita come asfissiante o comunque complessa da gestire, diventi un spada di Damocle per chi vuole investire e lavorare a Salerno». Il primo passo sarà aprire le porte del Comune e mettere a disposizione tutti gli strumenti utili per avviare un percorso condiviso: «Il lavoro delle forze dell’ordine è per noi fondamentale spiega ancora Loffredo probabilmente possiamo accompagnare diversamente le nostre imprese e fare in modo che un dialogo costruttivo diventi lo strumento adeguato per ridurre i casi di sequestri ed irregolarità varie. Ciò che ci interessa è avere locali a norma e una chiara definizione di regole che siano ineccepibili per tutti. Se diamo ai gestori punti di riferimento chiari, avremo certamente meno problemi. La mia porta è aperta, io stesso ho lavorato in questo mondo e voglio ribadire che una città senza movida non può esistere. Ci muoveremo in tempi brevi e proveremo a dare il nostro apporto».
LA SCELTA
L’impegno del Comune non sarà solo quello di ascoltare criticità e necessità dei gestori di locali notturni ma anche di regolamentare in maniera ancor più chiara tutto ciò che attiene agli spettacoli di musica dal vivo e intrattenimento in generale. Per il momento, invece, il Modo resta chiuso. Nel pomeriggio di ieri il pubblico ministero Valleverdina Cassaniello ha convalidato il sequestro del locale di via Antonio Bandiera imposto a seguito di un controllo dei Nas nella notte tra sabato e domenica. Nella giornata di oggi, gli avvocati difensori dei titolari del Modo, Marco Martello e Nello Naddeo, faranno istanza di dissequestro al giudice per le indagini preliminari. Dal controllo effettuato, è risultato che il locale in cui si stava svolgendo una serata dopo una cena spettacolo, non era in possesso della licenza per quella tipologia di intrattenimento. Inoltre mancava anche la Scia antincendio
Una cabina di regia e la piena collaborazione con le istituzioni e le forze dell’ordine sono gli elementi imprescindibili per rinverdire ciò che resta della movida salernitana secondo coloro che lavorano nel mondo della notte e dell’intrattenimento. Regole precise, controlli periodici e la possibilità di aggiornarsi su novità normative e procedurali a livello sistemico anche per coloro che non hanno grande esperienza.
L’IMPRENDITORE
«Salerno è ormai una città dormitorio, esiste pochissimo in termini di intrattenimento perché, contrariamente a quanto appaia, fare questo lavoro comporta sforzi personali ed economici spiega Armando Mirra, fondatore di Pupi e Pupe Management e patròn del Dolce Vita – È evidente che la condizione senza la quale è impossibile ragionare è quella di lavorare nell’assoluta osservanza delle regole. Negli anni abbiamo subito decine e decine di controlli, può capitare a tutti di essere in fallo su un dettaglio, su un cavillo, ciò che conta è prenderne atto e mettersi in regola. Dal canto mio posso dire che sono disponibile a ogni tipo di discussione. La giurisprudenza che riguarda le attività notturne e di intrattenimento è amplissima ma sul versante locale si potrebbe investire nella collaborazione con le istituzioni e con le forze dell’ordine. Ciò che conta è non percepire questi momenti come lotte o attacchi, si può costruire e remare nella stessa direzione perché la movida ha una funzione sociale di aggregazione».
IL DEEJAY
Il noto deejay Marco Montefusco, esprimendo preoccupazione per l’impoverimento del tessuto locale, auspica l’istituzione di un protocollo tra enti ed istituzioni: «È evidente che si è innescato un effetto domino che potrebbe penalizzare chi non svolge questa professione seguendo tutte le prescrizioni imposte dalla legge commenta – Questo spesso accade non per malafede ma per scarsa conoscenza della legge. Da questo punto di vista più che mettere in piedi un regolamento, visto che le leggi esistono e da quelle non si scappa, sarebbe utile immaginare di creare un protocollo d’intesa che raggruppi tutti i soggetti a cui il gestore o il professionista del settore si rivolge. Dal Comune, alla Siae fino alle forze dell’ordine. Più in generale, ciò che a Salerno è mancato è una regia che riguarda il settore. Tutto si può fare, occorrono però regole chiare e procedure affidabili».
GLI ORGANIZZATORI
Nelle scorse settimane anche il Bogart è incappato in un controllo culminato in un sequestro ma patròn Maurizio Maffei non si scoraggia: «Nonostante quello che mi è successo, sono sempre per il dialogo dice – È fondamentale che le parti si parlino e che ci siano intenti e modalità operative condivise. Mi dispiace molto per quello che è accaduto al Modo perché, per motivi molto diversi, è accaduto anche a me e un imprenditore che investe su un’attività perde sempre quando accadono cose del genere. Quella che svogliamo è un’attività difficile e necessitiamo di supporto perché serve all’economia e anche all’immagine della nostra città». Accanto a coloro che sono mostri sacri del settore, ci sono anche giovani emergenti che chiedono supporto alle istituzioni per costruire una nuova movida, diversificata e inclusiva: «Credo che la collaborazione sia alla base di tutto spiega Germano Porcaro, vocalist e imprenditore – Con questo non voglio sminuire il ruolo delle forze dell’ordine e della legge perché chi non è in regola deve adeguarsi, senza alcuna possibilità di derogare ma credo sia fondamentale, arrivati a questo punto, chiedere il supporto delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti. Le persone e in particolare i giovani imprenditori, hanno bisogno di essere supportate e accompagnate quindi ben venga un momento di confronto per poter avviare un’attività congiunta che permetta a noi di lavorare in serenità e alle persone di scegliere da una proposta ampia e variegata».
c.inc.

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