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Meta, Sorrento . Ordinanza su presunti abusi, giù le mani da La Conca

Meta, Sorrento . Abusivismo edilizio, il Comune di Meta si scaglia contro il noto stabilimento balneare La Conca.  La cosa ci sorprende non poco, intanto si tratta di opere che stanno li da molto tempo con tutto un circondario di cemento, perchè prendersela con La Conca? Che interessi ci sono sulla spiaggia e sui dintori dell’Alimuri ?  Ci sono operazioni mobiliari ed immobiliari in corso , interventi noti all’amministrazione del sindaco Peppe Tito, ruderi da sistemare, compravendite, gente che vuole investire, gente che ha investito, se la prendono con uno degli stabilimenti balneari migliori della Campania che da prestigio a tutta la Penisola Sorrentina, perchè ?

Ecco cosa scrive oggi Metropolis quotidiano

Finisce nel mirino uno zatterone in calcestruzzo armato realizzato nei pressi dell’arenile e che secondo il funzionario comunale Paola De Maio risulta fuorilegge. Nei confronti del legale rappresentante del lido, Mario Cafiero, è stata dunque emessa un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi.

Tutto parte nell’aprile del 2010 quando al Comune viene trasmessa dal lido una Dia per l’esecuzione di lavori edili «di somma urgenza» a causa, a detta del titolare dell’attività, «di straordinario evento meteomarino lungo il litorale» rilasciato in concessione.

L’anno dopo, a maggio, personale dell’ufficio tecnico comunale e carabinieri di Piano di Sorrento effettuano un sopralluogo in cui vengono rilevate opere su suolo demaniale marittimo «in assenza di titolo abilitante». Nel dettaglio, si tratta di «uno zatterone in calcestruzzo armato di altezza variabile da 30 a 120 centimetri, occupante una superficie di circa 124 metri quadrati ». Come rilevano Utc e militari, «al di sopra di tale zatterone» sono stati realizzati dei cordoli

in calcestruzzo «sui quali è poggiata l’orditura che sostiene una parte del tavolato adibito a solarium dello stabilimento balneare».

Le opere ricadono in zona 2 del Put e di rispetto ambientale del Prg in un’area «a rischio frana medio, elevato e molto elevato del piano stralcio per l’assetto idreogeologico». Secondo il Comune, le opere vennero realizzate in assenza di autorizzazione del demanio e autorizzazione paesaggistica. E’ contestata anche la mancanza del permesso di costruire. A questo punto parte sia il procedimento amministrativo per la demolizione sia il processo. Nel settembre 2015, il titolare del lido, Cafiero, viene condannato dalla prima sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata tanto che la sentenza viene menzionata oggi dal funzionario De Maio all’interno dell’ordinanza di ripristino numero 101.

Siamo dei frequentatori della spiaggia di Meta e possiamo dire che pochi sono onesti e ligi e rispettosi alla legge come a La Conca, sono loro gli artefici della rinascita della Marina , i primi a fare destagionalizzazione , siamo sicuri che  o con un chiarimento tecnico o un ricorso al Tar Campania a Napoli avranno le loro ragioni, ma imprenditori del genere andrebbero premiati per quel che fanno, invece vanno sotto i riflettori così ingiustamente . viste le tante situazioni che ci sono in giro..

Commenti

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  1. Scritto da pedro

    “La conca ” è un esempio di gloriosa e seria attività artigianale che fino ad oggi è stata già capace di adeguarsi al mercato convertendo la sua attività.
    Ricordiamoci che nasce con i famosi maestri d’ascia metesi che vararono imbarcazioni storiche del Golfo di Napoli.
    Con la decadenza di questo settore ,la famiglia convertì l’attività in stabilimento balneare.
    Storia più recente legata allo stravolgimento della spiaggia di Alimuri vedono ” la conca ” perdere la sua spiaggia, materia prima per uno stabilimento balneare .

    Terza riconversione è questa della ristorazione .Il buon Antonio la esegue con dignità e stile. Il successo che riscuote deve essere motivo di orgoglio per noi metesi.

    Questa ultima attivita , anche se svolta quasi a mare per la scomparsa della spiaggia nella sua zone, merita una difesa prima a mare e poi nelle carte.
    Da vecchio metese non mi sembra che ci siano elementi per scandalizzarsi, avremmo ben altro ad alimuri !!

  2. Scritto da un metese

    I box sul corso non sono abusi.I marciapiedi inutilizzabili per i carrozzini, l’occupazione di suolo pubblico che impedisce il passaggio dei pedoni. Il tratto del corso che dal mulino va verso Piano spesso occupato da motorini o apecar l’amministrazione non li vede Perché ???