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( S )VENTURA CHIEVO E’ GRANDE SASSUOLO

Federico Di Francesco, 24 anni ansa

Punge Di Francesco, il tragicomico autogol di Giaccherini specchio di una crisi profonda

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Nei cinque maggiori campionati europei la squadra veneta è quella che ha perso di più. De Zerbi è 6°

Punte da Europa League, una piacevole presa di contatto per il Sassuolo: abitudini ripristinate. Magari con qualche pausa, nel percorso accidentato che è la partita di Verona per De Zerbi. Capace di farsi apprezzare una volta di più dal maestro Ventura, che lo ha sempre elogiato per la ventata di cambiamento resa al nostro calcio. Spietato l’allievo, a questo giro: il Sassuolo lascia il Chievo in braghe di tela, si prende il massimo attivando il risparmio energetico e chiude la seconda trasferta di fila senza prendere gol. Quando si ha davanti gente come Boateng, Di Francesco e Berardi – che pure non è nel suo miglior pomeriggio – l’episodio buono è dietro l’angolo. Tanto basta a un Sassuolo più conservativo che mai per planare al sesto posto. Di Francesco sblocca al tramonto del primo tempo, poi l’immagine cruda che offre il Chievo – a sette sconfitte consecutive – è il tragicomico autogol di Giaccherini.
SASSUOLO ALL’INCASSO. Se l’Europa ora è un dolce pensiero, il Sassuolo si gode una partenza da diciotto punti in undici giornate: tre anni fa, quando chiuse al sesto posto, il rendimento di partenza era di un solo punto superiore a questo. Analogie da associare a chi sta prendendo possesso della zona più nobile, e non intende mollarla. Federico Di Francesco riceve palla dopo il fraseggio tra Boateng e Berardi, per realizzare l’1-0 in diagonale: è praticamente l’ultimo atto di un primo tempo che il Sassuolo trascorre guardingo, per poi passare all’incasso. C’è in allegato il poco inviabile primato di partita con meno conclusioni totali – quindici – in questo Chievo-Sassuolo. Si traduce così l’atteggiamento sparagnino di chi non vuole andare di fioretto, la squadra di De Zerbi, ma stringe tra le mani i punti. L’allenatore del Sassuolo tiene conto di tutto: alla fine colpevolizza i suoi per non aver dato il colpo di grazia al Chievo prima del recupero. E sa perfettamente che, partite così, sarebbero da vincere un po’ meglio.

 

CHIEVO SOTT’ACQUA. Le molte assenze – sei – valgono come attenuante generica per il Chievo, e pure la penalizzazione che ancora non è stata assorbita. Nei cinque maggiori campionati europei, quella veronese è la squadra che ha perso più volte: nove. La rassegnazione a novembre sarebbe un ingrediente da rigettare, con il pessimismo già ampiamente sdoganato. Di certo Ventura ha preso una patata bollente mica male, se cercava il colpo a effetto. Con la novità della difesa a tre, convertita stavolta in un modulo ibrido che genera confusione. Il cambio a venti minuti dalla fine, che più cervellotico non si può, è l’occasione per il serbo Tanasijevic – un difensore quando c’è rimontare… – di esordire in serie A. E pure di prendersi, ingenuità esponenziale, due ammonizioni in quattro minuti. Il Chievo è caduto in basso, alla catena di sciagure si aggiunge l’autorete che fa esultare il Sassuolo: Giaccherini non si accorge che Sorrentino è rimasto a terra dopo aver salvato su Berardi, e il suo appoggio col petto diventa il 2-0.

Fonte:corrieredellosport

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