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NAPOLI -PSG FORZA RAGAZZI CON CORAGGIO E SENZA CALCOLI

Lorenzo Insigne in allenamento alla vigilia di Napoli-Psg a

Napoli-Paris Saint Germain, match valevole per la gara di ritorno della quarta giornata della fase a gironi della competizione Uefa Champions League

Il San Paolo pronto ad accogliere il Psg  stasera  in Champions.La sfida sara’ decisiva per la qualificazione agli ottavi.

Napoli-PSG: diretta tv su Sky, non si vedrà in chiaro su Rai 1

 

I risultati degli avversari del Napoli nel Girone C di Champions League
Questi i risultati, nei rispettivi campionati, delle avversarie del Napoli inserite nel Gruppo C di Champions League.

Francia: Il PSG, prossimo avversario degli azzurri, ha battuto Lille per 2-1 al Parco dei Principi con gol di Mbappè e Neymar. Il Paris è in testa alla Ligue 1 a punteggio pieno dopo 12 partite.

 

Serbia: La Stella Rossa ha battuto il Backa Backa Palanka per 3-1 con gol di Pavkov, Gobeljic e Simic. La Red Star è in testa alla Super Liga con 43 punti dopo 15 giornate.

Inghilterra: Il Liverpool ha pareggiato 1-1 contro l’Arsenal in trasferta (gol di Milner). I Reds guidano la Premier League con 27 punti dopo 11 giornate

 

22 Assist Sono quelli totalizzati da Neymar da quando ha debuttato in Champions League (record assoluto) col Barcellona per poi passare al Psg. In tutto O Ney ha all’attivo 50 partite, con 30 gol realizzati

31 Gol Sono quelli realizzati dal Napoli in casa nelle ultime 15 partite casalinghe di Champions. In questo arco di tempo c’è stato un solo match senza reti all’attivo: 0-0 con la Dinamo Kiev due anni fa

16 Volte Dries Mertens ha partecipato attivamente a 16 reti del Napoli nelle sue ultime 17 presenze in Champions League (a partire cioé dal settembre 2016), grazie ai suoi 8 gol e agli 8 assist azzurri

La terza ruota del carro: le altre, davanti, avrebbero dovuto lanciarsi nel futuro, avanzare minacciosamente, guidare se stessi fino al traguardo e poi lasciare agli altri il senso effimero dell’esistenza. «E invece siamo ancora qua, a giocarcela, avendo una città intera che soffierà alle nostre spalle». Hanno ribaltato le leggi del calcio: pareva un destino segnato, Liverpool e Psg nell’Olimpo, ognuno con le proprie forze, l’opulenza scintillante di bilanci sontuosi, e gli altri a partecipare, decoubertianamente, fors’anche un po’ rassegnati. E invece no, qui stanno tentando una rivoluzione bella e buona, forse non ce ne siamo nanche accorti, e il potere è un’incognita racchiusa in questa notte in cui Napoli-Psg non dev’essere un rimpianto: «Inutile pensare al finale della gara d’andata, quello appartiene al passato: si gioca un’altra partita, sarà diversa, comincia da 0-0».

STRAORDINARI. E quando finirà, ad Ancelotti non dovrà restare che la certezza d’essere rimasto se stesso, quello che l’ha vinta con il Milan e poi l’ha rivinta con il Milan e infine s’è presa la «decima» con il Real Madrid: pure quella pareva una maledizione, nonostante lo sfarzo della casa blança, e ora che qui c’è una città che sogna con moderazione l’ottavo di finale, val la pena di ripetere concetti chiari, evitando di sfociare nella commiserazione. «Dobbiamo essere ancora più bravi di quindici giorni fa: continuo a pensare che se il risultato non ci ha premiato del tutto, a Parigi, ciò non sia successo per caso. Potevamo essere più concreti, ad esempio. E però, stasera come quella sera, bisognerà compiere qualcosa di straordinario per batterli». Al Parco non bastarono le prodezze di Insigne prima e di Mertens poi (dopo l’autogol di Mario Rui), a un quarto d’ora dalla fine, neutralizzate in pieno recupero da una magia di Di Maria.

LA MERAVIGLIA. L’impresa: certo che ne serve un’altra, ma stavolta che sia ultima e definitiva, quasi epica, perché a quel punto, va da sé, si riempirebbe un’altra piccola (?) pagina di storia, nella quale Ancelotti si è preso capitoli interi, l’ha scritta di pugno suo e sa quale sia l’incipit per riuscire a incantar le stelle: «Sappiamo cosa dobbiamo fare e speriamo di riuscire a farlo. Loro sono forti e anche indecifrabili, visto che all’andata hanno cambiato in corsa. Non c’è mai un momento giusto per affrontare avversari di questo tipo ma noi siamo lucidi e convinti delle nostre possibilità. Questa squadra mi dà soddisfazione, è un piacere allenarla e devo stare attento perché mi segue e mi obbliga a dire poche cavolate. Il traguardo è vicino, questo sì, ma state certi di una cosa: non procederemo con i calcoli. Le Grandi non ne fanno».

AVANTI. E diventerà calcio frontale, proprio come al Parco dei Principi; e magari saranno gli stessi a giocarsela; e se ne andranno a spasso per il san Paolo spazzando via quegli ultimi centoventi secondi del recupero, fors’anche meno. «Ci metteremo coraggio, state certi. Ma bisognerà entrare in campo determinati, come abbiamo fatto due settimane fa. E poi uscirne con quelle sensazioni». Ma sarà anche una serata romantica, in cui il calcio diventerà un sentimento racchiuso nell’abbraccio tra Ancelotti e Buffon: «Sarà un piacere rivederlo e ritrovarlo: ho un enorme rispetto per il professionista e ho affetto autentico per l’amico». Poi, «distrattamente», avviandosi verso la panchina, mordicchiando la chewing gum d’ordinanza, risistemerà il cronometro e lancerà lo sguardo lontano, il più lontano possibile: «Bisogna calarsi subito nella gara e stavolta avremo con noi tutta Napoli. Dovremmo essere meno leziosi del primo match e però giocare proprio come allora. Noi abbiamo fatto bene, molto bene, e siamo orgogliosi di aver reso incerto ed equilibrato questo girone, che al momento del sorteggio, in estate, sembrava per chiunque impossibile». E invece c’è vita sul carro…

le scelte verso la prima formazione bis  Stesso undici (con dubbio)

Ma va: possibile che sia già tutto scritto nella penombra d’una vigilia? Probabile, persino quasi certo, che tocchi di nuovo a loro, agli uomini del Parco dei Principi, e sembra persino strano – visto l’andamento del turn over in questa fase iniziale della stagione – che debba procedere senza ansia, senza dubbi, senza scossoni e senza neanche un interrogativo questa lunga attesa che conduce al Paris Saint Germain. La quindicesima formazione pare somigli in tutto e per tutto a quella che due settimane fa ha messo in crisi Tuchel, però un sospetto, magari piccolo, rimane, perché intanto cambia il Psg (probabilmente 3-4-3) e l’idea che a destra si agiti un conflitto tra Maksimovic e Hysaj va lasciata umanamente germogliare. Poi sarà, o così dovrebbe essere, ciò che è già stato in Francia, e cioè Insigne e Mertens in attacco, Allan e Hamsik in mezzo al campo, Callejon e Fabian Ruiz sugli esterni, Albiol e Koulibaly dinnanzi a Ospina e Mario Rui a sinistra. E il resto andrà modificato nei movimenti, nelle giocate, non certo nell’atteggiamento, che non sarà conservativo ma rigoroso.
in DIFFIDA. Come il comportamento che il Napoli chiede ai propri 53mila spettatori: scale da lasciare liberi, fumogeni da bandire, perché il san Paolio rimane sotto diffida e il Liverpool è già costato trentottomila euro di multa.

 

la situazione dentro la notte magica

Sognando il salto europeo Napoli tra orgoglio e calore

Obiettivo ottavi possibile anche con un pari San Paolo per 55 mila cuori
Non lasciatevi incantare, la matematica è una opinione da bar sport dalla quale sfuggire silenziosamente, evitando di starsene incollati con la classifica in una mano e il calendario nell’altra. E però val la pena di restare aritmeticamente svegli, ignorando le somme, provando a far le differenze, ma sapendo che in questa notte magica c’è racchiusa una verità assoluta e una assai parziale e però indicativa. Questa non è una serata di numeri e di calcolatrici e sarà impossibile risparmiarsi, perdersi in quella nuvola che sa d’ipotesi, di possibilità e di percentuali, però un’occhiatina – con discrezione e apparente disinteresse – converrà lanciarla, nel finale arroventato, per convincersi che (eventualmente) pure un pareggio avrebbe un senso o potrebbe darlo, perché poi – lo dice il regolamento – in caso di parità passa chi ha segnato più gol in trasferta nello scontro diretto e quelle due reti al Parco dei Principi lasciano egualmente un piacevole retrogusto. Liverpool punti 6, Napoli punti 5, Psg punti 4: e si resterà nel campo delle divagazioni tout court, se al novantesimo le distanze dovessero restare immutate, sapendo che poi il 28 novembre, al Parco dei Principi, ci sarebbero fuochi e fiamme, mentre al san Paolo potrebbe apparire più tenera la perizia contro la Stella Rossa. Ma questa è la partita che diventa uno spartiacque, restituisce il Napoli alla città, lasciandogli avvertire quell’abbraccio bollente dei cinquantantatremila che riconducono (quasi) al Real Madrid (56.695) e comunque allestiscono un palcoscenico naturale, nel quale sarà elegante danzare, gustandosi le stelle.

LA FOLLA. Questa è una giornata come le altre, ma quelle dei big-match, la Juventus ad esempio (55.567 un anno fa) ma tanti, tanti di più di quanti ve ne fossero, e sempre in Champions, e dodici mesi fa con il Feyenoord (22.577), con il Manchester City, anche con il Manchester City (44.483) o semmai con lo Shakhtar (appena 10.753). Questa è un’onda anomala, lo è diventata di recente, che muove verso Fuorigrotta, per andare a godersi un po’ del suo stesso passato, e cioè Cavani, per scrutare cosa siano da vicini Neymnar e Mbappé, ma soprattutto per starsene con il Napoli, accarezzarlo, anzi avvolgerlo in quel calore che può rigenerare, nel caso in cui serva, o può servire per decollare.
UNO, DUE E… Questa è una favola, e Napoli l’ha già vissuta, però è capitato che al sorteggio spuntasse sempre una manina per niente amica, doveva essere quella d’un diavolo, che rendeva gli ottavi un inferno, una missione ai limiti dell’impossibile, anzi ben oltre: il Chelsea, con Mazzarri, fu un’illusione tenera e maledetta (3-1 all’andata e poi fuori a Stamford Bridge nel supplementare) e il Real Madrid due anni fa rappresentò un poster – la Grande Bellezza – strappato poi dal destino sul palo di Mertens e da Sergio Ramos. E però furono scene mai viste, fu tripudio e orgoglio, fu sfrontatezza e stima universale, ma fu tutto terribilmente effimero. Questa nel suo piccolo (?) è un’altra fetta di Storia, perché laggiù, oltre le tenebre, c’è sempre un’Europa invitante e sa d’immensità ed è nascosta – direbbe Pino Daniele – dentro una «notte che viene, notte che va…».

 

fonte:corrieredellosport

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