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RAVELLO, IL SINDACO DI MARTINO CHIEDE COMMISSARIAMENTO FONDAZIONE “E’ L’ORA DELLA VERITÀ – BASTA A INCIUCI E ILLAZIONI”

Commissariare la Fondazione per cercare di recuperare in pochissimi mesi il tempo perduto. Il mio rammarico è principalmente rivolto alla mancata gestione dei beni da parte della Fondazione, in particolare l’auditorium.

Ravello, Costiera amalfitana. Il sindaco Salvatore Di Martino interviene dopo il consiglio comunale di ieri sera dicendo basta alle chiacchiere e cercando di smuovere dall’immobilismo la Fondazione Ravello con una lettera indirizzata al Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca dove ha annunciato, come anticipato ieri in consiglio comunale, che non procederà a nessuna nomina, chiedendo il commissariamento della Fondazione stessa.

E’ L’ORA DELLA VERITÀ – BASTA A INCIUCI E ILLAZIONI

Rendo pubblico quanto già portato a conoscenza del Consiglio Comunale ieri sera a proposito della situazione in cui versa la Fondazione Ravello.

Dopo oltre due anni di mio impegno per cercare di arginare la deriva innescata dalla gestione Vuilleumier e compagni, ho ritenuto di richiedere ufficialmente il Commissariamento della Fondazione.

Il grande Massimo Troisi fu interprete del famoso film “Ricomincio da 3” perché almeno tre cose buone le aveva fatte, a me purtroppo è toccato “RICOMINCIARE DA ZERO” perché di cose buone non ne ho trovata neanche una dopo cinque anni di gestione Vuilleumier.

E’ molto più facile partire da zero che dover mettere le mani in disastri.

In questo caso mi riferisco alla Fondazione Ravello che ha visto il duo Vuilleumier – Mansi recitare un ruolo determinante nelle scelte e nella gestione del tutto, con l’aiuto ed il sostegno dei loro nominati. Dopo il primo anno passato a chiedere un cambio di velocità e di linea nella gestione della Fondazione, pur di tentare dall’interno di correggere il tiro, ho accettato di entrare dalla finestra essendo il portone abbondantemente sbarrato dall’arroccamento dei suddetti personaggi.

Dopo infruttuosi tentativi ho ritenuto di rivolgere al Governatore De Luca una ben precisa richiesta: Commissariare la Fondazione per cercare di recuperare in pochissimi mesi il tempo perduto. Il mio rammarico è principalmente rivolto alla mancata gestione dei beni da parte della Fondazione, in particolare l’auditorium. Un bene che segna l’inefficienza e l’inettitudine dell’amministrazione Vuilleumier che per 5 lunghi anni di suo sindacato, più 7 anni di presenza nel CdI della Fondazione, più 25.000 euro di fondi comunali per studi e consulenze su come risolvere il problema, non ha prodotto alcun che, costringendo l’attuale Amministrazione a subire accuse per colpe non sue.

Purtroppo sanno solo produrre interrogazioni sterili e pretestuose, non ultima quella sulla questione locali villa Rufolo e Ribalta; interrogazione giustificabile se il/gli interroganti nulla sapessero e nulla potessero autonomamente fare per risolvere la questione; come ben noto a tutti gli interroganti sono portatori di ben precisi interessi e conoscenze, chi per l’essere da anni membro del massimo Organo della Fondazione, chi per l’essere coinvolto in gravi questioni che danneggiano il Comune e quindi tutti i cittadini (vedi condanna del Comune a causa della Ribalta), chi per l’essere beneficiario diretto ed indiretto di servizi ed attività gestite dalla Fondazione e regolarmente retribuite, attraverso soggetti economici da lui partecipati.

E’ il caso di mettere la parola fine a questi ibridi che vedono coinvolti Consiglieri Comunali, che si prendono anche il lusso di parlare di incompatibilità in capo ad altri, fingendo di ignorare almeno quelle morali che li pervadono quotidianamente. La richiesta di commissariamento va anche in questa direzione.

La lettera a Vincenzo De Luca

“Signor Presidente, relativamente alla situazione di stallo che si va delineando nell’assetto della Fondazione Ravello, con la presente richiedo al Presidente della Regione Campania, quale Ente di controllo dei soggetti con personalità giuridica esercitante attività in ambito regionale, si adoperi con tutta l’urgenza del caso affinché si attivino le procedure regolamentate dal CR del 22/9/2003. A tal fine si sottolinea che, in forza della scadenza degli organi statutariamente prevista il 31/12/2018, si è già nell’impossibilità di amministrare e gestire l’intera programmazione futura e individuare tutte le professionalità necessarie, segnatamente quella del Segretario Generale, del Direttore Artistico, anch’esse in scadenza il 31/12/2018: tali nomine non possono essere eseguite dalla governance uscente, per evidenti motivi di opportunità ed efficienza, che annullano la mera competenza giuridica degli organi in scadenza. La motivazione della mia richiesta, ancor più dirimente è dettata dalla necessità di operare da subito una modifica statutaria radicale, che prevede l’eliminazione del consiglio generale d’indirizzo, vale a dire dello stesso organo statutariamente preposto alle sue modifiche, se solo volessi per un attimo immaginare che procedere per via ordinaria, i soci dovrebbero nominare per nuovo consiglio entro il 30 novembre prossimo, 21 personalità e come primo atto deliberare la modifica statutaria che sancisce la loro decadenza immediata, in più dovendo operare come esecutori delle volontà dei soci, e non secondo i dettati dello statuto vigente, come persone fisiche e del tutto autonome svincolate da chi le ha nominate. Poiché gli incarichi essenziali e vitali per effettuare scelte, per le quali si è già in grave ritardo, avvengono in scadenza del 31/12/2018 è del tutto evidente che ricorrono alla fattispecie di legge, affinché l’Ente controllante intervenga per garantire anche l’ordinaria amministrazione. Solo in chiusura ritenendo assorbenti le motivazioni di cui sopra, si evidenzia che le attività statutarie degli organi sono ferme al 30/6/2018, segnando una sostanziale stasi in ogni tipo di programmazione. Non sfuggirà che il nuovo assetto statutario deve essere ineludibilmente e tempestivamente, mediato e condiviso con i legali rappresentanti dei tre enti proprietari dei beni, che da troppo tempo attendono di essere conferiti alla Fondazione e versano in gravissime condizioni, almeno di programmazione e pianificazione sinergica. Solo un commissario con pieni poteri può svolgere questo delicato ruolo di cerniera, tra ministero, regione e comune, determinando scelte e decisioni di reciproco gradimento ed efficacia. Per tutto quanto sopra, si comunica che il sottoscritto ritiene di non procedere ad alcuna nomina, nell’interesse dell’Ente rappresentato, preminente su qualsiasi smania di conferimento o di nomine. In ogni caso attendo le determinazioni che si auspicano nell’immediato, anche per eventuali incontri. Cordiali saluti, la presidenza municipale.” Questa è la missiva inviata al governatore Vincenzo De Luca, il 27 novembre scorso dal sindaco Di Martino.

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